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Pezzi di design introvabili? Le 6 piastrelle disegnate da Salvador Dalí

Sul mercato scovarle è un impresa, ma un ottantenne di Berlino ne ha il garage pieno!

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Dalí Berlin

La storia delle piastrelle di Salvador Dalí è fatta di fortuna e disgrazia, passione e casualità. Sono gli anni settanta e siamo in uno studio di Berlino. Da un lato della scrivania c’è un avvocato, Peter Ackermann, dall’altra il suo assisto, che per guai finanziari non può pagare la parcella. Come gestire la situazione? Ci pensa il destino, o le coincidenze che dir si voglia! L’avvocato ha una sola grande passione, l’arte. Più di tutti ama un pittore spagnolo che vive a Parigi e che dipinge in uno stile mai visto prima, il suo nome è Salvador Dalí. L’uomo che gli sta di fronte ha una moglie, la quale ha un’amica molto intima. Questa amica si chiama Gala, Gala Dalì, è la consorte del Surrealista. L’accordo è stretto: il debito verrà cancellato in cambio di un incontro con Dalí.

E succede per davvero! Dopo qualche mese, Akerman finisce a Parigi. È seduto al ristorante Lasserre, il posto preferito di Gala Dalí, con la moglie del suo cliente. Lo sta aspettando. Ad un tavolo poco distante sono arrivati i coniugi Dalí, pranzano. Poi arriva un cameriere e lascia un biglietto all’avvocato. È un invito al tavolo dell’artista. Quindi la presentazione e qualche chiacchera. Poi un secondo invito, il giorno seguente, nella suite di Dalí all'Hotel Le Meurice. Qui i due si intrattengono in una piacevole conversazione e parlano d’arte. Poi, prima di andare via, all’avvocato viene richiesta l’assistenza per sbrigare alcune pratiche legali dell’artista. Accetta.

I due si perdono di vista, passano un paio d’anni, finché un giorno a Berlino arriva una chiamata da Parigi, è Salvador Dalí. L’artista sta cercando un acquirente per un carico di 60.000 piastrelle che aveva disegnato 20 anni prima. Erano state prodotte a Onda, in Spagna, nel 1954, nella fabbrica El Siglo, oggi nota come ADEX. La leggenda narra che le avesse commissionate un ministro del governo di Francisco Franco per rivestire la piscina della sua villa. Ne vennero prodotte 100.000 ma poi non se ne fece nulla. 40.000 vennero vendute singolarmente mentre Dalí stipò le restanti 60.000 in un caveau di Zurigo. Ed ora se ne voleva liberare.

Akerman non ci pensa due volte e acquista tutto in blocco. Nello specifico le piastrelle 20x20 cm sono organizzate in set da sei e presentano sei diversi disegni, tra cui uccelli, labbra, frecce, strumenti musicali, stelle marine e il sole. La collezione si chiama “La Suite Catalane”.

Oggi, arrivato ad ottant’anni, Akerman ha deciso di vendere.  E considerando che negli scorsi anni i pezzi presenti sul mercato sono stati aggiudicati in set da sei con offerte attorno ai 2300 euro o singolarmente a 500, quella che si ritrova nel suo garage di Berlino è una fortuna di circa 23 milioni di euro. L’avvocato sta cercando un acquirente! Il ricavato verrà devoluto in beneficenza alla sua associazione “Kreuzberger Kinderstiftung”, che si occupa di garantire un’educazione ai bambini nei paesi in via di sviluppo. Per i più curiosi un set di piastrelle si può ammirare alla galleria Dalì di Berlino.

www.DaliBerlin.de


di Pietro Terzini / 29 Agosto 2017

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