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Elle Decor Italia

Gli Oscar del design si avvicinano: tempo di nomination

13 categorie e 25 edizioni nel mondo per gli Elle Decor International Awards, il premio che ogni anno celebra la cultura del progetto

Le nostre candidature per le 13 categorie che concorrono al premio del network composto da 25 edizioni nel mondo. Dal designer dell’anno al talento del futuro, attraversando tutte le forme del progetto. Al via la prima fase dell’EDIDA, Elle Deco International Design Awards.

Designer of the year: Formafantasma
Millennial got talent. Simone Farresin e Andrea Trimarchi, rispettivamente classe 1980 e 1983, sono un unicum nel panorama progettuale internazionale. Gli ultimi lavori presentati con le gallerie Giustini/Stagetti di Roma e Peep-Hole di Milano sono protagonisti di un percorso che dalla sperimentazione in edizione limitata va verso la produzione industriale. Le luci, i complementi e i cabinet Delta ne sono un esempio: una collezione che supera i limiti del pezzo unico per diventare potenzialmente riproducibile in serie. Non ci stupisce quindi che anche i progetti presentati nella mostra site specific Anno Tropico, andata in scena lo scorso aprile, possano trovare a breve il giusto partner nel mondo industriale. Qui i designer hanno indagato il rapporto tra luce naturale e artificiale usando solo vetri dicroici, lenti ottiche e specchi parabolici per direzionare, riflettere e proiettare fasci luminosi con effetti inediti . Anche la complessità del progetto di exhibition design realizzato per Lexus all’ultima Milano Design Week conferma le qualità di designer dal linguaggio solido, autorevole e riconoscibile: in grado di attraversare ogni aspetto del progetto (scopri i progetti di Formafantasma). www.formafantasma.com

Young design Talent: Matteo Cibic
ll suo è un modo di lavorare che procede per immersioni in mondi tra loro distanti: quello del glamour più spinto degli zaini One per Obag, ma anche quello dell’eclettismo contemporaneo delle collezioni di mobili per Bonotto Editions, la manifattura tessile italiana che produce tessuti per l’abbigliamento. Sempre guidato dalla curiosità per materiali e tecniche di lavorazione artigianali, siano essi tradizionali o più contemporanei, Cibic – classe 1983 – si nutre di contaminazioni di discipline e culture diverse. La sua duttilità si muove tra intarsi in osso e resina impiegati per la serie di arredi per Scarlet Splendour, brand indiano di lusso, e pellicole di tessuto iridescente come quella scelta per vestire le Tim Towers di Roma). Progetti pensati e disegnati in modalità funny, un modo divertente e disinvolto di fare design. Un po’ come accade per i complementi di arredo per Secondome o Paola C.: creature fantastiche dalle forme più strane che sembrano fuggite da un film fantasy in versione 3D. www.matteocibicstudio.com

Kitchen: Cucina Air di Daniele Lago per Lago
Un progetto che riporta al centro delle relazioni domestiche la preparazione del cibo e promuove una nuova idea di convivialità fortemente ancorata alla tradizione. Non solo: Air con la semplicità di un’intuizione supera il modello di cucina a isola (e a penisola) integrando i fuochi nel piano di un tavolo. I commensali, raccolti intorno al sistema, animano il progetto e sviluppano empatia (leggi anche → Air, la cucina contemporanea di Daniele Lago). www.lago.it

Bedding: Makura di Piero Lissoni per Porro
Piero Lissoni ripensa il dormire facendo leva sull’eleganza. Ê con questa curiosità che dobbiamo osservare Makura: un’oasi accogliente leggermente sospesa. L’architetto italiano rende contemporanea la tipologia del letto tessile con un modello la cui struttura è totalmente rivestita in tessuto, pelle ed ecopelle. Inclusi i cuscini. L’effetto finale è quello di un nido caldo e avvolgente, dalla forma morbida e sinuosa, che invita al riposo. E nutre l’amore per il dettaglio. www.porro.com

Tableware: Urkiola di Patricia Urquiola per Georg Jensen
La prima volta di Patricia Urquiola con l’acciaio inossidabile. Un materiale maschile che, per sua ammissione, ha saputo addomesticare con il suo tratto autoriale. Come? Sperimentando finiture giocate sulle tonalità dell’oro e del rosa e pattern dalla geometria regolare. Una sfida vinta dalla designer italo-spagnola che ha ideato la serie partendo dalla sezione cilindrica. Brocche, ciotole, vasi, vassoi e candelabri sono pezzi diversi, ma riconducibili a un’unica mano. Quella di Urquiola. www.georgjensen.com

Lighting: Candela di Francisco Gomez Paz per Astep
Candela è un oggetto ibrido: una lampada che unisce analogico e digitale, tradizione e tecnologia. La tipologia, che ricorda le lampade scandinave, nasconde un’innovazione che le consente di illuminare senza fili e ricaricare cellulari via presa Usb. Tutto ruota attorno all’effetto Seebeck (una reazione termoelettrica per cui una differenza di temperatura genera elettricità): la fiamma prodotta dalla combustione di bioetanolo, un liquido naturale estratto da prodotti agricoli ricchi di zucchero, sprigiona il calore utile ad alimentare le luci Led. I 2 o 3 watt prodotti le consentono di essere autosufficiente. astep.design

Bathroom: Bodylove di Rodolfo Dordoni con Michele Angelini per Effegibi
Dal nome il progetto: BodyLove è un luogo avvolgente disegnato attorno al corpo. È così che Rodolfo Dordoni per garantire il massimo del benessere tailormade ha pensato a un sistema modulare ad alto tasso di ingegnerizzazione: la scatola – con funzione di sauna e/o hammam – può essere realizzata su misura per spazi pubblici e privati. L’architetto non solo ha lavorato sull’accessibilità, raccogliendo gli impianti in una cassetta ispezionabile dall’esterno, ma anche sulla ricerca raffinata dei materiali: grès a pavimento, doghe in tubolari di alluminio per le pareti, hemlock canadese e corian per le panche, marmo per i piani di appoggio e acciaio effetto rame per i contenitori. www.effegibi.it

Fabrics: Serpentino di Dedar
Influenze animalier per questo tessuto che ricorda la pelle di serpente. Ma non inganni l’apparenza, perché oltre il gioco di losanghe glitter c’è tutta l’innovazione di un processo di stampa a quadro con pigmenti metallici e la raffinatezza di un tessuto raso di cotone a 100 fili (Tabularasa). Dal dialogo tra tradizione e ricerca è nata una collezione dal pattern non più geometrico ma figurativo, che investe sul touch: accarezzandolo, Serpentino regala la sensazione di una piena morbidezza. www.dedar.com

Outdoor: Kala di Doshi Levien per Kettal
Per ammissione dei designer, Cala si ispira alla seduta dehors in vimini protagonista di ‘Emmanuelle’, indimenticabile film francese degli anni Settanta. Un pezzo in perfetto equilibrio tra sensualità e tradizione che accenna anche allo stile coloniale. Lo schienale ampio e accogliente, sorretto da una sottile struttura in alluminio, è vestito non a caso da un intreccio in corda che disegna una sorta di finestra reticolata. Un indizio che ci riporta alla genesi del progetto: sfida la privacy visiva per creare un collegamento diretto tra ambiente e spazio. www.kettal.com

Furniture: Brut di Konstantin Grcic per Magis
Per festeggiare i quarant’anni della sua azienda, Eugenio Perazza, l’Archimede italiano dei processi produttivi, si affida al designer tedesco. Brut non è solo una collezione di mobili in ghisa, ma una riflessione sulle potenzialità espressive di un materiale robusto e primitivo. Tradizionalmente usato dall’industria pesante, nelle mani di Grcic diventa raffinato e sofisticato ed entra negli ambienti domestici: da materia strutturale si trasforma in arredo. La serie composta da tavoli, tavolini e panche dà forma senza compromessi a un’atmosfera solida e al tempo stesso frizzante. www.magisdesign.com

Floor covering: Bolon By You di Doshi Levien per Bolon
L’azienda svedese non è nuova alla collaborazione con progettisti di fama internazionale. Ma con questa collezione firmata dallo studio angloindiano trasforma il rivestimento sintetico realizzato industrialmente in prodotto sartoriale. E lo fa credendo nell’intuizione di Doshi Levien, che hanno pensato a 4 colori per l’ordito e a 12 per la trama, così da garantire una versatilità su misura. Il risultato è una collezione con 6 varianti dal segno architettonico. www.bolon.com

Wall Covering: Plumage di Cristina Celestino per Botteganove
Una linea di tessere tridimensionali che si ispirano al piumaggio degli uccelli. Nasce da qui il lavoro di Cristina Celestino, giovane e talentuosa designer italiana: un viaggio nel mondo delle tradizionali lavorazioni del mosaico in ceramica e porcellana. Nonostante il progetto sia squisitamente artigianale, i singoli moduli pensati per rivestire le pareti possono essere prodotti in numeri importanti e al tempo stesso personalizzati nelle finiture. L’effetto finale disegna scenografie naturali e vibranti di luce. www.botteganove.it

Seating: All Plastic Chair di Jasper Morrison per Vitra
Grazie a un uso sapiente della plastica, Jasper Morrison trasforma l’archetipo di sedia in legno in un modello da produrre industrialmente. Lo fa scegliendo il propilene tinto in massa. Gambe e struttura portante, pur vantando una linea appiattita, sono rigide e robuste, mentre seduta e schienale (che inaspettatamente flette a contatto con il corpo) hanno una forma più organica per garantire il massimo comfort. L’insieme di dettagli quasi invisibili disegna una nuova tipologia di seduta, dall’immagine compatta e aggraziata. www.vitra.com


di Paola Carimati / 19 Dicembre 2016
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