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Elle Decor Italia

La street art di Felipe Pantone tra geometria e illusione per decorare le aree metropolitane

Psichedelico e futuristico, il progetto Kinetic Mundi esplora e sviluppa un dialogo inedito tra l'arte e le superfici urbane

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La street art di Felipe Pantone decora le città

La street art per ravvivare le aree metropolitane? Perchè no. Pensate a un tipico paesaggio urbano, asettico e grigio. Immaginate ora che i muri prendano vita, all'improvviso, come percorsi da una potente scarica elettrica, in un'esplosione armoniosa di colori psichedelici e pattern geometrici: siete davanti a un’opera di Felipe Pantone.

Lo street artist spagnolo, che da dieci anni gira il mondo sperimentando contaminazioni sempre nuove tra arte e realtà, sfida e supera i codici della dell'arte di strada convenzionale, per esplorare linguaggi e percorsi imprevedibili, in bilico tra arte cinetica, installazioni, graffiti e design: è questo, in sintesi, il progetto Kinetic Mundi.

E allora ecco che gli stilemi propri del formalismo e dell'arte astratta anni 60 si proiettano nel futuro, adeguandosi all'era digitale e convivendo con suggestioni rubate alla cultura pop contemporanea (il fumetto, la fantascienza, il cyberpunk).

Giocando con tecniche e strumenti diversi, lo street art artist Felipe Pantone viola e feconda la rigidità architettonica degli spazi urbani, sempre più omologati e desolati, per far affiorare l’anima in essi intrappolata; è così che dalle pareti di una galleria, di una stazione o di un palazzo abbandonato sgorgano forme evolute e complesse, giochi ottici che spezzano i vincoli della bidimensionalità per cercare un contatto diretto e immediato con il mondo intorno.

Fondamentale qui è la scelta dei colori: se il bianco e il nero, predominanti in tutte le opere, servono a definire ed enfatizzare i contrasti pittorici, l'uso di cromie fluorescenti e psichedeliche aggiunge vitalità e potenza. L'impatto è assicurato: l'artista di street art trova il modo di imprimere il suo tag sul paesaggio urbano che diventa subito visibile e riconoscibile.

La parola d'ordine è ibridazione: i linguaggi dell’arte, della scienza e della tecnologia si intrecciano e si confondono, così come gli strumenti realizzativi, di volta in volta figurativi, astratti o tipografici. Il risultato è un’incessante ricerca, allineata al ritmo vorticoso e frammentario dei nostri tempi, un’estetica eversiva, poderosa e ipnotica, che non cade mai nell'autoreferenzialità, ma riesce sempre a connettersi con il mondo che la circonda, interpretandolo a modo suo, e infondendogli nuova vita.

https://www.felipepantone.com/

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di Stefano Annovazzi Lodi / 10 Gennaio 2017

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