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Wurf è una scultura moderna urbana che cambia la nostra idea di spazio

Borgman e Lenk ci fanno riflettere inserendo un monolite puro all'interno di lughi sacri e negli spazi pubblici più insospettabili

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La scultura moderna Wurf ideata dai danesi Borgman e Lenk è pensata per far riflettere sul concetto di spazio

Un meterorite o una scultura moderna? Wurf è un monolite puro che cerca di scardinare le nostre certezza sull'idea di spazio. Un concetto con cui tutti abbiamo familiarità, che tutti viviamo ogni giorno e che tuttavia ci sfugge, e non smette di stimolare la nostra fantasia e quella degli artisti, che lo interrogano di continuo, lo reinterpretano, tentando di comprenderlo.
Da quelli urbani, caotici, tentacolari e labirintici, a quelli naturali, desolati, lunari o brulicanti di vita. Ne facciamo esperienza ogni istante della nostra vita, in prima persona o tramite le immagini e i video, cercando di darvi un confine e delle coordinate fisse sul mappamondo della nostra immaginazione. Così ci sono spazi determinati, incontaminati, dinamici, abbandonati e chi più ne ha, più ne metta.
Ma cosa succede se in questi spazi arriva d’improvviso un elemento esterno, una scultura contemporanea che sembra essere venuta dal nulla?

Anna Borgman e Candy Lenk ci sfidano così, facendoci apprezzare lo spazio in cui viviamo, rimettendo in discussione ciò che vediamo, attribuendo un senso nuovo a ciò che abbiamo davanti. Come? Inserendo la scultura astratta Wurf in contesti nuovi e disparati, ottenendo un effetto straniante di forte impatto.
Wurf (parola tedesca che significa gettare) è un masso di pietra, un monolite squadrato e definito, dall’aspetto antico e incorruttibile che, per esperimento, viene posizionato in spazi con cui sembrerebbe non avere nulla a che fare. Se, come dicono Borgman e Lenk, la fruizione dello spazio è sempre relazionale, Wurf perturberà la nostra relazione con esso, con la sua massa ingombrante e inattesa, che sollecita domande e risposte altrettanto inaspettate. Perchè è questo quello che deve fare una scultura in pietra: provocare emozioni nuove.

Wurf I, suscita pensieri sullo spazio e sul tempo. Posizionando il masso dentro una serra a Berlino, i cui confini vetrati sembrano reagire per distonia, cambia la percezione totale della struttura stessa che, privata della sua funzione, appare come leggera e fragile prigione di una scultura ingombrante e decontestualizzata.

Wurf II presenta invece la pietra sospesa a pochi centimetri da terra. Lasciata libera di oscillare dal soffitto di un monastero di seicento anni tramite un cavo d’acciaio di tredici metri, la scultura moderna si contrappone - con un movimento ripeturo, uguale a se stesso - all’immutabilità del luogo chiuso, calmo ed eterno fatto di muri di preghiera che confinano lo spazio.

Wurf III è di sicuro il più straniante della serie. Incastonato in una strada lineare nelle campagne danesi di Silkeborg, la scultura in pietra Wurf annulla la ragione d’essere della strada stessa, impedendone dinamismo, movimento e velocità. Si erge inamovibile come una frana caduta dal cielo per bloccare il flusso naturale della via che porta idealmente verso il futuro.

Contraddizioni, suggestioni e interrogativi senza soluzione che ci fanno scoprire che niente dello spazio che ci circonda è scontato, che tutto può essere innovato e ripensato.

http://www.borgmanlenk.com/


di Stefano Annovazzi Lodi / 27 Dicembre 2016

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