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Una mostra fotografica racconta la bellezza femminile di Peter Lindbergh

L'autore delle foto del Calendario Pirelli 2017 che ha rivoluzionato l'immagine di moda e femminilità associandola a contesti urbani comuni

Ha rivoluzionato l’immagine di moda e femminilità: Peter Lindbergh, pseudonimo di Peter Brodbeck, nasce nel 1944 a Leszno in Slesia (Polonia) e diventa fotografo un po' per caso. La sua carriera e il suo modo di guardare la realtà sono raccontate in una retrospettiva fotografica al Kunsthal di Rotterdam dal titolo Peter Lindbergh. A Different Vision on Fashion Photography aperta fino al 12 febbraio 2017.

Un lavoro - che lo ha portato ad essere, per la terza volta, l'autore del famoso e ricercato Calendario Pirelli edizione 2017 – scelto per caso. È lui stesso ad ammettere: «Quando avevo 29 anni e stavo attraversando una crisi profonda che mi portò a lasciare la pittura, un amico mi fece sapere che uno studio fotografico stava cercando un assistente. Se il suo panettiere avesse cercato un garzone, adesso sarei lì a sfornare pagnotte» e aggiunge «il mio capo era negato per la fotografia, superarlo non è stato difficile, in breve tempo mi sono messo in proprio».

E infatti nel 1973, dopo essere stato per due anni assistente di Hans Lux, apre il proprio studio a Düsseldorf e diventa un fotografo di moda che con il glamour non ha niente a che fare. «La corsa all’effetto zero-difetti e la ricerca di bambole sempre più giovani e magre, non mi ha mai entusiasmato».

Nelle sue immagini, spesso in bianco e nero, a comunicare sono soprattutto i tratti della modella. La sua scelta di ambientare le foto in scenari urbani non è ovviamente un caso: l’abito finisce in secondo piano in modo tale da privilegiare la personalità di chi lo indossa.

Lo stile di Lindbergh diventa così immediatamente riconoscibile proprio grazie all’attenzione partecipe alla figura umana e il successo arriva proprio grazie a questo stile assolutamente innovativo e in controtendenza rispetto alle mode della fine degli anni ’70.

Nessuna scenografia esotica o studi patinati, le ambientazioni sono volutamente normali, comuni scenari di una vita quotidiana per una donna impegnata in cose consuete, mentre tutto l’interesse va al volto che, da solo, è capace di raccontare una storia.

«Nella foto di moda quello che conta è la donna, con la sua personalità. Non riescono a capire che il vestito non è fondamentale» afferma Lindbergh che aggiunge «dovrebbe essere proprio la responsabilità dei fotografi di oggi: liberare le donne e, infine, tutti, dal terrore della gioventù e della perfezione».

Le opere di Lindbergh fanno parte di molte collezioni prestigiose tra cui quelle del Victoria & Albert Museum di Londra e del Metropolitan Museum of Art di New York, e sono apparse in numerose mostre come quella presso il Centre Georges Pompidou di Parigi.

www.kunsthal.nl
www.peterlindbergh.com

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di Paola Testoni / 21 Settembre 2016

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