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Elle Decor Italia

Questi 45 designer under 40 cambieranno davvero le sorti del design italiano?

Una mostra, negli spazi di Medina Roma, per mettere in vetrina i lavori di progettisti emergenti

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D-TWELVE è un progetto di Plato Design: una lampada da interni personalizzabile, in cui è possibile scegliere il numero di moduli, da uno a sette e unirli nelle più svariate combinazioni.

Tra innovative tecnologie, influenze estere e sempre nuovi appuntamenti dedicati, il design italiano si trova in un periodo di metamorfosi. Uno scorcio di questo cambiamento va in scena dal 10 novembre 2017 nella mostra “Prossimo Futuro. 45 designer italiani under 40” a cura di Luigi Prestinenza Puglisi e Monica A. G. Scanu. Dopo la prima presentazione all’Acquario Romano e gli appuntamenti di Milano e Cagliari, la vetrina dedicata ai giovani progettisti e designer torna in scena negli spazi di Medina Roma, nata da una call lanciata su Facebook dal curatore per dar loro la possibilità di esporre i propri lavori in location di prestigio. 45 designer per 45 opere completamente diverse tra loro, che ci offrono una particolare visuale della giovane scena italiana.

AmeBe

Mondana è il progetto firmato da Alessandra Mantovani ed Eleonora Barbareschi: uno sgabello in legno massello di cedro profumato lavorato da un blocco unico. Questo trae ispirazione da un oggetto di uso comune tanto caro ed indispensabile all’universo femminile, la borsa. Si tratta di prodotti in legno completamente naturali e rifiniti a mano senza l’aggiunta di alcun trattamento.

Anelo 1997

221115 un gomitolo di strade: l’interazione caotica delle persone viene rappresentata in contrasto con l’esigenza di serenità e solitudine di un luogo isolato dove rimanere collegati a distanza per ritrovarsi. Architetture di forme pure, strutture ferrose come diagrammi che rappresentano le relazioni fra gli uomini e lo spazio, dove le memorie si strutturano e si fissano in reticoli di cubi e linee che continuano a proiettarsi attorno.

Jennifer Balsamo

Waves è un arazzo composto da trame in nylon, cotone spesso e filo di rame, sospeso con fili di nylon trasparenti all’interno di una scatola in plexiglass. L’ordito è l’ordine sul quale si dipana la complessità. Appare il rame tra i filati tranquillizzanti del bianco e del nero, rompendo volutamente la tecnica antica delle alternanze. La composizione della trama diventa, così, inaspettata, narrativa, mentre la sospensione dell’arazzo nella teca trasparente suggerisce pensieri provenienti da molto lontano.

Paolo Emilio Bellisario

FOODgrammer è una linea di piatti in fibra di bambù, cellulosa vegetale e pigmenti naturali, da utilizzare sia in casa che al ristorante: grazie alla sua forma, il piatto può essere ruotato e trasformato in un piccolo set per moderni foodgrammer perché tutti, prima o poi, abbiamo ceduto alla tentazione di fotografare le nostre “creazioni” culinarie per poi condividerle sui social network.

Fabrizio Belluzzi

Birch Branch Birch Branch (dall’inglese “ramo di betulla”) è un appendiabiti in metallo da usare come oggetto di design in casa oppure in contesti contract. L’idea dell’appendiabiti da parete non nasce isolata, bensì come sviluppo di una serie di arredi, progettata per ambienti residenziali e pubblici, capace di una narrazione stimolante per entrare in una relazione non asettica, ma empatica con l’utente. La serie prevede, inoltre, attaccapanni da terra, ringhiere, librerie e contenitori. Il concept di progetto verte nel completo riuso dell’esistente con materiali di scarto.

Alex Bocchi

New Moon nasce dall’idea di raffigurare nella lampada concetti immateriali legati all’equilibrio, alla natura e alle relative contrapposizioni. Ispirandosi a tematiche orientali, ed attraverso un’operazione di analogia, la sorgente luminosa viene paragonata al disco lunare. La posizione asimmetrica della sorgente luminosa suscita nell’osservatore una sensazione di equilibrio precario, rappresentando metaforicamente la continua ricerca di condizioni che possano sembrare stabili. New Moon caratterizza, decora e carica l’ambiente dove viene riposta, facendo entrare nello spazio quotidiano l’immagine di un elemento tanto forte quanto mistico come la luna.

Antonella Caponnetto

TuppettuCase nasce dal ricordo dei giochi che facevano i nonni siciliani con il tuppeturu. Oggi viene riproposto come contenitore: nel suo interno l’alloggiamento per l’avvolgi-cavo degli auricolari e un piccolo foro nel quale introdurre il jack, che ricorderà con la sua punta, quella del tuppetu. Se prima questo oggetto veniva usato in uno spazio aperto in un momento di condivisione ludica, oggi riveste la stessa funzione rispondendo ai bisogni attuali di intrattenimento.

CAproject Claudia Alessandro

Nido, cresce con te traduce le nuove esigenze di mamma e bambino in materia consona, design funzionale, in arredi d’aiuto nel compito più importante della vita. Il progetto è parte di una collezione di mobili bio-ecologici, arredamenti naturali ispirati alla didattica della Montessori, con obiettivo il benessere dei piccoli. La tecnologia, con l’assenza di parti metalliche, privilegia gli incastri: qualificano il mobile esteticamente riducendo al minimo l’uso di colle. Le coloriture per il legno a base di olio di agrumi, sono idonee al contatto epidermico e salivare e i pigmenti usati per gli impregnanti sono di origine vegetale o minerale. Tutto è inoltre trasformabile, crescendo con il bambino.

Federico Cartamantiglia

Bundle Of Light è un'opera in cui il fascio di asfodelo utilizzato per la lavorazione dei cestini sardi diventa un oggetto luminoso con cui mantenere la memoria dell’artigianato sardo. Il progetto consiste in una lampada da terra composta da tubolari in ferro grezzo, piegati e disposti circolarmente. La forma richiama visivamente i classici fasci d’asfodelo formati per la lavorazione dei cestini sardi e arricchito con dettagli che rimandano ulteriormente alla tradizione, con cuciture bordeaux e spilloni in argento brunito. La scelta di creare l’oggetto in ferro deriva dalla capacità del materiale di ricreare diverse colorazioni ossidando naturalmente col tempo.

Raffaele Cetto

Il tema dell’opera Intreccio è stato sviluppato per la Triennale Internazionale del Legno 2014 di Trento. L’oggetto indaga e rielabora le nozioni botaniche, territoriali e soprattutto culturali che l’arte dell’intreccio custodisce. Attraverso la materia utilizzata, la metodologia di preparazione e la tipologia di tessitura riusciamo ad avere informazioni sui saperi locali, sull’ambiente naturale e sulla storia del luogo di provenienza del manufatto. Sei parallelepipedi lignei si “intrecciano” dando forma ad una trama ed ad un ordito tridimensionali, enfatizzando l’elemento fondante di ogni intreccio. Le essenze scelte sono endemiche di alcune zone precise del Trentino: in questo modo il dispositivo conduce il fruitore in un viaggio immaginario attraverso la regione alpina.

Mario Coppola

Ecosistema, ispirato alla varietà e alla molteplicità delle strutture coralline, è un sistema modulare componibile di vasi pensati per essere fissati alla parete. I 5 moduli diversi – di cui uno grande e quattro piccoli – sono venduti insieme in un’unica confezione, disponibili in vari colori. I vasi contengono una piccola camera areata sottostante per evitare il ristagno dell’acqua e i fori per il fissaggio alla parete, e sono ecocompatibili e riciclabili.

DDuM Studio

Mela-dì è un dosatore settimanale di mele che conta il passare dei giorni della settimana, con un cursore da far scorrere per ogni mela mangiata, per ogni giorno trascorso. Mela-dì è un “segna-giorno” in legno di abete massello che accoglie sette alloggi per sette mele, prendendo alla lettera il detto “una mela al giorno”, e ne fa filosofia e concept di base. L’oggetto sposa la tavola e la cucina, facile da spostare, iconico nella sua forma semplice si affida ai colori delle mele sospese, alle venature del legno e all’azzurro delle lettere della settimana incise.

Paolo De Giusti

3628 Postale 3628 Postale è un design concept che incarna la visione di una Messenger Bike in equilibrio tra tradizione e rivoluzione. Una Messenger Bike è una bici veloce, usata quasi sempre in ambito urbano, ma spesso derivante da telai da competizione riadattati all’uso stradale. 3628 Postale non ha nessuna intenzione di interpretare questa tipologia di bici in maniera pedante, addomesticandola con uno stile più commerciale o smussandone le spontanee e contraddittorie peculiarità.

Marco De Masi

La forma di Monsieur evoca un gesto di altri tempi: sollevare il cappello in segno di saluto. La lampada si ispira a un pezzo della storia della società e del costume italiano, e conserva una forma essenziale, originale, minimale che diffonde una piacevole atmosfera di luce ed eleganza. Monsieur è realizzata interamente in acciaio con tecniche di lavorazione artigianali, e presenta una struttura di sostegno in tubolari e paralume smontabile.

DEFERRARI+MODESTI

Xgone nasce dall’idea di realizzare una collezione ceramica ricca e multicolore, la cui caratteristica innovativa è l’eliminazione della percezione del singolo elemento o della ripetizione seriale di moduli. La collezione si articola nei vari elementi che costituiscono le variabili del processo compositivo ossia cinque moduli base, la paletta colori con nove tonalità dai molteplici abbinamenti e due elementi con decoro. La posa può anche essere del tutto personalizzata, arrivando a realizzare composizioni completamente random o studiate con un disegno ad hoc. Un gioco di elementi e di abbinamenti cromatici in grado di offrire soluzioni di posa con infinite possibilità compositive, da quelle più semplici a quelle più complesse.

Lorenzo Demontis

Oiram Oiram light è il risultato di una ricerca basata sulla commistione fra luce e le tradizioni ancestrali Sarde. La ricerca si focalizza in particolare sull’archetipo della celebrazione di Sant’Antonio, il santo che rubò il fuoco ai diavoli per donarlo all’uomo. La lampada, a basso impatto e consumo, è interamente riciclabile. Gli elementi primari che la compongono sono frutto di un processo costruttivo completamente artigianale: i tronchi verticali e la base strutturale provengono da alberi autoctoni sardi (rovere, leccio, castagno, olivo e noce). L’altro materiale, il Corian, viene utilizzato come elemento strutturale per i led strip e come copri filo alla base della lampada. Oiram è pensato per spazi interni: elemento monolitico, crea nello spazio percepito nuove evocative prospettive nell’ambiente.

Alessandro Di Prisco

Mag è un contenitore realizzato in poliuretano integrale, ideale per qualsiasi ambiente, dal soggiorno al bagno. L’idea di partenza era realizzare un contenitore per oggetti insolito, diverso da quelli rigidi e con coperchi: può essere utilizzato infatti per contenere gioielli, piccoli oggetti, biancheria o anche come gettacarte, e con un semplice gesto può essere chiuso grazie a due magneti incorporati nel poliuretano. Il nome Mag infatti è l’abbreviazione di magnete.

Renato Di Tommaso

Alton è un tavolo realizzato in listellare monostrato di rovere, progettato prendendo ispirazione dal sistema con il quale si mettono in sicurezza i carichi pesanti. Tre cinghie bianche a cricchetto evitano l’utilizzo di qualsiasi tipo di sistema di assemblaggio tradizionale, chiodi, viti, tasselli. Sfruttando la precisione di una fresatrice a calcolo numerico è stato possibile realizzare fori passanti e scassi detti a “tenone” per l’alloggiamento delle gambe e delle cinghie. Particolare attenzione è andata all’accostamento cromatico fra il legno e le cinghie per evidenziare il sistema di assemblaggio.

Doppio CM

Foucault E45 nasce nel 2016 come espositore per la sesta edizione di Fahrenheit 39, una rassegna dedicata al rapporto tra design e editoria che si tiene annualmente a Ravenna. Il tema del 2016 “work in progress” ha guidato anche la scelta dei materiali per la realizzazione degli arredi: tutti materiali da cantiere utilizzati nella loro crudezza. Foucault E45 è una libreria realizzata con tondini di acciaio e pannelli di compensato di pino ad in collaggio fenolico, mentre la struttura è composta da un telaio metallico con giunzioni saldate e trattato superficialmente con una semplice ceratura lasciando visibile l’ossidazione del metallo. Gli aspetti salienti di questo scaffale sono la possibilità di riposizionare continuamente i ripiani in altezza, di farli scorrere lateralmente in diverse configurazioni e di alternare classici piani orizzontali per riporre oggetti a piani inclinati per esporre oggetti.

S.Ferrara e D.Napoli

La culla Pinix nasce dall’idea di coniugare in questo oggetto alcuni aspetti fondamentali: l’esperienza del sonno e delle prime scoperte sensoriali da una parte e quella del fare dall’altra. Il cerchio, che si ripete all’infinito trasformandosi in spirale, è la metafora del cammino di crescita, e diventa nella culla gioco di infinite prospettive, scoperte ed emozioni, che stimolano le relazioni tra il bambino e il mondo. Pinix, realizzata unendo moderne tecnologie a ingegnoso artigianato, è una culla trasformabile eseguita in un unico materiale e si compone di 8 elementi assemblabili ad incastro semplicemente a mani nude. La culla accompagna il bambino dalla nascita fino ai 5 anni di vita, trasformandosi da unica culla ad altezza variabile in due elementi, il lettino montessoriano e un secondo oggetto che muta funzione nel tempo adattandosi alla crescita del bambino e alle sue necessità: esso si trasforma dapprima in un parchetto giochi e può diventare poi una libreria portagiochi e un armadio, con altezze e dimensioni assolutamente accessibili per un bambino. Col passare dei 5 anni, segnato per il bambino dal passaggio dal lettino montessoriano ad un letto consueto, pinix rinverdisce diventando fioriera e panca con ripiano.

FormIDable

Tripla: Fabbian Illuminazione in collaborazione con Desall, ha presentato un concorso rivolto a designer e creativi di ogni età e nazionalità con l’obiettivo di reinterpretare le collezioni Cubetto e Beluga e dare vita ad un nuovo compagno di viaggio dei due best seller. La proposta dello studio formIDable si è distinta per l’interpretazione di un’evoluzione naturale di Cubetto e di Beluga: Tripla nasce dal triangolo e si evolve nell’elemento volumetrico della piramide. La sua forma tetraedrica si propone come completamento alla raccolta Fabbian di lampade dalle linee essenziali. Solida e preziosa, riveste la luce con versatilità, eleganza e modularità, permettendo lo sviluppo di diverse applicazioni e adattandosi a tutti gli ambienti. La collezione è composta da una sospensione, una lampada da tavolo, una lampada da parete, una da soffitto e un incasso in un’unica dimensione ma in tre differenti finiture della struttura: alluminio lucido, grigio antracite e verniciata bronzo.

Manrico Freda

Il concept di Cora è partito dalla fodera, immaginando di poter vestire qualsiasi tipo di arredo con un abito su misura, da fare indossare ai propri mobili con dei gesti semplici. Un abito serio oppure no, adattabile a qualsiasi contesto. L'idea del vestito è diventata poi una pelliccia, indossata come un paio di pantaloni da una sorta di animaletto tondeggiante con quattro zampette, un originalissimo pouf con pelliccia che lo copriva a metà, come se fosse tosato.

Gianfranco Fucarino

Prototipo#001: il progetto si propone di produrre una bici in legno di multistrato di betulla interamente in legno, riducendo al minimo le parti in metallo. Si passa da disegno CAD del telaio al taglio al laser di tutte le parti in legno. Alcune parti come il brevetto del treno posteriore è stato progettato a parte e ricavato da una lastra di acciaio tagliato al plasma. L’assemblaggio avviene tramite l’incollaggio delle singole parti il fissaggio tramite viti a cannocchiale. La bici si configura con ruote da 26” ed un assetto ibrido da passeggio, mono marcia. La bici Prototipo #001 ha partecipato al Maker Faire di Roma 2015 nello stand del Fablab Palermo.

Tomas Ghisellini

Il tavolo-scrivania Ockham, realizzato integralmente in legno senza il ricorso ad alcun componente metallico, plastico o chimico, è assemblato secondo forme semplici e rigorose la cui bellezza risiede nell’assenza completa di ogni elemento superfluo. Un’unica superficie lignea, ripiegata in un organismo plastico snello e leggero, definisce un estradosso chiaro ed omogeneo. Il bordo sottile, continuo profilo di estremità, tratteggia la silhouette essenziale del tavolo a partire da precise operazioni di sottrazione di massa. La superficie di lavoro, i fianchi, il bordo sottile e l’intradosso, tagliato come una gigante pietra preziosa, accolgono finiture laccate personalizzabili in decine di varianti e combinazioni di colore.

Alice Guarisco

Stone Bright è un cubo di pietra compatto, scultoreo e geometricamente regolare. Il progetto è studiato esattamente attorno al materiale di cui è fatto. In questo caso la scelta del Carrara non è casuale: oltre ad essere trasparente è un materiale con un alto valore “simbolico”. Nello specifico il materiale di Stone Bright è il marmo di Calacatta, presentante venature di color grigio-giallo su una pasta di fondo bianca. Ecco che, capovolgendo l’idea del marmo forte e impenetrabile, come nell’etimologia, la luce rende la pietra traslucida che da volume solido si scompone in un insieme di superfici immateriali. Questo è possibile grazie allo spessore della lastre che compongono le facce, permettendo ai raggi luminosi di attraversarle. La luce, protagonista della composizione, taglia il solido in due parti: la base, alta un terzo dell’altezza totale, resta opaca e immobile, il diffusore si illumina e ruota.

Peppino Lopez

Crochet tiles nasce dall’idea di plasmare la materia per creare qualcosa di unico che riporti alla mente ricordi del passato. Dal cemento, elemento completamente riciclabile, prendono forma eleganti intrecci e preziosi ricami tratti dalla lavorazione del merletto siciliano. Il filato sembra cucito nella materia, e la collezione, rigorosamente made in Sicily, traduce in materia l’estetica, regalando straordinari effetti visivi e tattili. Una collezione di indubbia personalità, la cui lavorazione artigianale valorizza l’oggetto rendendo ogni esemplare unico. Una produzione tutta Made in Italy.

Luca Maci

Conca è il termine siciliano ad indicare il braciere, vero focolare attorno al quale si svolgeva la vita domestica. Conca è un concentrato di valori tradizionali reinterpretati in un oggetto dall’anima ambivalente, un unico elemento sdoppiato nelle sue componenti: un tavolino ed un vassoio, dalla funzione autonoma ma complementare. Legno e metallo per il supporto e ceramica smaltata per il complemento i cui colori accesi richiamano le calde cromie delle tipiche ceramiche isolane, con specifico riferimento alla tradizione calatina. Un oggetto dallo stile retrò pensato per la casa contemporanea, che ambisce al recupero e valorizzazione degli antichi mestieri artigiani, in un progetto di incastri e contrasti. Un omaggio alla Sicilia ed alla sicilianità che mira all’innovazione pur nella continuità.

Lidia Marchianò

Lala: la designer incentra la sua ricerca sulla memoria storica degli oggetti, sui processi naturali e sul modo in cui possono essere visualizzati e modificati. Lala in Arbëreshë vuol dire zio, uno zio che ha trascorso la sua vita in campagna sfruttandone tutte le risorse. Le sedie venivano sostituite da sgabelli costruiti incastrando pezzi di legno derivanti da scarti di tronchi d’albero utilizzati come combustibile. Lo sgabello nasce dalla volontà di far rivivere quegli oggetti, derivanti da un processo naturale e artigianale, frutto di una solida tradizione contadina, rispettandone la memoria storica ed affettiva. I materiali utilizzati sono legno e ferro: il legno rappresenta l’anima e la struttura dell’oggetto, un tondino di ferro, scarto di cantiere edile, curvato a caldo e lucidato, fa da sostegno alla schiena. Altro tema è l’unicità dell’oggetto: non si avrà mai uno sgabello uguale all’altro.

Lorenzo Massimiano

Il progetto Aleph si pone l’obiettivo di riformulare la gerarchia che ha regolato il nostro modo di relazionarci con le cose fino ad ora. Il vaso non è più la realizzazione di un’idea contenuta all’interno della mente del progettista, che la elabora secondo codici personali, ma prende forma dal suono che attribuiamo a quell’oggetto nell’istante in cui lo nominiamo. Grazie ad un algoritmo di modellazione, ad alcune componenti dello spettro sonoro sono stati associati dei parametri geometrici del vaso. Per ogni persona che “nomina” il vaso sarà generato un vaso diverso. Questo ci permette di avere una infinità di oggetti, aventi ognuno delle proprie caratteristiche intimamente legate alla persona che lo ha nominato. Il suono torna ad essere potenza creatrice, diventa cosa.

Millim Studio

REeREGINA: Il RE è la storia di due uomini innamorati, la REGINA è la storia di due donne innamorate. Il segno indaga la natura delle forme nella loro interezza giocando su uno dei principi base della teoria della Gestalt: il rapporto tra figura e sfondo. Il raggruppamento percettivo di due silhouette dello stesso sesso poste di profilo crea un volume armonico e significante, dove l’unica differenza di genere che è stata tracciata è il pomo d’adamo per le figure maschili e il seno per le figure femminili. La forma è ibrida, punto d’incontro tra il candeliere e le vecchie lampade a petrolio di fine Ottocento: il colore nero mette l’accento sul profilo della lampada, mentre l’ottone spicca e sottolinea cosa possiamo toccare per regolare la fiamma.

Andrea Morandi

Square & Circle è un oggetto d’illuminazione in cui è evidente il rapporto con l’archetipo, caratterizzato da un’attenzione particolare alla simbologia in cui il fruitore è invitato ad una più attenta documentazione sulle allegorie che le due forme evocano. L’occasione di progettare un oggetto di illuminazione ha innescato più meccanismi mentali: la radicata storia artigianale Italiana e delle sue maestranze; il progettare “a mano” o “con il cervello UMANO” servendosi quindi di strumenti iniziali di concezione maggiormente radicati al mondo analogico rispetto al digitale; i materiali. I confini globali sono aperti ormai da molto; non è difficile pensare che i nostri valori siano stati contaminati da altri e viceversa. Le forme (una morbida, l’altra rigida) che la dualità materica (Legno e Acciaio) richiamano alcuni dei concetti base del Feng Shui secondo cui un ambiente è tanto più armonico quanto maggiormente e sapientemente si riescono ad amalgamare forme morbide e rigide così come materiali caldi con i freddi.

OCRA Architetti

DJ set 1 è un supporto integrato utile non solo ad accogliere e trasportare la strumentazione da DJ, ma anche a trasmettere al pubblico tutta la spettacolarità della performance rendendola una vera e propria esibizione. Ciò e’ stato possibile grazie ad un sistema video che in tempo reale riprende e trasmette la performance su un doppio schermo frontale, che può anche essere connesso ad un laptop ospitato su un ripiano estraibile, combinando così video art e musica dal vivo. La doppia angolazione della base, con la parte superiore cuneiforme, rende la consolle stabile e perfetta per essere collocata in posizione rialzata rispetto al pubblico come su un palcoscenico. Le connessioni centralizzate eliminano tutti i cablaggi a vista, la scocca in alluminio rende la struttura leggera, robusta ed ergonomica, la forma a doppio prisma triangolare contrapposto consente di riporre la parte superiore all’interno della base utilizzandola come case di trasporto. 

OPPS architettura + F. Mariani

Cotidie rappresenta una sfida tra la lettura delle città e la volontà di ridisegnare un oggetto che sedimenta nei luoghi di sosta e di riposo. Il progetto si propone di rispondere ad un duplice rapporto con il tempo: come resistergli e come rispettarlo. La seduta si compone di soli due materiali: acciaio verniciato, utilizzato come telaio di base e piastra di ancoraggio alla seduta, e legno su più strati come finitura del piano e dello schienale. La tradizione di questi materiali incontra la cifra contemporanea nel controllo del dettaglio. Le sezioni degli appoggi in acciaio si dilatano verso i nodi, mentre il “multistrato” viene sagomato per definire quattro postazioni di seduta. Questa lavorazione, che assume differenti tonalità di colore secondo i diversi piani, assolve a molteplici aspetti. Prima di tutto il comfort ergonomico di seduta ed una sensazione di accoglienza verso di fruitori. Inoltre influisce sulla componente psicologica relativa all’atto di sedersi, incoraggiando l’utilizzo di posti liberi ed evitando occupazioni poco rispettose dell’arredo pubblico. Per ultimo garantisce lo scolo delle acque piovane, attraverso un taglio trasversale in ciascuna postazione, in corrispondenza del punto più scavato. Il calore del legno, nelle varie tonalità vuole richiamare i passanti alla sosta, come un oggetto domestico e accogliente.

OPRA22

Elèna è un tavolo monolitico che nasce dal contrasto, sia visivo che materico, dei materiali di cui è composto: il legno delle briccole con i loro pertugi, le loro irregolarità e la loro lunga storia e la resina, lucida, asettica e pura. Il contrasto materico è immediato, sia visivamente ma soprattutto al tatto. Da un parte abbiamo il colore caldo ed imperfetto del legno e dall’altra la fredda e sintetica purezza della resina. Elèna nasce così da una colata di resina in cui vengono affogate tavole di legno ricavate dalle briccole. La briccola è una struttura nautica utilizzata per indicare le vie d’acqua nella laguna di Venezia, Marano e Grado e realizzata con due grossi pali di legno legati fra di loro e posti in acqua, conficcati nel fondale. La parte della briccola utilizzata, cioè quella che rimane immersa sott’acqua e a ridosso dalla porzione conficcata nel sottosuolo, risulta mangiata e attraversata dai molluschi marini, ma non presenta grosse variazioni di diametro.

Massimiliano Stefano Pescio

Enza la credenza nasce attorno a un elemento costruttivo di una antica casa abbandonata dell’alta Valle del Nure. L’elemento è una finestra con telaio e controtelaio in rovere massello costruita nei primi anni del ’900 secondo i canoni di quell’epoca, utilizzando un’essenza lignea molto dura, telai sottili con inglesine ad incastro, modanature a contorno dell’anta a quarto di cerchio, vetro, cornice fermavetro, ferramenta delle cerniere e della martellina in ferro battuto. Il telaio è stato restaurato, con attenzione particolare agli incastri consumati dagli agenti atmosferici. Il telaio fisso, anch’esso aggredito dalle intemperie a tal punto da sbriciolarsi in alcuni punti, è stato modificato, conservando esclusivamente le spalle che, successivamente al restauro sono state rettificate per ottenere la planarità della superficie di contatto con la nuova struttura del mobile. L’elemento è entrato a far parte del nuovo oggetto la cui struttura è stata realizzata interamente con superfici in legno lamellare giuntato di abete, un’essenza non particolarmente nobile ma, grazie alla sua densità, facilmente lavorabile.

Plato Design

D-TWELVE è l’innovativa lampada da interni modulare e personalizzabile creata per soddisfare esigenze di illuminazione in continuo cambiamento. È possibile scegliere il numero di moduli, da uno a sette, unirli nelle più svariate combinazioni e ruotarli, creando lampade di dimensioni e forme diverse. Ogni modulo che compone il sistema è un dodecaedro aperto su tre lati e con tre lati magnetizzati, che permettono sia il fissaggio dei moduli tra loro, sia il passaggio di corrente tra gli stessi. Grazie a tale tecnologia solo uno dei moduli è connesso alla corrente, mentre tutti gli altri sono senza fili. Le finiture disponibili sono tre: faggio, cemento e tessuto serigrafato, tutti lavorati a mano. I modelli sono compatibili l’uno con l’altro, permettendo di combinare diversi materiali nella stessa lampada, per sposare i gusti e gli stili più vari. È stata sviluppata anche una versione “Lux”, con finiture di pregio quali ottone, noce nazionale e vetro opalino, in cui l’unione tra sperimentazione tecnologica, novità delle forme ed eleganza dei materiali da vita ad un inedito connubio tra lusso e possibilità di personalizzazione.

Plusout Design Studio

Zero Water purifier è il primo purificatore d’acqua che presta attenzione al design, concepito per essere introdotto all’interno delle nostre case non solo per le sue capacità ma come oggetto di arredo. Il suo design sintetico e semitrasparente permette di adattarsi a qualsiasi ambiente, e le sue proporzioni e la sua forma hanno origine nei tradizionali contenitori d’acqua da 5 galloni usati nei dispenser di tutti gli uffici o case nel mondo. Partendo dal basso la scocca nasconde le pompe e le resistenze che permettono all’acqua di circolare e di riscaldarsi. La parte centrale lascia intravedere i filtri rivelando la sua tecnologia ROS (Reverse Osmosis system). ZERO viene collegato a qualsiasi smartphone con un’app che permette di monitorare la qualità dei filtri, indicando eventualmente di sostituirli e ordinarli. Permette inoltre di connettersi al purificatore per configurare alcune funzionalità di routine come preriscaldare l’acqua ad un orario ed a una temperatura prestabilita o grazie ad un allarme acustico ricordare di bere regolarmente.

Giovanni Ranieri

Light Rail UPN 100 è una lampada da tavolo che nasce dall’idea di trasformare la solidità e la concretezza del profilato metallico UPN, in un raffinato oggetto d’arredo. La lampada è costituita da 3 profili metallici, di altezze differenti: 30, 35 e 40 centimetri. La forma ricercata è quella di un edificio, che evidenzia il legame tra il materiale e la sua funzione primaria. I tre profili sono saldati tra loro con un angolo di 30 gradi. Le feritoie che si creano fra gli elementi e le diverse altezze, permettono ai fasci di luce, generati da quattro strip led nascosti, di illuminare in maniera diffusa l’ambiente, creando una luce calda e mai diretta. La ruvida superficie del profilato è esaltata dal colore bianco e dalla tipologia d’illuminazione scelta. Il trasformatore di alimentazione è studiato come parte integrante ma, essendo posto lontano dall’oggetto, non pregiudica la visione della lampada a 360 gradi, creando così molteplici punti di vista.

Massimiliano Alberto Ravidà

Top è un oggetto autoprodotto, nato dalla collaborazione con Aleph, un laboratorio modelli attivo nel campo dell’aritigianato digitale. Il progetto è nato dalla voglia di sperimentare nuove strategie urbane, cogliendo le opportunità da quanto già esiste in ogni città, per scoprire nuovi modi di vivere le metropoli. Il risultato di questa ricerca è un oggetto volutamente incompiuto, che si completa solo legandosi ai pali dei cartelli stradali presenti in ogni città. Il suo particolare intaglio gli permette infatti di ammorsarsi facilmente ai tubolari dei cartelli, per essere usato come una seduta da strada o come comodo tavolino da aperitivo metropolitano, per accogliere due bicchieri di vino, o rendere la fermata dell’autobus più confortevole. Top si presenta come un disco in legno, di piccole dimensioni, ricavato da un pannello in multistrato modellato con fresa cnc: la sua realizzazione è stata concepita come un unico gesto di sottrazione, per eliminare l’eccesso e contemporaneamente rendere funzionale l’oggetto.

Salvatore Spataro

BaroqEAT è uno dei progetti appartenenti alla linea “Design Meets Sicily", collezione di design nata con l’obiettivo di reinterpretare elementi e caratteri della cultura tradizionale dell'isola in collaborazione con artigiani esperti e interamente prodotta in Italia. La linea è composta da 12 piatti in porcellana decorati attraverso l’affascinante tecnica della decalcomania, in cui le grafiche raffigurate rappresentano alcune tra le più belle planimetrie di chiese barocche siciliane a pianta centrale. Una selezione accurata avvenuta attraverso numerose ricerche in biblioteca e che rappresenta anche un omaggio al patrimonio architettonico di Noto, città natale del designer. Sul retro il piatto è provvisto di fori per collocazione a parete, come nella tradizione siciliana, e al centro ogni piatto riporta il nome della collezione, della chiesa di riferimento e del designer. La porcellana con grafiche nere o dorate, di alta qualità, è lavorata nel distretto produttivo della provincia di Firenze.

Studio 06

Less è risultata vincitrice del concorso internazionale di design indetto da Promosedia nel 2011 per la progettazione di una sedia interamente in legno. Il progetto nasce dalla ricerca del pezzo generatore in grado di trasmettere caratterizzazione al design del prodotto, identificato nel doppio snodo a forma di “k” posto ai lati del piano di seduta. È definito da una colorazione smaltata bianca che, oltre a marcare il gesto estetico, abbina l’importante funzione strutturale di raccogliere tutte le forze e sostenere le quattro parti costruttive della sedia. Da questo pezzo si sviluppa in maniera coerente la composizione formale della sedia che mira a valorizzare il senso di pulizia, leggerezza ed equilibrio. Nel sistema costruttivo di Less non vengono utilizzate viti, ma solamente sistemi ad incastro tenone-mortasa totalmente invisibili a montaggio completato. La sedia, è realizzata completamente in legno di rovere con processo di lavorazione a tornitura e proposta nelle versioni sbiancata o tinta wengé.

Studio Extramoenia

JARdino è un vaso costituito da un unico foglio in Eplak delle dimensioni standard reperibili in commercio per essere poi sagomato con un taglio a pressione in modo tale da ottenere una sorta di triangolo con delle linguette che permettono di realizzare l’inconfondibile forma a cono. Il vaso quindi è pronto per essere essere fissato su di una struttura orizzontale sospesa. Con un unico materiale, un’unica lavorazione e un unico pezzo è possibile realizzare un giardino verticale. Inoltre l’Eplak è un materiale prodotto in Italia che si compone di una lastra compatta in polipropilene dello spesso di 500 my completamente riciclabile con ottime doti di resistenza all’urto ed agli agenti atmosferici grazie ad un filtro ai raggi UV.

Marco Vanucci

Dgree è un sistema di scaffalature che è stato disegnato in occasione della mostra Project Review presso l’Architetural Association School of Architecture a Londra. Il progetto consiste nell’articolazione di sedici colonne verticali ognuna delle quail presenta quattro pannelli espositivi che sono orientati ad angolature variabili per garantire un’ efficace lettura dei disegni in mostra da parte dei visitatori. La disposizione delle colonne a semicerchio forma un’installazione avvolgente e di notevole impatto visivo unendo qualità estetiche e funzionalità.

Stefano Visconti

La linea Animalia si compone di oggetti realizzati e smaltati a mano e si ispira ai “luoghi dell’abitare” dei nostri piccoli animali domestici. L’idea nasce dalla volontà di introdurre una nuova presenza all’interno della casa, alternativa agli “animali da esposizione”, troppo spesso costretti a vivere in habitat per loro innaturali. In Animalia il connubio tra design e artigianato fornisce una nuova chiave di lettura rinnovando uso e contenuto di forme universalmente riconosciute, che potranno “abitare” le nostre case seguendo una politica ethically correct.

Carmelo Zocco

Con le sue fattezze d’ispirazione felina, simbolo di libertà e indipendenza, Mici esalta il luogo in cui è installato sorprendendo e attraendo il visitatore. Il portabici è stato progettato per inserire in sicurezza sia le ruote che il telaio di ogni tipo di bicicletta, anche quelle con il cestino. La catena, fissata all’anello della coda, permette di legare insieme sia ruota sia telaio, e può anche attraversare le zampe anteriori del gatto per inserire le biciclette di dimensione più piccola. Mici è costituito da due piastre verticali in acciaio dallo spessore di 5 mm e sagomate tramite taglio laser, ed è disponibile verniciato a polvere in tre differenti colori: crema, rosso corallo e grigio micaceo o in acciaio Corten. Grazie al processo di acidazione manuale si crea una patina di ruggine isolata che non teme le intemperie e non si deteriora.

www.medinaroma.com


di Essia Sahli / 10 Novembre 2017

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