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Elle Decor Italia

1968: Italian Radical Design

Il libro di Cattelan e Ferrari raccontato in un'intervista di Maria Cristina Didero

Le immagini parlano chiaro: la passione per il Radical Design di Dakis Joannou, reinterpretata dalle menti non convenzionali di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, è più viva che mai. I pezzi che abitualmente arredano gli spazi privati del collezionista greco, uno dei più importanti al mondo, sono stati fotografati in puro stile Toiletpaper per diventare i protagonisti del volume 1968: Italian Radical Design, appena presentato a New York.

Abbiamo chiesto a Maria Cristina Didero, curatore indipendente e direttore della Fondazione Bisazza, che ha firmato il testo introduttivo del libro, di raccontarci la genesi di questo progetto, che vede anche la partecipazione di Alessandro Mendini in veste di Design guru.

Partiamo dal titolo. Perché 1968?
È stato un anno fondamentale per motivi storici (la morte di Martin Luther King e di Robert Kennedy, per esempio), e per le avanguardie artistiche e culturali. Ma per Dakis Joannou il 1968 ha un significato importante anche dal punto di vista personale: è tornato in patria dopo avere studiato architettura a Roma e avere toccato con mano quella rivoluzione, quella nuova onda che stava scuotendo il mondo. “L’utopia è nata e morta in quello stesso anno”, ha detto. Dopo poco, ha iniziato a collezionare pezzi di design appartenenti a quel periodo.

Che ne è stato di questa collezione?
Fino all’anno scorso era strettamente privata, a differenza della più nota raccolta di opere d’arte. Dakis sentiva i pezzi di design come profondamente suoi, erano l’arredamento della sua casa. Per la prima volta, sono stati presentati al pubblico in occasione della mostra The System of Objects, curata da Andreas Angelidakis e me alla DESTE Foundation di Atene, nell’estate 2013.

Come è arrivata l’idea del libro?
È un progetto nato dalla volontà di Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari e Dakis Joannou. Cattelan e Ferrari sono piombati a casa di Dakis con tutta la squadra, l’attrezzatura e le modelle. Un lavoro molto divertente ma anche uno sforzo intenso, una full immersion cui il padrone di casa ha partecipato attivamente. Cattelan ha contattato Alessandro Mendini e lui, uno dei più importanti architetti del movimento di Radical Design, ha realizzato i disegni che accompagnano il libro.

Quali sono i tuoi scatti preferiti?
Io sono di parte: ho un debole per Ettore Sottsass. Il suo specchio Ultrafragola sospeso nel cielo mi piace molto. Ma anche il letto Caduta Di Babilonia di Studio 65, sulla copertina. Proprio adesso sto lavorando a una mostra su di loro, che si terrà il prossimo anno a Torino. E poi i due ragazzi coperti di cetrioli nel letto Elledue, sempre di Sottsass, la Golgotha chair di Gaetano Pesce con la puzzola e il pappagallo, la Fiocco di Gianni Pareschi per G14, la Half & Half di Christian Germanaz con gli spaghetti.

E un oggetto speciale per te?
Il Torneraj di Giorgio Ceretti, Pietro Derossi & Riccardo Rosso. Con Dakis, abbiamo cercato a lungo questo pezzo.

Cosa succederà adesso?
Con Dakis non è mai finita. L’exploit è stato l’anno scorso con la mostra, ora c’è il libro. E poi si vedrà.
Sito:
www.mauriziocattelan.altervista.org


di Annalisa Rosso / 29 Maggio 2014

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