ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Le insegne luminose a Milano hanno un solo nome, ecco qual è

Dall'idea di un giovane creativo nasce Neon Art, un laboratorio di produzione di scritte luminose, online e tailor made

insegne-luminose-milano-neon-art
Getty Images

Le prime insegne luminose con una lampada al neon furono installate nel 1912 all'interno della boutique parigina di un barbiere di Boulevard Montmartre. Recitavano la scritta “Palais Coiffeur”.
Da allora, le scritte luminose di strada ne hanno fatta. Passando dall'essere gli strumenti più vivaci che attirassero i turisti in ristoranti, negozi o tavole calde della Miami degli anni '80, al diventare un tratto riconoscitivo delle grandi città, come Tokyo o Las Vegas.
Negli ultimi anni, grazie al genio creativo di una serie di artisti contemporanei di ultima generazione, le scritte al neon sono diventate opere d'arte presentate nelle più grandi gallerie al mondo. Ne sono un esempio i lavori di Dan Flavin, che già negli anni '60 ha lanciato Icon, la sua serie di opere realizzate attraverso l'uso di lampade fosforescenti prefabbricate, nello stile del dadaista Marcel Duchamp, avvalendosi dei materiali più minimali per creare un estetica rigida e futuristica. 
Poi c'è stato Joseph Kosuth, che con la sua insegna luminosa "Four colors four words" ha mostrato al mondo come l'arte possa diventare un mezzo per arrivare a qualcos'altro, attraverso messaggi carichi di molteplici significati. 
Poi è stata la volta di Alfredo Jaar, artista cileno fuggito dalla dittatura per andare a New York e "informare con poesia", come dice lui in un'intervista rilasciata a La Repubblic qualche anno fa parlando anche dei suoi messaggi al neon. "Non cerco informazione pura e non cerco poesia pura: ma un equilibrio perfetto tra le due. Perché se l'opera è troppo bella, troppo poetica, allora perde l'informazione. Diventa vuota. Anche se è bellissima, è solo decorazione. Ma se invece è troppo didattica, diventa banale. È una linea molto sottile quella che cerco. A me piace l'arte critica, l'arte che contiene un pensiero".

Poi c'è Brice Nauman, che crea neon dagli anni '70 e nel 2015 diventa, con la sua opera, protagonista di un'installazione alla 56esima Biennale di Venezia nella prima sala della Mostra All the World's Futures. Qui, una serie di parole di descrivevano gli eventi fondamentali della vita di ognuno di noi, con parole forti e perturbanti che si illuminavano e si spegnevano ad intermittenza. Vita, morte, amore, dolore: i concetti si rincorrevano tra loro in modo inafferrabile. Solo la parola "guerra" era ferma, come una denuncia sociale atta ad esprimere la necessità di dover fare qualcosa per cambiare il mondo. 
Infine c'è Tracey Emin, che vent'anni fa apparteneva al movimento degli Young British Artist e che con le sue scritte al neon ha parlato d'amore, sesso e sentimenti a tutto il mondo. Talvolta, con frasi intense e edulcorate (come "You touch my soul" o "I woke up wanting to kiss you"), talvolta con statement alimentati da sprazzi di cinismo ("I whisper to my past. Do I have another choice?"). 

Oggi, dopo molti anni, il fascino delle insegne luminose rimane invariato, tanto da attirare giovani creativi che si cimentano con nuovi modi di realizzarle: è il caso di Alberto, che nel 2015 ha aperto il suo laboratorio di insegne luminose a Milano Neon Art al civico 10 di via Pietro Gassendi, dove realizza opere luminose uniche, grazie all'aiuto di artigiani esperti. 

E così nasce neon-art.com, la prima piattaforma online Italiana per progettare Neon tailor made che si rivolge non solo agli amanti della light art e a design lovers ma anche a professionisti come interior designer e architetti.

E del neon si sceglie proprio tutto: dal colore, alla forma, alle dimensioni, al supporto su cui il neon sarà montato. 

Lo incontriamo, per farci raccontare l'iniziativa.

Un post condiviso da NEON-ART.com (@neon__art) in data:

 

Cosa vi ha ispirati?
Sicuramente il ritorno dell'hand-made, dell’artigianato di qualità, e l'opportunità di far conoscere un’arte antica e farla ritornare in voga anche in Italia. In un momento storico in cui il mercato ha reso la maggior parte dei prodotti sempre più “simili” e realizzabili su larga scala, l’idea di un prodotto unico realizzato su misura affascina e ne amplifica il valore.

Come lavorate?
Sul nostro sito è presente una sezione che aiuta il cliente ad inserire le informazioni a noi necessarie per iniziare il primo step della realizzazione dell'insegna luminosa. Scegliere il colore della luce, le dimensioni, il supporto su cui verrà installato il neon e chiaramente il messaggio o contenuto del neon e la sua forma.
Poi, la realizzazione passa nelle mani di artigiani esperti che chiamiamo “soffiatori”. Sagomando il vetro, creano ogni pezzo con massima cura nel dettaglio. 

Un post condiviso da NEON-ART.com (@neon__art) in data:

 

Qual è il vostro obiettivo?
Creare un luogo di incontro per chi sa fare e chi apprezza il valore del saper fare. Ma soprattutto, dare la possibilità a coloro che hanno sempre desiderato avere un'opera al neon di avere un interlocutore a cui rivolgersi. Spesso veniamo contattati da architetti e interior designer, ma anche molti privati che amano i neon e vogliono disegnare un pezzo unico per la propria casa.

Qualche progetto recente e speciale?
Ogni progetto custom made per noi è speciale. Nei progetti con i clienti privati si instaura un bellissimo rapporto fatto di consigli e suggerimenti, che aiutano a trasformare un’idea in un’opera al neon luminosa. Spesso, le richieste arrivano dalla necessità di rendere speciale un evento. Ne è un esempio la scritta “Marry me!”, che abbiamo realizzato per un ragazzo che avrebbe chiesto alla sua futura moglie di sposarlo dentro una camera buia, illuminata solo da queste parole fluorescenti. Spesso lavoriamo anche a progetti commerciali, come la personalizzazione delle vetrine natalizie per il brand di abbigliamento Golden Goose, solo per citarne uno.

 

Un post condiviso da NEON-ART.com (@neon__art) in data:

Un post condiviso da NEON-ART.com (@neon__art) in data:

 

Secondo voi, perché il neon piace così tanto?
Perché è uno strumento di comunicazione accattivante, immediato, semplice. Se acceso, è impossibile non vederlo. Se è spento, si mimetizza armonicamente con l'ambiente in cui si trova. È uno strumento malleabile e al tempo stesso potente.

Un consiglio per avere un neon davvero unico?
Realizzare una scritta che riproduca la calligrafia di chi la commissiona. 
Così, si creano opere inimitabili. 

 

NeonArt - The Art of making Neon Sign from NeonArt on Vimeo.

neon-art.com


di Valentina Mariani / 12 Luglio 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Come nasce un orologio di lusso

Qualità, bellezza, longevità, ecco la ricetta di Sekford

orologi di design

[Design]

Tutto sugli Eames

Una grande retrospettiva al Vitra Design Museum

mostre

[Design]

Fotografare il lavoro

A Bologna lo sguardo sul mondo del lavoro di 14 grandi fotografi

mostre

[Design]

Zucche di design

10 alternative alle solite decorazioni per la festa più creepy

accessori di design

[Design]

Gli arredi Ikea più venduti

Ecco i dieci bestseller Ikea che hanno conquistato il mondo

top ten

[Design]

Cosa progettano i Millennials?

Progetti e provocazioni degli studenti della Design Academy di Eindhoven

Mostre

[Design]

Cartoleria zen

Quando gli accessori da ufficio sono anche belli

accessori di design

[Design]

Una mostra ibrida

Arte e scienza insieme? Si può, parola di Marino Golinelli

musei

[Design]

Jordan Made in Italy

Tecnologia, portafortuna e Russel Westbrook testimonial

Oggetti di design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web