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I locali notturni migliori del mondo per party animals col debole del design

Il volume Night Fever 5 raccoglie bar, discoteche, ristoranti e persino alberghi per assaporare la nightlife in ambienti ricercati

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The Year, il club disegnato da Guto Requena a San Paolo. Foto: Victor Affaro

Siete animali notturni? Night Fever 5, il nuovo volume edito da Frame, è quello che fa per voi. Quasi 500 pagine dedicate ai migliori locali notturni del mondo, indirizzi dove bere, mangiare, dormire o andare a ballare. Progetti che portano la firma di nomi come Snøhetta, Patricia Urquiola, Guto Requena, India Mahdavi e tanti altri.

Ecco i 10 locali notturni scelti da noi tra gli oltre 100 presentati nel libro, con un occhio di riguardo per gli indirizzi italiani.

The Year (foto sopra), il club disegnato da Guto Requena, si trova in un’ex area industriale di San Paolo. Il principale dance floor è sovrastato da una grande gabbia metallica in cui sono installate 1.200 luci LED che si muovono seguendo la temperatura e i movimenti della pista. Drink della casa: Golden Year.

Foto: Chen Wei Zhong

A Nanjing, in Cina, il grande bar e ristorante Jin disegnato da Kinney Chan & Associates si trova al quinto piano del Shangri-La Hotel, in una calda atmosfera post-industriale. Tra i tanti tipi di cucina proposta va provata quella tradizionale, in particolare l'hot pot.

Foto: San Sebastian

A Hong Kong, nell’ex stazione di polizia trasformata in polo culturale PMQ, il designer Joyce Wang ha firmato il bar Isono (dove mangiare tapas spagnole), e il bistrot The Drawing Room (cucina italiana). Come in un’astronave spaziale, tra tubi fluorescenti e superfici riflettenti.

Foto: Narcis Font Juan

Sembra un ambiente sottomarino quello del ristorante OneOcean Club, realizzato da El Equipo Creativo, anche grazie al soffitto specchiante. Tra l’ambiente interno e quello esterno, affacciato sul porto, c’è una piacevole continuità. Da provare: i piatti di pesce.

Foto: Benoit Linero

Boiserie classiche e arredo elegante, vivacizzati da un’installazione tessile a soffitto di un colore blu elettrico e un bancone futuristico. Il nuovo bar dell’Hotel Plaza Athénée, a Parigi, porta la firma del designer Jouin Manku. Drink da provare: La Rose Royale.

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Foto: Herman Dreyer

Il Summit Bar al Radisson Blu Scandinavia Hotel, nel cuore di Oslo. Progettato dallo studio Snøhetta, inaugurato nel 2016, permette agli ospiti di godere al massimo della vista mozzafiato su cui si affaccia la grande vetrata. Il drink della casa: Apple Martini.

Foto: Arthur Woodcroft

Dietro un’anonima porta grigia, a Londra, si nasconde l’Old Tom & English. Ispirato agli interni domestici anni ’60, con tanto di caminetto, rispecchia lo stile del designer Lee Broom anche nei materiali: legno di quercia, marmo, ottone. Da provare: i cocktail a base di gin.

Foto: Alex Filz

Una struttura con sole 28 stanze, mimetizzata in 4 ettari di frutteto. L’Apfelhotel progettato da noa* si trova a Saltusio, in Sud Tirolo, ed è studiato per essere particolarmente rilassante, a partire dalla scelta di colori e materiali. Da provare: la sauna panoramica.

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Foto: Marco Craig

Nel cuore di Milano, il nuovo Room Mate Giulia è l’hotel con 85 stanze disegnato da Patricia Urquiola. Tutto qui parla della città: i mattoni in terracotta, il marmo rosa come quello del Duomo, le geometrie razionali. Gli arredi sono tutti Cassina e le opere tutte firmate da artisti milanesi.

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Foto: Matteo Piazza

Nella ex sala d’attesa di prima classe della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, a Firenze, la caffetteria Vyta Santa Margherita firmata da Collidanielarchitetto riprende lo stile e i materiali degli anni ’30. Alle pareti, foto dell’epoca. Da provare: la pasticceria.

La cover blu elettrica del volume Night Fever 5 (sottotitolo: Hospitality Design), edito da Frame nel 2017.

www.frameweb.com


di Annalisa Rosso / 18 Febbraio 2017

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