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Elle Decor Italia

La Digital Revolution in mostra Londra

Dagli Anni 70 al futuro. La creatività in bit in scena al Barbican Centre

In principio c'era Pong, la pallina (quadrata) che rimbalzava tra due barrette luminose. Considerata il primo punto di incontro tra tecnologia e creatività, Pong stupì l'umanità negli Anni 70, dando simbolicamente inizio alla Digital Revolution. La storia di quest'onda inarrestabile, che ha trasformato per sempre le arti e la vita, è in scena al Barbican Centre di Londra fino al 14 settembre.

Curata da Conrad Bodman, la mostra riunisce e celebra il lavoro di artisti, registi, architetti, designer, musicisti e sviluppatori di giochi che hanno utilizzato supporti digitali per esplorare i confini dei loro campi d'azione. Si comincia con un tuffo nell'archeologia digitale, attraversando l'evoluzione dell'hardware e del software, il primo sito web ad opera di Tim Berners-Lee, le prime applicazioni della computer grafica. I ricordi di un recente passato affiorano sulle note di Tetris ma tra l'animazione digitale di un vecchio Star Wars e gli effetti speciali del recente Gravity il passo è breve.

Ascoltare, osservare, ammirare non basta più e l'arte diventa interazione grazie ai sensori che percepiscono il movimento. Come nell'installazione Pyramidi di Will.i.am e Yuri Suzuki,in cui lo sguardo di un moderno Tutankhamon non abbandona mai quello del visitatore. Il punto di fusione tra arte e tecnologia raggiunge l'eccellenza nella sezione dedicata a DevArt, il progetto sviluppato da Google in collaborazione con il Barbican. Qui sono esposte le opere prodotte per la mostra da alcuni degli artisti interattivi più interessanti del pianeta. Sulla piattaforma online g.co/devart è possibile seguire il processo creativo delle loro installazioni, dal concept al pezzo finito.

Negli spazi dell'esposizione c'è chi sussurra il proprio desiderio a un farfalla nel Wishing Wall di Avrvara Guljajeva e Mar Canet o chi suona le note del mondo con Play the World di Zach Lieberman. Di fondo il rumore della stampante Co(de)factory di Karsten Schmidt che ogni giorno elabora in 3D i migliori progetti selezionati dalla rete. Idea dopo idea si raggiunge la sala Our digital futures dove le tecnologie cyborg per potenziare i nostri sensi, i droni, i big data, dilatano ulteriormente i confini del possibile.

C'è tempo per una sosta nell'area dedicata ai videogame indipendenti, prima di plasmare i fasci di luce di Assemblance del collettivo Umbrellium, nell'ultima parte immersiva della mostra. La cosa più stupefacente è che da Pong a qui sono passati solo 40 anni.

Sito:
www.barbican.org.uk/digital-revolution/


di Laura Ghisellini / 7 Luglio 2014

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