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Tutto quello che c’è da sapere su Operæ 2017: Why Design

La curatrice Alice Stori Liechtenstein racconta la prossima fiera torinese del design indipendente

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© Federico Floriani, Foto Courtesy of Operæ

Dal 3 al 5 novembre a Torino va in scena l’ottava edizione di Operæ Indipendent Design Fair, dall’intrigante titolo Why Design scelto dalla curatrice Alice Stori Liechtenstein. Al centro della scena designer emergenti e design gallery riveleranno al pubblico pezzi unici e da collezione realizzati tramite un sapere artigiano che punta all’eccellenza. Operæ infatti offre un panorama insolito nell’affollato universo delle fiere internazionali sottolineando un’emergenza contemporanea in quanto piattaforma che permette - e possiamo dire finalmente! - il confronto diretto tra designer, galleristi, aziende, artigiani, collezionisti e istituzioni. Un progetto fieristico importante che ricade non a caso in una città come Torino, patria di quel genio creativo ed inquieto che fu Carlo Mollino, maestro di un design unico e d’autore perché concepito sull’esclusività dell’oggetto artigianalmente costruito.

Leggi anche: → Le 8 architetture nuove di Torino che nessuno conosce

In aggiunta la prima settimana di novembre riserverà grandi sorprese per tutti quelli che visiteranno Torino: la capitale sabauda ospiterà in simultanea (sarà meglio esercitarsi quest’estate nella pratica dell’ubiquità) altri eventi imperdibili, ovvero Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea e Club To Club International Festival of Avant-garde and Pop. La città diventa un grande palcoscenico che nutre trasversalmente le discipline creative.

In foto: allestimento Operæ 2016

La ragioni di Operæ sono per questa edizione - che trova anche una nuova location nel polo del Lingotto - riposte nelle sapienti mani di Alice Stori Liechtenstein, giovane curatrice che del design ha quasi fatto una missione etica, fondatrice di Schloss Hollenegg for Design e dello studio di ricerca Storialab con base a Graz; abbiamo incontrato Alice Stori Liechtenstein per raccontarvi alcune anticipazioni su Operæ 2017.

In foto: allestimento Operæ 2016

Partiamo dal titolo della prossima edizione di Operæ: Why Design. Un titolo che è una domanda aperta, quasi uno slogan. Qual è il messaggio che vuole comunicare?
Il titolo di questa edizione é formulato come una domanda ma vuole in realtà essere una affermazione. Vogliamo comunicare il valore del design, non solo nella funzione, ma anche in quanto linguaggio moderno. Il Design ha acquisito un importante ruolo semantico: quello di lente attraverso la quale leggere la nostra società. Mi piacerebbe che diverse definizioni di design potessero coesistere nello stesso spazio; con questa nuova edizione di Operæ vorrei proporre una più aperta lettura del design: il design che abbatte le barriere, che confonde i confini; il design che rivendica senza timore il suo ruolo di ponte tra le arti e le scienze. 

Nel ruolo di curatrice per l'edizione 2017 di Operæ, quali saranno le linee guida e i criteri per la selezione dei designer e delle gallerie protagonisti della fiera?
Vogliamo focalizzare l’attenzione su oggetti di design che, pur adempiendo a una funzione, sono potente espressione di valori contemporanei, con un forte messaggio concettuale e una bellezza intrinseca. Cerchiamo progetti forti e designer coraggiosi, capaci di interpretare la nostra epoca e in qualche modo definirla. Allo stesso tempo, é importante dare spazio alla ricerca, alla sperimentazione, a quei progetti che propongono metodologie alternative, nuovi processi e non seguono necessariamente le leggi del mercato. In una società satura di oggetti, il design deve necessariamente proporre nuove strade: non possiamo più permetterci di sprecare risorse per produrre “cose” mediocri. Dobbiamo lavorare intelligentemente progettando oggetti che siano efficaci, rilevanti, e belli.

In foto: Interno del Lingotto, sede di Operæ 2017

Operæ promuove progetti di design indipendente. Nel panorama italiano del design, che tende spesso ad essere 'milanocentrico', quale contributo può dare una città come Torino?
Milano é un fulcro importante per il design e indubbiamente forte punto di riferimento, ma vivendo all’estero ci si rende conto che é ‘una’delle tanti città in cui il design é protagonista. Torino ha un ritmo e un approccio diverso rispetto a Milano, da un lato storicamente legato all’industria automobilistica e dall’altro legato all’artigiano. Nell’ultimo decennio, a Torino, il Design ha acquisito un carattere di ricerca, di sperimentazione, d’avanguardia unico. Come ogni anno Operæ produrrà il progetto Piemonte Handmade: coinvolgeremo dieci gallerie, dieci designer e dieci artigiani d’eccellenza sul territorio, per produrre pezzi unici. 

La Sua è una vita dedicata al design. Le esperienze di Schloss Hollenegg e le ricerche di Storialab quali storie raccontano per il futuro del design?
Sono affascinata dal valore simbolico degli oggetti. Un oggetto non è mai solamente un oggetto. Può avere uno scopo, può essere attraente, può essere un utensile o un manufatto, può essere progettato bene o male. Ma, prima di tutto, un oggetto è messaggero di significato. Sono affascinata dalla capacità di analisi e interessata a come i giovani interpretano il presente e ipotizzano il futuro. Trovo che siamo in una fase di grande movimento e cambiamento ed é sempre più difficile capire cosa sia il design. Il caos non deve preoccuparci: è una fantastica opportunità, poiché le cose più interessanti nascono sempre ai limiti, vicino ai confini, dove accadono le contaminazioni.

www.operae.biz

www.storialab.com

www.schlosshollenegg.at


di Giovanni Carli / 17 Luglio 2017

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