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Le scarpe più strane del mondo

Il graphic designer Gianluca Gimini reinterpreta le sneakers con il packaging di storici prodotti italiani.

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Il graphic designer Gianluca Gimini reintepreta le sneaker di famosi brand di moda con le grafiche di storici prodotti italiani di largo consumo. (Immagine: Simone Bretti) 

Quelle pensate da Gianluca Gimini sono decisamente tra le scarpe più strane del mondo. Figlie delle sneakers più celebri prodotte da brand come Adidas, AMI, Camper, Creative Recreation, Lacoste, Maison Margiela, Nike, Rick Owens, Puma, Reebok, Jeremy Scott, Bernhard Willhelm, Yoshi Yamamoto e Giuseppe Zanotti, le nuove creazioni del graphic designer italiano ospitano le grafiche retrò di un gruppo di storici prodotti di largo consumo.

Una fusione decisamente singolare che ha dato vita a una serie di immagini ludiche per una nobile causa: mostrare al giovane pubblico (italiano e non) la bellezza delle confezioni di alcuni prodotti storici nazionali, che per la loro ordinarietà e facile reperibilità non hanno ottenuto particolare interesse collezionistico.

Così, nascono le scarpe belle e nostalgiche dedicate al bagnoschiuma Pino Silvestre, la cui storica confezione anni '50 ricorda la fragranza della pianta sempreverde.

O le scarpe dedicate ai prodotti per la cura della barba, della storica linea fiorentina Proraso, fondata nel 1908.

Le scarpe del caffè Paulista, che ha debuttato con Lavazza negli anni '60 e le cui confezioni sono ora un oggetto da collezione.

Le scarpe dedicate alle batterie elettriche Superpila, prodotte a Venezia negli anni '20, acquistate successivamente da Procter&Gamble e che ora non esistono più.

Quelle dedicate alla vanillina Pane Angeli, e tante altre ancora.

“Il progetto, che ho presentato in anteprima alla Berliner Farradschau lo scorso weekend, ha un valore puramente artistico ed è nato da una mia iniziativa personale, senza alcun tipo di coinvolgimento delle aziende menzionate”, spiega Gimini.

Nessun paio di queste scarpe strane è quindi purtroppo destinato alla produzione. Non per ora, almeno!

www.gianlucagimini.it

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di Valentina Mariani / 12 Marzo 2017

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