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Un concorso per festeggiare 10 anni di anniversario dell'iconico orologio da polso Big Bang

Quando un premio super partes contribuisce a trasformare talento e creatività in successo

Storia (recente) di un premio nato nel mondo degli orologi per promuovere il design. Stiamo parlando dell’Hublot Design Prize, il concorso presentato lo scorso anno dall’omonima maison svizzera per festeggiare i 10 anni dell’iconico orologio da polso Big Bang (declinato per l’occasioni in tre nuovi modelli).

Non un’operazione di marketing promossa per consolidare l’immagine del brand, già forte sul mercato internazionale dell’alto di gamma, ma piuttosto «un progetto che si muove con coerenza rispetto al DNA del marchio» sottolinea Ricardo Guadalupe, Ceo di Hublot. «Noi difendiamo innovazione e capacità di visione, unicità e differenza: questi sono i motivi per i quali abbiamo deciso di creare un premio in grado di dare visibilità alla creatività delle nuove generazioni».

Siamo nel campo del mecenatismo e Hublot è sicuramente tra le poche manifatture che torna ad agire come mentore. Partendo da un principio inattaccabile: trasmettere agli altri i valori che ha capitalizzato nel tempo. «Tutto ruota attorno al concetto di extra-mile» racconta il Ceo, «ovvero quella capacità di andare sempre oltre, di coltivare perseveranza e passione e di trasformare talento in successo». E i 100.000 franchi svizzeri in palio sono un riconoscimento che può trasformare il percorso professionale dei più giovani.

La cifra, che lo scorso anno è stata suddivisa tra Daniel Ribakken e i Big Game, vincitori ex-equo, quest’anno è stata assegnata a Christophe Guberan. Diplomato all’Ecal, Guberan - classe 1985 - vive e lavora tra la Svizzera e gli Usa e dal 2014 lavora con il Mit. Premiata la sua capacità di sperimentare la materia: carta, legno e tessuto nelle sue mani si trasformano in microstrutture tridimensionali (vasi, piccoli contenitori e vassoi).

«Senza innovazione non c’è futuro» afferma Guadalupe che ama, comprende e sostiene il design. «Non dimentichiamoci che lo scopo di questa disciplina è rendere la vita di tutti noi più semplice. Per me è buon design tutto ciò che è intelligente e pensato».

Così come la giuria indipendente che ha selezionato gli otto finalisti del premio (insieme a Guberan, Melanie Georgacopoulos, Sebastian Herkner, Yota Kakuda, Ifeanyi Oganwu, Filipe Ribon, Julie Richoz, Keita Suzuki). Perché l’idea dell’Hublot Design Prize è nata dall’amicizia tra Guadalupe con Jean-Claude Biver e Pierre Keller, ex direttore dell’Ecal di Losanna.

Insieme hanno individuato cinque esperti del mondo del design contemporaneo (con Keller, nomi noti: Marva Griffin Wilshire, Ronan Bouroullec, Simon & Michaela de Pury e Lapo Elkann). Il meccanismo è semplice: ciascuno di loro presenta 5 candidati, dei 25 totali solo 8 sono invitati a esporre il loro lavoro nella manifattura di Hublot a Nyon (con scenografia di Adrien Rovero). Il resto è storia di oggi. Quella che coinvolgerà i vincitori della scorsa edizione nella realizzazione di una Christmas Gift Collection per la maison. È solo questione di tempo.

www.hublot.com
www.christopheguberan.ch

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di Paola Carimati / 13 Ottobre 2016

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