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Nomad St. Moritz: 5 colpi di fulmine ad alta quota

A St. Moritz, si è appena conclusa Nomad, fiera itinerante internazionale per galleristi e collezionisti d’arte, design e architettura. Ecco i nostri colpi di fulmine

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© Mattia Iotti

Si è appena conclusa la primissima edizione ad alta quota di Nomad a St Moritz (8-11 febbraio), fiera itinerante d'arte contemporanea, design e architettura per galleristi e collezionisti nata l'anno scorso in Costa Azzurra, a Monaco, dall'intuizione di Giorgio Pace e Nicolas Bellavance-Lecompte.

A Chesa Planta, una casa patrizia del XVI secolo nel cuore di Samedan, pittoresco paese a pochi minuti dal centro più mondano di St. Moritz, hanno esposto 20 gallerie internazionali, da Galerie Bsl di Parigi a Luisa Delle Piane di Milano, da Giustini / Stagetti di Roma a Fumi di Londra.

"È andata molto bene, sono stati giorni molto positivi, e abbiamo saputo che le gallerie hanno venduto subito il primo giorno. Abbiamo registrato quasi 3mila presenze in 4 giorni; ma quello che più importante dei numeri è la qualità dei collezionisti che ci hanno visitato. La maggior parte di loro è rimasta sorpresa e contenta, perché hanno vissuto un nuovo format di esibizione, una vera esperienza: abbiamo portato l'arte e il design in un contesto con un'anima, la casa Chesa Planta, non come al solito organizzato una fiera con una serie di stand tutti uguali. Qui abbiamo potuto instaurare un dialogo tra le opere presentate dai galleristi e il contesto originario, e anche permettere di scoprire e valorizzare l'architettura della regione con un programma extra", dicono all'unisono i fondatori Pace e Bellavance-Lecompte.

Tra le gallerie e i progetti speciali presenti a Chesa Planta abbiamo individuato 5 proposte – sulla scia non solo di nomi storici ma soprattutto di nuove idee – che raccontano un nuovo corso delle tendenze arredo 2018, e sempre con un effetto sorpresa o un forte concept dietro.

1. Sud America ad alta quota

Nina Yashar, signora indiscussa del modernariato e del design più sofisticato, porta da Milano la classe della sua galleria Nilufar in una selezione di proposte per l'alta quota. Presenta poltrone e divani dei Maestri brasiliani degli anni '50 e '60, come Joaquim Tenreiro e Martin Eisle, ma rivestiti con tessuto ad hoc per l' inverno e la montagna (foto in apertura). 

Ma il vero pezzo da 90 è... per terra: sempre dal Sud America, ma questa volta dalla Colombia, è un tappeto di Hechizoo, atelier di raffinatissime creazioni di Bogotà che Nina Yashar sta facendo scoprire anche all'Italia e al resto del mondo. Disegnato dall'artista Jorge Lizarazo (anche fondatore di Hechizoo), è composto di fili di alluminio e metalli tessuti a mano con effetti argentei (foto sotto). 

 

2. A me gli occhi

Idee camaleontiche dalla Galleria Etage Projects di Maria Foerlev, aperta a Copenhagen dal 2013.

"Deux Mirrors", anche chiamato "Interrogation mirror" è uno specchio a metà tra l'illusione di riflettersi e pannello trasparente da cui si vede attraverso (o ci si nasconde). Progettato dalla designer olandese Sabine Marcelis, ha appunto doppia funzione: quando le luci sono accese da entrambi i lati, si lascia attraversare dallo sguardo, quando invece è accesa solo la luce da un lato, la persona dalla parte buia può vedere attraverso ma non essere vista.

E sempre sul filo conduttore dell'illusione e del gioco di specchi, ecco "Pearl Mirror Cabinet" del duo di base a Londra Soft Baroque (Saša Štucin and Nicholas Gardner): uno specchio-armadietto con viti a vista che qui diventano fiocchi di neve o perle. 

 

3. Design come filosofia di vita

Più che un pezzo, una filosofia di vita. Liz Swig, grintosa curatrice americana con collaborazioni artistiche globali e un network di progetti tra arte / design e moda di prima grandezza sotto la sua società Lizworks, chiede ai fratelli Campana di dare forma e materia a un' idea che aveva nella testa da un po': un progetto tra natura / animali, dove quest'ultimi non sono più vittime dell'uomo. Ne nasce un'edizione limitata di 7 vasi in bronzo dorato, chiamati Lizbowls. Disegnati appunto da Humberto e Fernando Campana, sono realizzati a mano, con il risultato che ogni pezzo è leggermente diverso, unico.

Presentato su un tavolo di avena sempre opera dei fratelli Campana, è forse il progetto che  più ha intrigato l'attenzione - e il pensiero - dei collezionisti. 

"Amo l'avena, la mangio tutti i giorni. Tempo fa mi trovavo in Messico e ne avevo in mano una ricca ciotola, e da lì che mi è nata l'ispirazione. Volevo provare a lavorare con questo cereale sia come cibo che come materiale, esplorare l'avena sotto entrambi i punti di vista. Pensavo a cosa, e con chi avrei potuto realizzare questa mia visione. Amo i fratelli Campana, il loro lavoro va sempre all'essenza dei materiali e del design. Ho parlato con Humberto, e abbiamo così deciso di creare una piccola serie di ciotole speciali in onore dell'avena, con gruppi di animali che corrono al loro interno ma non vengono mangiati dall'uomo. Questi sono in bronzo, ma stiamo anche sviluppano una collezione fatta letteralmente di chicchi di avena", dice e rivela Liz Swig. 

 

4. L'arte della scultura contemporanea 

Fondata nel 1987 a Londra dal gentiluomo spagnolo David Gill, la Galleria David Gill è tra le più stimate al mondo per arte e design.

Con l'identità della libertà - come dice Gill stesso "essere creativi sempre, senza limiti" . la Galleria può proporre e presentare un tavolo così come un vestito o un cappello (e a proposito si ricordi la mostra durante il suo primo anno di inaugurazione dedicata alle creazioni e ai bozzetti di Chanel, Balenciaga, Schiaparelli...)

A St. Moritz David Gill giustappone un pezzo dell'artista e designer Mattia Bonetti, la sedia barocca "Elle & lui" con uomo e donna in bronzo, a un pezzo letteralmente glaciale: il tavolino "Antarctica" del duo di casa a Londra Fredrikson Stallard (Patrik Fredrikson è Svedese e Ian Stallard inglese). Una scultura in acrilico che riproduce un iceberg. 

"Lavoro con Mattia Bonetti fin dagli inizi. I suoi lavori sono opere di vera scultura, che lui stesso realizza a mano. È uno scultore. "Antarctica" è opera di Fredrikson Stallard. Sono tavolini che informalmente si possono anche usare per sedersi, se si vuole. Ma l'idea anche qui è di avere un'opera di scultura, sembra acqua o ghiaccio fusi, con effetto di traslucidità. E pensi che sia un iceberg! Una scultura dei nostri giorni, è generata al computer: si producono dei modelli ma poi è rifinita a mano", spiega David Gill.

 

5. Effetto Ottico

Charles Burnand è una galleria - showroom nata 5 anni fa a Londra, a Marylebone, con proposte e arredi che riprendono la storia del design degli anni 50 e 70 italiani e i grandi maestri italiani.

"Siamo una combinazione, disegniamo noi stessi arredi e pezzi ispirati al passato, ma anche invitiamo artisti a collaborare", dice suo giovane direttore Simon Stewart.  

A St. Moritz la galleria ha presentato anche idee più decorative, come la serie limitata di quadri Movimental. Il brio e la loro originalità hanno rapito l'occhio del visitatore, curioso di capire di che cosa - e di che materiali - si trattava. 

Creati dal trio italiano di Ravenna CaCO3, sono pezzi unici realizzati con vetro di Murano tagliato a mano su una base di cemento e cornice in metallo. 

 

nomadstmoritz.com

 

 


di Caterina Lunghi / 12 Febbraio 2018

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