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Elle Decor Italia

Ratatouille, il ristorante pop up di Luca Nichetto a Stoccolma

The place to be durante la Stockholm Design Week 2018. Dove testare una cucina raw, incontrarsi e ascoltare trendsetter in diretta

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La lounge di Ratatouille, il progetto temporary di Luca Nichetto con elementi d'arredo firmati dal designer come le lampade da terra Alphabeta per Hem e la poltrona Mame per Fogia. Photo courtesy Nichetto Studio by Mathias Nero. 

Il ristorante pop up è ormai un appuntamento fisso della Stockholm Furniture & Light Fair, ma per l'edizione 2018 la Fiera di Stoccolma ha deciso di ospitare per la prima volta nella vasta Victoria Hall sia la zona destinata al food che l'area riservata ai talk, mettendole in stretta relazione visiva. Il progetto è stato affidato a un italiano, Luca Nichetto, designer che divide la sua attività tra la capitale svedese, dove vive e lavora con diverse aziende scandinave, e Venezia, dopo è nato e dove ha iniziato la professione.

Leggi anche: Il temporary restaurant Sulla Bocca di tutti

Ne è nato Ratatouille, temporary restaurant con palco teatrale per ospitare gli interventi di trendsetter, progettisti e protagonisti del mondo del design, programmati nei giorni della manifestazione, e frequentatissimo a ogni ora. Se il nome del pop up, ricordando il celebre film della Pixar protagonista un topo-chef amatoriale, induce al sorriso, il progetto rivela un approccio complesso alle problematiche coinvolte.

"Mi sono trovato di fronte a uno spazio immenso, quasi 2.000 metri quadrati da convertire in un progetto temporaneo - al tempo stesso ristorante e arena di dibattito - , destinato ad accogliere contemporaneamente ospiti con esigenze diverse: incontri di lavoro, pausa pranzo veloce, sosta breve per fare il punto della situazione e ripartire alla volta dei padiglioni, spazio di ascolto delle conferenze e dei talk in programma, ricerca di un momento tutto per sé per leggere e rispondere alle mail", ci confida l'autore.

Nichetto è intervenuto sull'anonimo spazio della struttura fieristica come un landscape designer, articolando la superficie interna in zone aperte e angoli più privati, dove ciascuno potesse trovare il proprio habitat ideale, ma con una visione d'insieme armonica e di grande eleganza, complice l'uso di una tavolozza di colori neutri, interrotta da pochi colpi di colore e sorprese inaspettate.

In primo piano, le sedute Murano di Luca Nichettoi per Offecct e, sul fondo, il bancone con le lampade a sospensione della collezione Alphabeta, sempre di Luca Nichetto per Hem. Photo courtesy of Nichetto Studio by Mathias Nero.

Sorprende infatti trovare, collocata di fianco alle sedute dalle linee morbide, ma rigorose o sui piani d'appoggio, Mouse, un oggetto luminoso, dove una piccola lampadina è retta dalla zampina di un topolino, nato dalla fantasia di Marcantonio Raimondi Malerba e prodotta da Seletti. Seletti è uno dei 25 brand che sono stati i generosi partner nella realizzazione del progetto come Arflex, Cassina, Ethimo, Foscarini Kvadrat, per citarne alcuni. Così come molti sono gli elementi d'arredo che appartengono al portfolio del designer, il cui segno autoriale si è andato facendo sempre più riconoscibile.

Interessanti i riferimenti estetico-formali che Nichetto sceglie come spunti ispirazionali legati all'elaborazione del ristorante temporaneo Ratatouille: dall'impianto ovale dello spazio riconducibile a quello dell'arena romana per antonomasia, il Colosseo, al perimetro che lo definisce con strutture che rimandano all'anello di pietre erette a Stonehenge, alle aree interne distribuite con lo stesso rigore formale di un jardin à la française, basato sulla simmetria e sul principio di imporre l'ordine alla natura. Mentre l'effetto di entrare in uno spazio diverso allude alle atmosfere rarefatte di 2001: Odissea nello spazio, il film cult del 1968 prodotto e diretto da Stanley Kubrick.

 

Le diverse zone in cui è articolata la lounge sono illuminate dalle lampade da terra Alphabeta Floor di Luca Nichetto per Hem, tavolino Lato Table di Nichetto per &tradition. A parete lampade Plass Media, sempre del designer per Foscarini. Photo courtesy of Nichetto Studio by Mathias Nero.

"Per Ratatouille, dato il suo carattere di spazio multifunzionale, ho pensato agli stadi, ai luoghi di raccolta dove guardare, ascoltare, condividere la convivialità e mangiare cibo. E come italiano, non ho potuto fare a meno di pensare all'arena per definizione: il Colosseo romano. Ho iniziato definendo l'impianto ovale, ponendo il palco per le conferenze e la cucina del ristorante ai poli opposti. Per dare continuità allo spazio, ho lavorato sulle simmetrie ", sottolinea.

Una palette sofisticata di toni neutri e naturali per materiali morbidi al tatto. Photo courtesy of Nichetto Studio by Mathias Nero.

I toni neutri e naturali del ristorante Ratatouille sono stati scelti per enfatizzare la scelta dei materiali e dei rivestimenti, oltre che per introdurre l'idea della cucina di Lina Ahlin, chef del ristorante Agrikultur di Stoccolma, che offre un menu improntato su una scelta di ingredienti naturali appartenenti alla tradizione culinaria svedese. "Mi piace il suo approccio perché lavora con materie prime locali", afferma Nichetto che, insieme agli altri protagonisti del progetto, racconta la storia del temporary restaurant nelle 36 pagine del Ratatouille Journal edito per l'occasione con le testimonianze di contributor internazionali.

Visto il successo di critica e di pubblico, abbiamo chiesto se il ristorante avrà una versione permanente, ma per ora non è dato sapere che evoluzione avrà.

www.nichettostudio.com

www.stockholmfurniturelightfair.se


di Laura Maggi / 22 Febbraio 2018

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