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5 pezzi di design iconici di colore rosso per Natale

Chi ha detto che i colori neutri non passano mai di moda? Ecco 5 esempi di arredi colorati che tutti vorremmo avere

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5 pezzi di design iconici di colore rosso, perché un oggetto destinato a non passere mai di moda può essere anche colorato.

Tutti conosciamo gli arredi dei grandi maestri del design e dell’architettura moderna che si distinguono per le tinte neutre e l’onestà espressiva de materiale impiegato. Basti pensare alla Barcelona Chair di Mies Van der Rohe o alla Chaise longue di Le Corbusier in cui il nero o il bianco dell’imbottitura fanno rima con l’acciaio della struttura portante. Tuttavia è sempre esistita una corrente di pensiero parallela, nata dalla stessa Bauhaus a cui era legato Mies, che utilizza il colore nel design come insostituibile elemento espressivo. Gli studi di Johannes Itten e Josef Albers condotti presso la Bauhaus Weimar in tal senso sono seminali. Così nel corso degli anni le sperimentazioni fondate sul connubio tra colore, forma e design non si sono mai interrotte fino a raggiungere risultati sorprendenti a partire dagli anni ’60.

Ecco qui 5 esempi di design iconico nel cui DNA il colore gioca un ruolo fondamentale, in particolare il rosso, una tinta passionale che ha conquistato più di un artista nei molteplici mondi della creatività, da Valentino Garavani a Lucio Fontana.

Bocca - Studio 65, 1970, Gufram (foto di copertina)

Nell’affermazione dell’azienda si legge una nota di orgoglio: “Bocca è tra i prodotti più ricercati, amati e imitati del settore. L’originale dal 1970 è solo Gufram”. E a ben ragione. Concepito per il centro benessere di Milano Contourella di Marilyn Garosci, fu poi editato in numero limitato. Non si sarebbe scommesso sul successo invece riservato a questo divano divenuto un cult longevo. Icona delle icone pop, oggetto inaspettato, trae ispirazione nelle labbra di Mae West - attrice americana, sex symbol fra gli anni ‘30 e ‘50 – che appaiono proprio in forma di divano nel ritratto dipinto da Salvador Dalì come una stanza arredata. Ma c’è anche Marylin Monroe che accomunava la loro cliente nel nome, nel biondo dei capelli e “nella bocca perennemente laccata di rosso”, come ricorda Franco Audrito, fondatore dello studio 65 a cui si deve insieme ai suoi colleghi (Athena Sampaniotou, Adriana Garizio, Giancarlo Paci, Anna Maria Pozzo, Maria schiappa, Ferruccio Tartaglia) la paternità del divano Bocca.

Il divano Bocca prende forma grazie alle sperimentazioni degli anni ‘70 legate al poliuretano espanso a portata differenziata. L’anima sensuale e provocatoria del 2008 si è dipinta di fuksia nella versione Pink Lady e di nero, per Dark Lady, che sfoggia anche un piercing a misura. Sono entrambe in adizione di 500 multipli.

Chair_one – Konstantin Grcic, 2003-2004, Magis

Il disegno grafico di Chair_one, fra i più noti progetti di Konstantin Grcic, riproduce lo schema di un pallone da calcio. Partire dagli oggetti umili, fa parte del processo creativo del designer tedesco, che riesce a dare sempre nuove forme alle sedie, suo oggetto di studio preferito. Così è riuscito anche in questo caso a inventare un’estetica nuova, basata sulla disposizione asimmetrica di triangoli isosceli combinandola alla potenzialità dell’alluminio pressofuso. La base conica in cemento, accentua la componente materica, creando un inconsueto contrasto, con un sorprendente effetto di complessiva leggerezza. E la rende adatta agli spazi esterni, incorruttibile nel segno della tempra. La capostipite della famiglia è la versione con le quattro gambe a sezione rettangolare, cui hanno fatto seguito varianti di sedute  multiple e uno sgabello. La scocca in tutti i modelli è in alluminio lucido o con trattamento di fluotitanizzazione verniciato rosso, nero, bianco o giallo. Sulla base in cemento il sedile può essere fisso o girevole con meccanismo di ritorno.

Diamond Chair – Harty Bertoia, 1952, Knoll International

Disegnata nel 1951 da Harry Bertoia, artista, scultore e designer naturalizzato statunitense, Diamond Chair è una seduta dall’estetica leggera, capace di elevare le qualità espressive di un materiale fino ad allora considerato industriale come l’acciaio saldato con finitura cromatica lucida, satinata e rilsan. Disponibile in due versioni, con solo cuscino o completamente rivestita, Diamond è una poltroncina dalle dimensioni compatte che ben si adatta anche all’outdoor. A renderla altamente riconoscibile, oltre alla forma geometrica, è la trama a rete di fili di metallo: “Se guardi queste sedie, vedi che sono come sculture fatte principalmente di aria. Lo spazio le attraversa”, così la presentò Bertoia, con una frase destinata a rimanere nella storia del design contemporaneo.

Il passato da scultore di Arieto Bertoia, detto Harry, appare evidente nel progetto di Diamond Chair: agli occhi dei più esperti, infatti, la sua particolare estetica risulta fruibile da ogni angolazione, in una tridimensionalità tipica della scultura. La poltroncina originale porta il logo Knoll impresso sulla base.

Egg – Arne Jacobsen, 1958, Fritz Hansen

Il nome deriva dalla somiglianza a un levigato guscio di uovo: è la poltrona Egg di Arne Jacobsen, inizialmente progettata per la hall del Royal Hotel di Copenhagen. Il designer danese fonde tutte le parti funzionalmente distinte, cioè sedile, schienale e braccioli, in una forma unica: il risultato è un bozzolo protettivo, curvo e invitante, che offre a chi si siede una varietà notevole di posizioni. Prodotta ancora oggi, Egg è frutto di complesse lavorazioni, in gran parte manuali. È ottenuta ricoprendo la scocca in materiale sintetico realizzato con tecnica di stampaggio con imbottitura in poliuretano espanso e un’aderente fodera di tessuto o pelle, poi fissata su una base a quattro razze in alluminio.

Riconoscibile al primo sguardo, la poltrona Egg, rielaborazione della tradizionale poltrona con poggiatesta, continua ad attraversare il tempo, fra passato e futuro, senza invecchiare. La sua caratteristica forma a calotta è stata ricavata da un modello, come una scultura, ricreando con linee curve una sorta di rifugio riconducibile al suo nome. Comoda e accogliente, è concepita per offrire privati momenti di relax, negli spazi pubblici o privati.

Mezzadro – Achille & Pier Giacomo Castiglioni, 1957, Zanotta

Ormai diffusissimo nelle case e negli spazi pubblici, Mezzadro, in produzione dal 1971, introduce nel mondo dell’arredo il concetto di objet trouvé, ovvero l’idea di usare un oggetto esistente o parte di esso conferendone la forma ma spostando il luogo e il modo d’uso. Achille e Pier Giacomo Castiglioni progettarono infatti lo sgabello utilizzando il sedile di un trattore agricolo, fabbricato circa cinquant’anni prima per la mostra “Colori e forme nella casa d’oggi” allestita a Villa Olmo a Como nel 1957. Lo spostamento è radicale e indica una visione progettuale e sociale in anticipo sui tempi: Mezzadro è un oggetto interclassista, che si sposa con leggerezza ironia e comfort.

Questo sgabello è composto da quattro elementi. Il sedile, in lamiera stampata e verniciata è sorretto da una balestra elastica, in acciaio inox con finitura cromata. Il sostegno a terra è garantito da una traversa in legno massiccio di faggio verniciato naturale. Il perno di fissaggio è un “galletto metallico, comunemente usato per il bloccaggio delle ruote delle biciclette”.

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di Redazione / 19 Novembre 2017

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