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Studiare design su Netflix? I 6 documentari per sapere tutto

Docu-film e interviste per innamorarsi del design in maniera non convenzionale

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Getty Images

Il design in tutte le sue sfaccettature, e letto sotto diversi punti di vista, entra oggi nelle nostre case in maniera non convenzionale: sui nostri schermi, attraverso serie TV e documentari disponibili in streaming su Netflix, una delle piattaforme più note del momento. Abbiamo selezionato per voi 6 show, che hanno come protagonisti designarchitetturainterior designurbanistica, raccontati attraverso le voci degli attori che ruotano intorno ai loro mondi: giornalisti, creativi, sociologi, storici, costruttori, venditori. 6 film verità, diversi tra loro per linguaggio e tematica sviluppata, che grazie alle loro particolari scelte narrative, hanno la caratteristica comune di rendere leggere e affascinanti discipline apprezzate talvolta solo dagli addetti ai lavori. 

Abstract: The Art of Design 

Una produzione originale Netflix che esplora il design contemporaneo in tutte le sue sfumature, dall'architettura all’interior, dal graphic design all'illustrazione, dal design di calzature al design di automobili, dalla scenografia alla fotografia. 

La docuserie prodotta da Morgan Neville ha come protagonisti l’arte, l’architettura e il design in senso astratto, ma raccontati attraverso la voce e le opere di alcuni dei progettisti tra i più creativi del panorama attuale. La storia è affidata a otto nomi illustri, che testimoniano l’impatto che il progetto ha sul mondo, sulla società e sulla nostra vita, dalle più piccole cose, come la scarpa che ogni giorno indossiamo per uscire a fare jogging, agli aspetti più eclatanti come gli eventi o le grandi opere nei quali talvolta ci imbattiamo e che lasciano un segno indelebile nella nostra mente e nel nostro cuore. 

Gli otto episodi della prima serie documentario saranno un viaggio nella testa, nella vita di tutti i giorni e dietro le quinte del lavoro di Bjarke Ingels (architetto), Christoph Niemann (illustratore), Es Devlin (scenografo), Ilse Crawford (interior designer), Paula Scher (Graphic Designer), Platon (fotografo), Ralph Gilles (automotive designer) e Tinker Hatfield (designer Nike). I curiosi voyeur che vogliono scoprire cosa si nasconde dietro il genio creativo non possono perderselo.    

 

Grand Designs 

Siete appassionati di edilizia residenziale che non sia, diciamo, politicamente corretta? Vi divertite, in modo forse un po’ sadico, ad ascoltare racconti di ristrutturazioni di case con problemi catastrofici? Vi emozionate quando, come in una favola di eroi ed eroine, un’ impresa che sembrava impossibile ed eccezionale si conclude con un romantico lieto fine? La serie che fa per voi è questa. 

Grand Designs, una delle più famose produzioni inglesi dedicate alle proprietà immobiliari e che ha generato numerosi spinoffs, come una mostra e un magazine, approda su Netlfix con 2 stagioni. Guidati dal presentatore Kevin McCloud, designer e scrittore con un acuto senso dell’umorismo e con il pallino per la sostenibilità ed il minimalismo, vi affezionerete ai progetti e ai loro costruttori, farete il tifo per loro seguendo passo passo, dall’acquisto della proprietà, agli ambiziosi concept, fino alla realizzazione finale, quell’avventura che è la costruzione della propria casa. 

I progetti spaziano da una casa compatta con solo una camera da letto, alla ristrutturazione di un cinema del 1920, dalla storia di una casa sul Tamigi a quella costruita dentro quattro container.  

 

Bikes vs Cars 

È il documentario denuncia di Fredrik Gertten presentato al Detour on The Road Film Festival; una pellicola in cui il regista svedese punta il dito contro le grandi case automobilistiche, incuranti degli effetti negativi delle auto sul riscaldamento globale e rivendicatrici da sempre di un diritto quasi esclusivo delle auto ad occupare le strade. 

I temi affrontati sono svariati, dalla carente campagna di sensibilizzazione delle amministrazioni pubbliche per stimolare le persone a preferire la bicicletta all’auto alla progettazione urbanistica, dalla sicurezza sulla strada ai fattori psicologici che legano le persone alla macchina. 

Sotto osservazione: San Paolo, Los Angeles, Bogota, Copenaghen e l’inquinata Toronto, “città”, come spiega il regista “progettate per auto, autobus, e camion, non per i ciclisti”. 

L’intenzione di Gertten non era quella di fare un film che mettesse le due ruote contro le automobili, ma sensibilizzare le persone sul tema e sottolineare quanto la difficoltà di rinunciare all’auto possa essere letta come una vera e propria dipendenza, triste, che significa perdita della propria libertà, come lui stesso descrive:

“La maggior parte delle persone si arrabbia a stare ferma in auto imbottigliata nel traffico. Quando si è in auto, si è concentrati sulla strada e questo impedisce di ammirare il cielo, le bellezze dei monumenti, di perdersi nei vicoli e sbucare in angoli meravigliosi della città”. 

Piuttosto che una denuncia potrebbe essere letto come un omaggio alle due ruote!  

 

Minimalism: A Documentary About the Important Things 

Un documentario sulle cose importanti, che mostra il lato oscuro di tutti quegli oggetti di consumo che la pubblicità ci convince essere indispensabili per raggiungere il nostro ideale, e le conseguenze che questo ha rispetto alle nostre vite, e ai luoghi nei quali viviamo. 

Un elogio al minimalismo in termini di stile di vita e anche di spazi, che sottolinea le sue virtù tramite interviste a persone, sociologi, manager, professionisti, architetti, design, scrittori, che rifiutano l'ideale americano del consumismo come fonte di felicità. 

Il film diretto da Matt D'Avella segue Josh e Ryan due amici noti anche come Minimalisti per via del loro blog molto popolare, che attraversano il paese promuovendo il libro, Everything That Remains. La loro storia è quella di due ragazzi sovraccaricati da un eccessivo consumismo che abbandonano tutto per dedicarsi ad vita semplice, con il risultato ovvio di essere più felici. 

Così al grido di Lessi s More il documentario sviscera in modo più o meno giocoso gli aspetti più disparati dell’esistenza, dalla ricerca della felicità non necessariamente legata al successo, ai soldi, agli oggetti, fino a come tenere in ordine un armadio sbarazzandosi di ciò che non serve, o come preparare il perfetto bagaglio a mano! 

Anche se a brevi tratti risulta po’stucchevole, è una visione piacevole e suggestiva, con frasi che fanno sorridere e venir voglia di godersi un po’ meno le cose, e più le emozioni e le passioni con una morale che comunque, al di là di quante scarpe una persona possieda o della caccia all’ultimo modello di I-Phone, è sempre bene ricordare: “Ama le persone e usa le cose, perché il contrario non funziona mai” - The Minimalists. 

  

Secrets of Great British Castles 

Per gli amanti della storia dell’architettura, un documentario sugli antichi castelli della Gran Bretagna. Lo storico Dan Jones vi porterà indietro nel tempo, alla scoperta di alcuni degli edifici più rappresentativi del Regno Unito e dei Ioro famigerati inquilini. 

Un viaggio attraverso le nobili residenze e gli aneddoti di vita dei millenari castelli di Dover, Stirling, Carrickfergus, Warwick, Caernarfon e la Torre di Londra per la prima stagione, e Edinburgh Castle, Cardiff Castle, York Castle, Leeds Castle, Lancaster Castle, Arundel Castle per la seconda stagione. 

Un giusto equilibrio tra gossip e architettura che nulla ha da invidiare alle narrazioni fantastiche in stile Game of Thrones. 

  

NOVA: Ground Zero Supertower 

Ritorno a Ground Zero per assistere alla costruzione del One World Trade Center, il nuovo grattacielo sorto dalle ceneri delle Torri Gemelle distrutte negli attentati dell'11 settembre 2001 e costruito di fianco al Memoriale in onore delle vittime. 

Un documentario dal sentimento positivo, che parla di rinascita, innovazione, di grandezza e della capacità di far fronte ai problemi e alle tragedie. 

Le voci del racconto, tra le tante, sono quelle dell’ex sindaco di New York Michael Rubens Bloomberg, dell’architetto David Childs che parla del processo creativo, delle scelte architettoniche e ingegneristiche, quella del costruttore, degli strutturisti e degli operai. 

Un alternarsi di sentimenti: il dolore di immagini legate ai ricordi, subito contrapposto al potere dell’immaginazione e dell’ambizione che proietta in un mondo luminoso; e un alternarsi di toni per la narrazione del progetto: dalle spiegazioni più tecniche su statica e struttura, alle sfide più dure su sicurezza e soluzione di rivestimento, fino al racconto di suggestioni e visioni. 

Un percorso in discesa che dall’apice del 104esimo piano della Freedom Tower porta all’interno del National September 11 Memorial & Museum, un luogo magico, dove le cicatrici del passato sono conservate, per non dimenticare e diventare così una solida base per costruire il futuro. 

  
di Laura Arrighi / 21 Agosto 2017

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