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2 film da non perdere alla Mostra del Cinema di Venezia

Ai Weiwei e Shirin Neshat sbarcano in Laguna con due pellicole che faranno parlare di sé

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© Razor Films

Looking For Oum Kulthum, il nuovo film dell'artista visiva e regista iraniana Shirin Neshat

La Mostra del Cinema di Venezia, la rassegna cinematografica più importante del nostro paese ha aperto ieri i battenti per la sua settantaquattresima edizione, in lizza per il Leone d’oro molti nomi noti del cinema “da copertina”. L’attesissimo Mother!, del regista già vincitore a Venezia nel 2008 con The Wrestler, Darren Aronofsky, che con un trailer che rimanda alle atmosfere dei film che lo hanno reso celebre e un cast da “artiglieria pesante” (Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer) è sicuramente tra i favoriti. Segue Suburbicon di George Clooney che si avvale della premiata penna dei fratelli Coen per mettere in scena una crime story con un cast altrettanto titolato (Matt Damon, Oscar Isaac, Julianne Moore). In gara tra gli italiani troviamo Paolo Virzì, al suo primo lungometraggio in lingua straniera The Leisure Seeker, un road movie adattato cinematograficamente dal romanzo omonimo di Michael Zadoorian, e i Manetti Bros con Ammore e Malavita.

 

Molto interessante è la partecipazione al Festival del Cinema del regista e artista cinese Ai WeiWei con Human Flow, pellicola che ha tutta le carte in regola per far parlare di sé e di essere un importante contributo nel documentare l’attuale situazione dei flussi migratori che stanno investendo l’area del Mediterraneo.
“Mi sono interessato alla questione perché sono cosciente di come queste persone siano state maltrattate, abbandonate e obbligate a scappare. So cosa significa essere visti come degli emarginati. Rimanere coinvolto in un progetto simile è stato, per una persona e artista come me, un’esigenza naturale.” Spiega il regista. “Non abbiamo iniziato con l’intento di un progetto ambizioso, volevamo semplicemente riproporre ciò che avevamo visto e sentito, ma è stato chiaro da subito che non sarebbe stato abbastanza. Questa ricerca ci ha posti davanti ad una condizione globale, che va al di là della sola crisi dei rifugiati”. Human Flow è stato girato in 23 paesi attraverso 40 campi profughi, in un lasso di tempo di oltre un anno. 

 

Nelle altre sezioni autonome del Festival di Venezia da segnalare Looking for Oum Kulthum della regista e fotografa Iraniana Shirin Neshat, che ancora una volta pone al centro dell’attenzione le difficili condizioni sociali delle donne all’interno del mondo islamico, raccontando la vita della leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum. “Dopo Women withouth men, questo film potrebbe seguire la traiettoria di un’icona femminile e offrire contemporaneamente una visione non accademica della storia dell’Egitto moderno” suggerisce la stessa autrice “Alla fine ho deciso di non fare un film biografico storico, ma di raccontare una storia personale, condividendo il mio punto di vista e le mie difficoltà di regista donna iraniana che cerca di fare un film su un’icona egiziana”. 

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di Alessio Gentile / 31 Agosto 2017

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