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Nelle immagini di skateboard di French Fred ci sono riders e città come non li avete mai visti

Un fotografo cattura il rapporto degli skaters con l'architettura urbana, come fossero surfisti alla ricerca dell'onda perfetta

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Fred Mortagne

Le immagini di skateboard non sono tutte uguale: Fred Mortagne, meglio conosciuto come French Fred, fotografo e regista autodidatta dal 1993, nonché Leica ambassador e chiaramente skater a sua volta fin dall’infanzia, ha presentato a Milano, in occasione del Salone del Mobile, il suo libro, Attraper au vol (letteralmente “prendere al volo” in italiano), una raccolta delle foto di skateboard migliori realizzate tra il 2000 e il 2015.

Brandon, Westgate, California, 2015. Foto: Fred Mortagne

Ma non aspettatevi fotografie di acrobazie o di trick impressionanti dal fotografo francese che tuttora vive e lavora nella sua città natale, Lione: per quello ha un’intensa e parallela attività di videomaker, quasi esclusivamente commerciale giacché ha lo scopo primario di mostrare ai potenziali sponsor l’abilità degli skaters.

Con la fotografia, invece, French Fred può dedicarsi a esplorare un altro aspetto di questo sport, ovvero la fusione tra esso ed il suo ambiente privilegiato, la città: la composizione geometrica e spesso astratta delle sue fotografie, accentuata dalla scelta del bianco e nero, è un pattern sorprendente e sempre diverso di linee e angoli, di moduli urbani ripetuti dove la presenza umana è forte quanto marginale, a contrasto eppure perfettamente integrata nel tessuto metropolitano. I movimenti relativamente accessibili, non sfacciatamente acrobatici, che sceglie di immortalare contribuiscono inoltre, secondo Mortagne, ad avvicinare anche il pubblico meno specializzato a quest’attività, o quanto meno alla sua componente estetica.

Charles Collet Ollie, Lione 2013. Foto: Fred Mortagne

Andrew Brophy, Ginevra, 2004. Foto: Fred Mortagne

Il contrappeso ottimale all’esaltazione della velocità e del movimento che troviamo invece nei suoi video, nei quali l’utilizzo di fish-eye rende la figura umana spesso centrale e imponente e per i quali l’artista ha addirittura sviluppato quello che ormai è noto con il nome di “frangle”, “l’angolo di Fred”, una particolare modalità di ripresa che ha fatto scuola, per cui la macchina da presa segue e gira intorno ai riders come un dolly su uno skateboard

Gran Canaria, 2005. Foto: Fred Mortagne

French Fred, Bastard Bowl. Foto: Claudio Majorana

L’attenzione al grafismo urbano rivela già ad una prima occhiata la ricerca costante della location, tipica dei riders che “come surfisti in cerca dell’onda perfetta” girano per sobborghi o quartieri di recente costruzione facendo degli elementi architettonici vere e proprie piste dove sperimentare nuovi trick. Ed è proprio quello ad affascinare più di tutto French Fred: non il tessuto urbano in sé, e nemmeno la bravura dello skater, ma la perfetta fusione dei due, la relazione tra lo spazio architettonico e un’attività che in città è nata e continua a svilupparsi.

Mayday al Bastard store. Foto: Giuliano Berarducci

Per la presentazione italiana di Attraper au vol, vista anche la presenza di skaters d’eccezione dei team di Frisco ed Element, Fred non poteva poi trovare location più adatta dello store Bastard, primo e unico flagship del marchio italiano che dal 1994 produce e distribuisce abbigliamento per skate e snowboarding, tra i luoghi di riferimento in ambito internazionale per video premiere, mostre ed eventi legati allo skateboarding – ma che meriterebbe una visita anche se non siete interessati né allo sport né all’abbigliamento sportivo: 1350 mq ricavati dalla ristrutturazione dell’ex cinema Istria ad opera dell’architetto Lorenzo Bini di studiometrico, che comprendono negozio, showroom, uffici, un enorme magazzino e la spettacolare Bastard Bowl, una sorta di arca di legno sopraelevata che si rivela in realtà un’enorme pista da skate indoor a disposizione di dipendenti in pausa dal lavoro, amici, team riders e visitatori occasionali. Situato in via Slataper 19, nel quartiere Maggiolina, nella periferia nord est della città, dove Mario Cavallè ha progettato oltre al cinema Istria anche le rinomate case a igloo. 

 Fred Mortagne, Bastard Bowl. Foto: André Lucat

 

 

 

 


di Lia Morreale / 15 Aprile 2017

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