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Elle Decor Italia

Olafur Eliasson a Versailles con installazioni di luce e d’acqua

L'artista danese porta a corte una mostra che si snoda tra le stanze del castello e gli scenografici giardini

Olafur Eliasson è alla Reggia di Versailles per l’appuntamento estivo con l’arte contemporanea internazionale. Le creazioni dell’artista danese sono protagoniste nella mostra che si concluderà il 30 ottobre.

Eliasson invita il visitatore a scoprire la sua visione creativa nelle sale barocche del castello, dense di storia, o fra i grandi spazi verdi, con disegno e geometria alla francese, dei giardini di Versailles. Così come prima di lui avevano fatto Jeff Koons nel 2008, Takashi Murakami nel 2010, Giuseppe Penone nel 2013 e Anish Kapoor l’estate scorsa, solo per citare alcuni dei guest artist che lo hanno preceduto.

Seguendo il pensiero ”L’arte ha la capacità di trasformare le nostre percezioni e la visione del mondo”, Olafur Eliasson mette in scena installazioni luminose, effetti ottici caleidoscopici, giochi di specchi e riflessione o sorprendenti cascate d’acqua, ricreate con dispositivi e tecnologie che ricordano, forse, i macchinari incredibili inventati per divertire il re e la sua corte nel XVIII secolo.

Ogni opera è studiata in rapporto allo spazio in cui è collocata e in modo da fornire al visitatore un’esperienza di visita e relazione attiva, multisensoriale. “La Versailles che ho immaginato vuole portare uno sguardo differente, rispetto al passato . È un luogo nel quale ciascuno deve esercitare il proprio controllo, senza lasciarsi incantare dall’abbagliante grandeur e dal potere della monarchia. Vuole essere un invito ad aprire i sensi, a cogliere l’inaspettato, a perdersi nei giardini e sentire il paesaggio che prende forma grazie al loro movimento“, spiega l’artista.

Negli immensi labirinti verdi si trovano Fog assembly, Glacial rock flour garden e Waterfall,tre installazioni che “utilizzano l’acqua e la nebbia per amplificare il sentimento di impermanenza e trasformazione. Le opere stemperano la disposizione formale dei giardini e fanno rivivere l’idea originale del paesaggista del Re Sole,André Le Nôtre: una cascata lungo l’asse principale del Gran Canal”,sottolinea Eliasson. La maestosa opera artificiale con elementi costruttivi a vista enfatizza l’idea dell’ingegnosità e immaginazione umana.

All’interno, invece, nell’architettura barocca del castello, Eliasson ha realizzato cinque sottili interventi spaziali, utilizzando specchi e luci che giocano con il movimento e la percezione visiva: The curious museum, Your sense of unity (nella splendida Salle de Glaces), Deep mirror, Solar compressione The gaze of Versailles.

Le sue creazioni spettacolari ricostruiscono altre realtà e svelano una nuova percezione dello spazio, inducendo un meraviglioso spaesamento. Come del resto ci aveva già abituato, con il tramonto del sole nell’immensa Turbine Hall della Tate Modern di Londra (The Weather Project, 2003), nella realizzazione di gigantesche cascate artificiali a New York (The New York City Waterfalls, 2008) o ancora nel fiume che percorre un paesaggio roccioso all’interno del Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca (Riverbed, 2014), per ricordare solo alcuni dei suoi lavori.

www.olafureliasson.net

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di Silvia Airoldi / 20 Giugno 2016

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