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Elle Decor Italia

La collezione 132 5. di Issey Miyake

Al Museo Holon in mostra abiti che sembrano pezzi di design

Moda o design? Lo stilista giapponese Issey Miyake parte dalle lampade origami IN-EI per Artemide e arriva alla collezione di abiti tridimensionali 132 5. Parola d'ordine rigenerare e riciclare. La materia tessuto e le sue declinazioni saranno in mostra al Design Museum Holon di Israele dal 3 luglio al 25 ottobre 2014.

«Ho riflettuto sulle future sfide che dovremo affrontare nel XXI secolo. La maggior parte di noi si sente in una sorta di incertezza. L'aumento della popolazione, la diminuzione delle risorse. Credo sia importante fare abiti a lungo termine, non per una sola stagione. Non possiamo continuare a buttare via le cose, dobbiamo affrontare questi problemi... Non mi interessa il passato, preferisco l'evoluzione».

Con queste parole, il guru della moda racconta la sua ricerca. Un lavoro di speranza nato dalla collaborazione con uno specialista dei computer, un ingegnere tessile e un ingegnere matematico. In 132 5. una serie di algoritmi matematici vengono convertiti in modelli 3D per poi essere elaborati in capi tridimensionali o oggetti di design.

La fibra rigenerata, derivata dalla bottiglia di plastica (PET), non necessita di struttura e ha la capacità di ricordare la piegatura iniziale data ad un singolo pezzo di tessuto. Al Museo Holon, insieme alla mostra Gathering: from Domestic Craft to Contemporary Process, si potranno ammirare una sequenza di vestiti che vanno dal capo spalla svasato, al top decorato, dall'abito da sera, al completo colorato da giorno.

La sigla, 132 5. racconta la sintesi. L'1 rimanda all'unicità del pezzo di stoffa, il 3 rappresenta la tridimensionalità della collezione; il 2 ricorda la bidimensionalità del tessuto piegato la prima volta, il 5, messo nella sequenza dopo uno spazio vuoto, si riferisce alla metamorfosi delle forme da oggetto ad abito.

Sito:
http://www.dmh.org.il/heb/
http://www.isseymiyake.com/


di Benedetta Lamberti / 4 Luglio 2014

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