ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Copiare è un peccato? Ce lo spiega una mostra

Innovazione o imitazione? Al Grand-Hornu una riflessione sul concetto di copia di design, da Le Corbusier a Martino Gamper

L’ultima mostra presentata al CID - Centre of Innovation and Design del Grand-Hornu, in Belgio, tocca un argomento spinoso: quello delle copie nel mondo del design. E proprio perché l’imitazione viene considerata come un peccato mortale, in questo come in altri settori, un fenomeno così vasto e interessante va analizzato senza preconcetti e con grande lucidità.

Con il titolo Ceci n’est pas une copie. Design between Innovation and Imitation, l’esposizione curata da Chris Meplon (fino al 26 febbraio), parte dai primi anni del ‘900 fino ad arrivare ai nostri giorni per dimostrare come spesso i designer che copiano non stiano semplicemente commettendo un’azione illegale e scorretta da un punto di vista etico. I titoli delle diverse sezioni parlano chiaro: Copy to Learn, Copy to Pay Tribute, Copy to Continue. Non mancano riflessioni incentrate sullo sviluppo delle nuove tecnologie, in particolare la stampa 3D, o sulle imitazioni che arrivano dal mercato orientale (East Copies West Copies East Copies).

Il punto di forza di questa ricerca sta, oltre che nella lucidità di analisi, nel vasto numero di designer coinvolti. Sono oltre 50, tra cui spiccano nomi come Alvar Aalto, Maarten Baas, Michele De Lucchi, Hella Jongerius, Ettore Sottsass e tanti altri ancora. In una delle cinque interviste di approfondimento, Martino Gamper ben sintetizza lo spirito di questa operazione: “solo perché qualcuno ha già inventato una tecnica per piegare il legno, non significa che nessun altro lo possa fare. I processi, le forme e gli autori che hanno determinato la nostra storia dovrebbero servire da ispirazione, spingendoci a essere altrettanto coraggiosi, superare i limiti e reinventare le cose”.

www.cid-grand-hornu.be


di Annalisa Rosso / 5 Gennaio 2017
tags:

mostre

CORNER

Design collection

[Design]

Rompicapo alla vecchia maniera

5 giochi di logica tascabili su carta per dimenticare app e digital games

Accessori di design

[Design]

Pininfarina disegna un 85 metri

Soluzioni di car design per una fuori serie del mare di Fincantieri

Barche

[Design]

Nuovo stile army

Dettagli d'artiglieria militare per la collezione BAS-ITO di Myar

moda e design

[Design]

L'eroina di Puerto Rico

Si chiama La Borinqueña e può controllare gli uragani

illustrazioni

[Design]

Un vortice d’arte

Musica e gioielli nella mostra di Zoe Robertson FlockOmania

mostre

[Design]

Idee in arrivo dall’Africa

Una nuova creatività da scoprire tra design, moda e architettura

Libri

[Design]

Make up a prova di selfie

Con JUNO Smart Mirror truccarsi non è mai stato così facile

Tecnologia

[Design]

Notte a L/egolandia

Le opere di Nathan Sawaya e la musica di Le Cannibale a Milano

mostre

[Design]

La palestra dello stile

Paul Smith firma una performance acrobatica per Pitti Uomo

moda e design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web