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Ettore Sottsass, il suo pianeta in mostra

Quella curata da Barbara Radice alla Triennale di Milano è una mostra intima, in continuo dialogo tra l'uomo e l'artista

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© Gianluca Di Ioia

È nato cento anni fa Ettore Sottsass, filosofo del design e scopritore del mondo. Chiunque abbia letto uno dei suoi testi è rimasto affascinato dal suo spirito vagabondo, che l’ha portato a scoprire e fotografare il mondo: da Filicudi all’India, fino alle ragazze di Antibes, immortalate in costume nel 1963.

Ed è così che lo raccontano Michele De Lucchi e Christoph Radl, che hanno curato l’allestimento della mostra Ettore Sottsass. There is a Planet, esposta alla Triennale di Milano dal 15 settembre 2017 all’11 marzo 2018, che si aggiunge ad altre due esposizioni in corso al Vitra Design Museum e al MET Breuer.

Il titolo è quello di un progetto mai realizzato per l’editore tedesco Wasmuth: un libro, ora edito da Electa, che raccoglieva in cinque gruppi, con cinque titoli diversi e altrettanti testi, fotografie scattate da Sottsass nel corso dei suoi viaggi intorno al mondo.

Tutte le foto: © Gianluca Di Ioia 

Il progetto si traduce in una Galleria di foto che accompagna il visitatore alla scoperta delle stanze tematiche – che ricalcano i nove temi individuati a partire dalla lettura dei volumi di archivio che raccolgono gli scritti di Sottsass – mettendo in continuo dialogo Sottsass architetto, artista e designer con Ettore, l’uomo che ha conosciuto Barbara Radice, curatrice della mostra e moglie di Ettore Sottsass.

“Ma quale è - mi sono chiesta e continuo a chiedermi - la qualità perspicua di Ettore? E come raccontarla? Forse quello che più lo descrive o distingue è la curiosità. Una curiosità acuta e onnivora che definisce anche la sua straordinaria capacità di sorprendersi e annotare, la sua libertà di movimento e di espressione. Una libertà che tiene largo lo spazio e aperto il cuore: alla melanconia, al dubbio, all’ironia, alla domanda, alla fragilità, alla gentilezza. Una mistura fragrante e rara, non sedimentabile, ininterrottamente accesa e consapevole di essere sempre sul punto di spegnersi e sparire.”

Ne è nata una mostra “Intima, più che monumentale. – spiega Silvana Annicchiarico , Direttore del Triennale Design Museum – Piena di echi segreti, di suggestioni sotterranee, di fili nascosti. Poco accademica, forse, ma con l’ambizione di far emergere anche quegli aspetti dell’opera di Sottsass che uno sguardo più “scientifico” avrebbe disdegnato. La poesia, le tenebre, il magico… Del resto, non sono progetti pensati per durare in eterno, quelli di Ettore Sottsass. Piuttosto, portano iscritto il loro destino nel tempo: e quanto più paiono furenti e massicci, tanto più sembrano urlare la loro precarietà, la loro deperibilità e transitorietà. In questo prezioso “sentimento del tempo”, forse, sta il senso ultimo del lavoro di Ettore Sottsass che la mostra curata da Barbara Radice consegna a tutti noi.


di Martina Nanni / 15 Settembre 2017

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