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Elle Decor Italia

Operae Torino 2016, i migliori progetti

I designer che hanno risposto in maniera convincente alla call del festival torinese, secondo ElleDecor.it

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Pepe Fotografia

Una delle sale di Palazzo Cisterna con gli allestimenti di Galleria Von Hessenbeck (sulla sinistra) e Galleria Salvatore Lanteri (sulla destra)

Si è concluso ieri Operae Torino 2016, il primo festival in Italia dedicato al design indipendente fondato da Sara Fortunati e Paola Zini, quest'anno ospitato nelle sale seicentesche dello splendido Palazzo Cisterna.

Con la curatela della giornalista e critica di design Annalisa Rosso (leggi anche → Annalisa Rosso racconta le tendenze design 2017), la manifestazione ha mescolato tematiche diverse – artigianato e collezionismo, responsabilità sociale e sperimentazione pluridisciplinare – sotto il titolo Designing the future, tentando di mettere in luce esperienze progettuali virtuose e innovative (leggi anche → Operae 2016).

Tre gli ambiti in cui si è articolata la fiera: la Sezione Designer, la Sezione Piemonte Handmade e – novità dell'edizione 2016 – la Sezione Gallerie. Be brave, fai la tua scelta era lo slogan e l’appello lanciato dalla curatrice per selezionare i 33 Designer internazionali che hanno avuto l’opportunità di esporre i propri progetti – eterogenei per background formativo, provenienze geografiche, approoci – nella sezione a loro dedicata durante i quattro giorni del festival.

Ecco di seguito le proposte più convincenti secondo ElleDecor.it.

Tra le risposte più dirompenti, la ricerca storica ed estetica del giovane studio francese Dach&Zephir, che nei propri lavori riflette in maniera raffinata ed emozionante sull’eredità coloniale della Guadeloupe. Presentata per la prima volta a Maison&Objet 2016, la collezione di oggetti Chivé, Tiban ed Éritaj Kontré fonde tecniche e materiali autoctoni dell’isola con pratiche artigianali francesi, affrontando tematiche come l’identità creola, la schiavitù e il rapporto difficile tra la Francia e l’ex colonia.

Da sinistra: immagine d'archivio dalla Guadeloupe; il tappeto Chivé dello studio Dach&Zephir, in cui le eccedenze di tessuto sui bordi, chiamati "froufrou" e normalmente eliminati, ne diventano il tratto distintivo © Jiès Cléodore

Da sinistra: l'alzata Éritaj Kontré realizzata in collaborazione con la Faiencerie Georges di Nevers; lo sgabello Tiban che riprende la forma degli sgabelli tradizionali della Guadeloupe; entrambi dello studio Dach&Zephir

Coraggioso il progetto di laurea - alla Central Saint Martins di Londra - dell’italiana Giulia Tomasello, che senza remore apre gli occhi su un tema non scontato e delicato come la salute intima femminile. Con Future Flora, un kit per la coltivazione fai-da-te di batteri che arricchiscono la flora vaginale e combattono il fungo potenzialmente patogeno Candida Albicans, la designer spinge le donne a fare attenzione al proprio corpo e a prendersi cura di sé.

Elementi del kit Future Flora © Giulia Tomasello

Dettaglio del processo di applicazione dei batteri su un capo di intimo © Giulia Tomasello

Da sinistra: una colonia di batteri pronta per l'uso; coltivazione di colonie di batteri © Giulia Tomasello

Lungimirante la ricerca dell’olandese Nienke Hoogvliet, che con la collezione di arredi e complementi Sea Me mette in evidenza le potenzialità delle alghe marine come materiale per la creazione di tessuti e pigmenti zero waste (leggi anche → Nienke Hoogvliet gioca con le alghe). Belli ed ecologici, secondo la designer - che sull’argomento ha scritto anche un libro - nel prossimo futuro potrebbero fornire una reale alternativa al cotone.

Da sinistra: la seduta Sea Me; dettaglio del tessuto composto di alghe e tinto tramite loro pigmenti © Studio Nienke Hoogvliet

Close up della sedia Sea Me © Studio Nienke Hoogvliet

Catalogazione dei vari pigmenti estraibili dalle alghe © Studio Nienke Hoogvliet

Lo studio Leftover ha invece risposto alla call di Operae offrendo una panoramica della propria produzione di arredi upcycled in legno e resine, confermando il bel percorso progettuale che l’ha portato alla recente collaborazione con BASE Milano per gli arredi del nuovo ostello casaBASE (leggi anche → Mobili vintage per casaBASE il nuovo design hostel di Milano).

A sinistra. Panca D BENCH in multistrato pino o betulla. A destra. Color palette tavolo Leftover

Da segnalare infine l’allestimento del duo italiano Matilde Antonacci e Dario Buratto di Stories of Italy, che nella sala d’apertura della mostra hanno imbandito una tavolata con vasi e sculture realizzati in edizione limitata con artigiani esperti di Murano e di Carrara. Gli oggetti esposti hanno testimoniato come la collaborazione tra design e sapere manuale può portare a risultati preziosi e colti (leggi anche → Comprare alto artigianato italiano online).

L'allestimento di Stories of Italy nella prima sala del percorso espositivo © Stories of Italy. Foto di: Pepe fotografia

Da sinistra: modelli in polistirolo delle sculture in marmo di Carrara; i vasi Dattero realizzati a Murano © Stories of Italy. Foto di: Pepe fotografia

operae.biz

LEGGI ANCHE:

Report da Operae 2015


di Laura Drouet e Olivier Lacrouts / 7 Novembre 2016

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