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Tutto quello che dovete sapere sulle tendenze autunno inverno in 555 parole su Pitti Uomo 93

Le forme degli abiti, ma anche i colori e il modo di portarli. Insomma tutto il meglio di Pitti Immagine Uomo 2018

pitti-uomo-2018
Getty Images

Pitti Immagine Uomo ha aperto l’anno della moda maschile a Firenze con sfilate ed eventi che dall’8 al 12 dicembre hanno trasformato la città nella capitale delle tendenze. Prima dell’esodo di massa del popolo della moda verso nordo per Milano Moda Uomo, facciamo il punto su tutto quello che ha deciso La Moda per le tendenze autunno inverno 2018/2019.

Partiamo con Brooks Brothers, che con la sfilata-evento-mostra per i suoi 200 anni a Palazzo Vecchio ha riportato in auge la moda rilassata e quello modo di portare gli abiti con nonchalance che non si vedeva dagli anni ’50. Giacche infilate nei pantaloni comprese.

L’altra mostra importante di Pitti Uomo 93 è stata quella di Roberto Capucci, Capucci Dionisiaco, che disegna abiti da uomo come fossero “creature fantastiche e mitologiche che sembrano librarsi nell’aria libere da vincoli di stile, sesso, convenzioni, vestite e svestite di fantasie ma anche di geometrie…” scrive Ilaria Ciuti su Repubblica.

 

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Tornando alle sfilate: Pitti Uomo 2018 è stato la prima volta di Alessandro Squarzi, l’influencer eletto da Esquire “uomo più elegante del mondo”, che ha presentato a Firenze una capsule di calzature disegnate per Fanga e tutta giocata sulla nappina del classico mocassino, che qui si sposta tra le fibbie delle monkey.

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E ancora di prime volte si parla con Beyond Closet e Bmuet(te), i due brand del gruppo Concept Korea, che alla 93 edizione di Pitti Uomo hanno presentato una collezione di abbigliamento maschile ispirata al poeta surrealista Comte de Lautréamont, in cui differenti strutture di capi si incontrano in un’unica forma, in un linguaggio fatto di lana, cotone e pelle. Tutto in bianco e nero.  

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E gli altri colori dell’autunno inverno? C’è il rosso cabernet di Brunello Cucinelli (che poi è l’Ultra Violet eletto da Pantone come colore dell’anno), che lo abbina ai marroni e ai grigi e spiega  a Marcello Veneziani del Corriere della Sera “Il colore deve essere un unico pezzo del look. L’uomo deve partire dalla giacca nei tessuti sartoriali un po’ fantasia, leggeri ma con corpo, o in velluto. Si porta sempre più vicina al corpo ma ha le spalle più morbide, come se fosse una mezza taglia in più”. Dei tre bottoni “si allacciano solo i primi due’. S’indossa con la camicia di Chambry dal gusto denim e cravatta grigia. È più rilassato anche il pantalone “si allarga sulla vita con una o due pinces ma a differenza di quello di Gregory Peck anni 50 scende strettino perché oggi è influenzato dallo stile jogging”. 

Ispirazione sportiva anche per Z Zegna, che si lascia influenzare dalla montagna e dai colori di Oasi Zegna e sceglie colori come verde bosco, crocus, castagna, pino, giallo finferlo, ardesia e rosso bacca caldi per capi dalle silhouette ampie, ma contenute, giacche arrotondate e pantaloni affusolati.

 

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Per quanto riguarda le forme, “i colli delle camicie sono all’Italiana, la lunghezza dei pantaloni sfiora la caviglia ma non la lascia scoperta, le giacche sono accostate ma non striminzite. Al bando i fit troppo slim (per quelli ci sono le tribù di modaioli)” sintetizza Maria Corbi su La Stampa.

E adesso tutti a Milano, dove ci aspetta il principe della moda milanese Giorgio Armani, colui che “ha coniato ‘la regola di Cary Grant’: vestiti in modo che, quando vedi una tua foto, non sia in grado di attribuirle una data” (lo scrive sempre Maria Corbi su La Stampa).


di Carlotta Marelli / 12 Gennaio 2018

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