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Perché ci piacciono Hiroki Kataoka e le sue scarpe strane?

Nella collezione spring/summer 2017 il giovane designer giapponese ripensa la calzatura classica in chiave manga

scarpe-strane-hiroki-kataoka

Spesso le scarpe strane suscitano una domanda: calzature da capire o capire le calzature? L’interrogativo non è retorico se applicato alle creazioni di

. Inserita senza pensarci troppo nella categoria “manga” e guardata con un certo sorriso dai cultori del made in Italy, la collezione di scarpe spring/summer 2017 che il giovane designer giapponese ha presentato al Fashion Hub durante l’ultima edizione di Milano Moda Donna, apre ad interessanti spunti di riflessione. 

A soli 25 anni, Kataoka è passato dalla progettazione 3D allo shoe-design e, nel tragitto da una realtà all’altra, ha pensato di utilizzare tutto quello che aveva imparato e di utilizzarlo per un diverso campo di applicazione, creando scarpe belle e originali. È evidente nel modo con cui le architetture che si rincorrono su ciascun pezzo abbiano più l’aspetto di forme perfettamente inserite su un oggetto che non quello di difficoltà strutturali. 

Dal trattamento della suola al suo fissaggio agli altri componenti della scarpa, tutto è perfettamente solido e, allo stesso tempo, leggero, come uscito da un realtà aumentata. Se la ricerca e le lavorazioni sui materiali proiettano il prodotto a pochi passi dal segmento del lusso, con un design che ammicca ora alla derby, ora alla più classica pantofola maschile, ora alla slip-on, la palette cromatica volutamente pop lo riporta a quell’effetto fumetto/videogame che è tanto evidente per l’occhio occidentale quanto parte della sua cultura d’origine. 

E con buona pace di chi associa la tipologia ad una categoria “infantile”, poiché ha evidentemente dato respiro e innovazione ad un oggetto tra i più interpretati dalla moda: nel 2015 Swatch ha designato Kataoka vincitore del premio International Talents Support Artwork. Tra i brand inseriti nell’Hub, per match di ispirazioni, è senza dubbio quello che più di ogni altro ne ha interpretato lo spirito.

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di Manuele Menconi / 8 Marzo 2017

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