ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Sol Le Witt, la mostra a Milano curata da Rem Koolhaas e Francesco Stocchi

Un allestimento che rimette in discussione il concetto di site-specific racconta l'opera dell'artista e il suo legame strettissimo con l'architettura

sol-le-witt-mostra-a-milano-fondazione-carriero

Sol LeWitt, 8x8x1, 1989. Alluminio smaltato a forno 207,01 x 45,72 x 45,72 cm. Courtesy Julie e Edward J. Minskoff Collection 

C’è una mostra a Milano che mette in relazione arte, architettura e storia in un processo di rilettura, dialogo e intreccio che trasforma un’esposizione in un racconto vivo e dinamico. Stiamo parlando di Sol LeWitt. Between the Lines, la mostra curata da Francesco Stocchi e Rem Koolhaas alla Fondazione Carriero.

A dieci anni dalla morte dell’artista statunitense, la mostra milanese organizzata in collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt ripercorre tutte la sua carriera esponendo il ricco corpus di opere in stretta relazione con l’architettura degli spazi della Fondazione, con un allestimento che vuole sovvertire il concetto di site-specific.

Sol LeWitt, Wall Drawing #263: A wall divided into 16 equal parts with all one-, two-, three-, four- part combinations of lines in four directions, 1975. Matita nera. Disegnato la prima volta da: Kazuko Miyamoto, Ryo Watanabe, Jo Watanabe, Qui Qui Watanabe

Il modus operandi da architetto di Rem Koolhas dialoga con quello del curatore Francesco Stocchi intrecciando architettura e storia dell’arte, portando una nuova luce sul lavoro di Sol Le Witt, interessato più al processo che al prodotto finale, più all’idea che all’esecuzione: l’artista è il generatore di idee, il suo compito è formulare il progetto per poi affidarne l’esecuzione –potenzialmente- a chiunque, purché segua le istruzioni. Un ruolo in questo molto simile a quello dell’architetto, che con LeWitt, condivide l’affinità nella progettualità delle idee e la capacità di rimodellare lo spazio.

Sol LeWitt, Autobiography, 1980. Fotografie in bianco e nero montate su carta, 62 fogli, 30,5 x 55,9 cm ciascuno. Glenstone Museum Collection, Potamac, MD
Courtesy Estate of Sol LeWitt 

“Le opere di Sol LeWitt non possono essere considerate sculture, né opere pittoriche e neanche strutture architettoniche, si tratta piuttosto di Structures forme inserite nello spazio, a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità” spiegano i curatori. “La loro regolarità geometrica le rende “basi” perfette per i suoi disegni a parete, moltiplicabili, trasformabili in pattern e replicabili in un numero infinito di forme bianche, nere, o colorate, solide o aperte. Sono forme che rivelano il loro attaccamento all'immagine piatta ma al tempo stesso sfidano la gravità, innescando una riflessione che unisce dipinti a parete e sculture, creando una porta d’accesso tra “dimensionalità” e “costruzione”. Molte di queste forme sono incuranti dell’ambiente e delle sue caratteristiche, attraversano porte e pareti in continuità con l’architettura senza essere condizionate dalla specificità del luogo in cui si sviluppano, ripercorrendo in questo modo l’intera storia della pittura murale. L’opera si permea di quel luogo ma non è necessariamente pensata per esso, e in questo modo rivela un nuovo spazio metafisico fatto non di linee, cubi o altre forme geometriche, bensì dell’idea di quelle stesse linee, cubi o forme.”

In mostra a Milano quindi non c’è solo l’opera di Sol Le Witt, ma una rilettura che ne mette in discussione qualsiasi postulato per esplorarne i confini e proporre una nuova armonia tra figura tridimensionale e superficie bidimensionale.

Sol LeWitt, Wall Drawing #150: Ten thousand one-inch (2.5cm) lines evenly spaced on each of six walls, 1972. Matita nera. Disegnato la prima volta da: Sadayuki Kato, Kazuko Miyamoto, Ryo Watanabe. Prima installazione: Finch College, New York, ottobre 1972. Courtesy Collezione Panza, Mendrisio 

Fino al 23 giugno,
Sol Le Witt: Between the Lines
Fondazione Carriero, Milano

fondazionecarriero.org


di Carlotta Marelli / 19 Novembre 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Cenerentola a Milano

Arte e design riportano in vita uno spazio disabitato da 40 anni

mostre

[Design]

La religione e il design

L'oggettistica sacra vista dai designer alla Rinascente di Roma

negozi di design

[Design]

Come si sceglie l'anello?

Dall'alta gioielleria allo star system, le tendenze degli engagement rings

Costume

[Design]

Decorazioni islamiche online

Un sito raccoglie centinaia di pattern geometrici

costume

[Design]

Gli specchi di Magrelli

Quando l'uomo scompare resta solo lo spazio

costume

[Design]

I mobili per la vita sedentaria

Una designer polacca immagina il futuro dell'uomo sedentario

scuole

[Design]

Non è solo profumo

Fragranze che si ispirano all'architettura, al cibo e alla moda

design e wellness

[Design]

Il materasso a occhi chiusi

Una guida e sei proposte per trovare il materasso perfetto

letti di design

[Design]

Castiglioni in 3 icone

Alla scoperta di 3 pezzi di design leggendari del grande maestro

Oggetti di design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web