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Elle Decor Italia

L’Ordine di Philippe Tabet, una mostra nascosta a Milano

Prima parte di un trittico, la mostra curata da Davide Fabio Colaci e Simple Flair apre le porte di The Box, casa segreta del design in un antico cortile milanesel

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Milano, piazza Bertarelli 4: un palazzo settecentesco apre le sue porte al design e si anima di eventi legati alla cultura del progetto. Stiamo parlando di The Box, il progetto di Spotti e studio Colmanni + Minerva che durante il Salone del Mobile aveva accolto le opere di Paolo Gonzato (leggi anche → 7 domande a Paolo Gonzato). A settembre è la volta di un trittico, Ordine, Disordine e Caos.

Si parte dal primo termine con Philippe Tabet, giovane designer francese che ha scelto Milano come sua città d’adozione. 

Il suo è un approccio silenzioso e incisivo, come le maschere mute che ha messo in mostra a The Box. Tre volti, altrettanti materiali e un rimando sottile alle diverse tecniche di lavorazione: come le rughe su un volto raccontano la storia di una vita, qui segni, tagli, colori e incisioni descrivono un processo produttivo. C’è il volto del legno, che si taglia per sfruttare le possibilità di piegatura di questo materiale, che da piano bidimensionale si sviluppa in tre dimensioni; l’alluminio con le nervature che servono per dare solidità al pezzo colato nello stampo; la ceramica con gli anelli lasciati grezzi che indicano il piano d’appoggio nel forno per la cottura.

 

All’Ordine di Tabet seguiranno altri due appuntamenti sul Disordine e il Caos affidati, rispettivamente, ad Astrid Luglio e Mathery Studio, scelti non tanto per analogia caratteriale o corrispondenza ai temi affidati quanto “in base all’empatia e all’attitudine che i designer dimostravano rispetto al tema, in totale naturalezza” spiegano Davide Fabio Colaci e Simona Flacco + Riccardo Crenna di Simple Flair, curatori del progetto in collaborazione con Arper.

“La trilogia nasce con l’idea di ricercare un confronto ‘umanistico’ con il mondo del design. Se è interprete del nostro presente, lo può fare solo attraverso la nostra vita e la nostra esistenza, in maniera dinamica e inattesa. Ordine, Disordine e Caos sono tre visioni possibili del nostro presente in cui il design non deve risolvere solo problemi di ordine funzionale, ma esplorare nuovi significati e valori. È nel quadro di questa condizione che si impone una riflessone critica sui nuovi rapporti che stanno investendo le nostre vite e il progetto”. 

In quest’ottica umanistica si colloca anche la scelta di affiancare ai designer una selezione di incursori provenienti dal mondo del progetto ma anche filosofi, artisti e critici, che hanno arricchito la fase creativa con il proprio contributo critico.

Il risultato di questo progetto sinergico si tradurrà in tre serie di oggetti raccolte in una collezione di design a marchio The Box.


di Carlotta Marelli / 15 Settembre 2017

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