ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

È di Studio Job l'installazione a prova di scossa ad Anversa

Si chiama W.A.T.T. the fuck e gioca col nome della torre che la ospita, un edificio modernista nel cuore di Anversa

studio-job-installazione-watt-the-fuck-anversa
Loek Blonk

Si chiama W.A.T.T. the fuck e gioca col nome della torre che la ospita, un edificio modernista nel cuore di Anversa

 Colorata, ironica, irresistibilmente pop: è W.A.T.T. the fuck, la nuova installazione firmata ad Anversa dal duo di designer belga-olandese Studio Job. Il nome riprende quello della Watt Tower, un edificio multifunzionale nel cuore della città progettato nel 1958 dall’architetto modernista belga Léon Stynen e rilevato qualche anno fa dalla società immobiliare L.I.F.E. di Serge Hannecart.

È stato Hannecart, produttore cinematografico, collezionista d’arte e committente dell'installazione, a rinominare il grattacielo di 13 piani con l'acronimo W.A.T.T., che ha una duplice valenza: da un lato richiama quello che fino a tempi recenti era l'inquilino del palazzo, l'Electrabel, il principale fornitore belga di energia elettrica; dall'altro abbrevia la formula Working Apart, Thinking Together, che definisce invece la nuova vita della torre, trasformata in centro di uffici e co-working (leggi anche  Il coworking di Fosbury & Sons alla Watt Tower) con tanto di bar e supermercato.

Così, l'ispirazione per l'installazione di Studio Job nell'atrio principale è a sua volta un omaggio al precedente ospite della torre e, chissà, forse anche un riferimento alle nostre sinapsi al lavoro. Si tratta di un gigantesco circuito completo di condensatore, resistore e microcontrollore, con un PCB stampato sul pavimento a creare un'illusione ottica di tridimensionalità, sviluppato con l'azienda olandese Senso. I fulmini in alto sono un omaggio all'iconica copertina del sesto album in studio di David Bowie, Aladdin Sane del 1973, mentre il nome completa l'opera col consueto atteggiamento irrisorio della coppia di designer.

www.studiojob.be

SCOPRI ANCHE:
L'albero della vita di Studio Job
Studio Job in America


di Alessandra D'Angelo / 9 Gennaio 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Vico Magistretti: 3 icone

I pezzi ever green di uno dei padri fondatori dell’Italian Design

Oggetti di design

[Design]

Cenerentola a Milano

Arte e design riportano in vita uno spazio disabitato da 40 anni

mostre

[Design]

La religione e il design

L'oggettistica sacra vista dai designer alla Rinascente di Roma

negozi di design

[Design]

Come si sceglie l'anello?

Dall'alta gioielleria allo star system, le tendenze degli engagement rings

Costume

[Design]

Decorazioni islamiche online

Un sito raccoglie centinaia di pattern geometrici

costume

[Design]

Gli specchi di Magrelli

Quando l'uomo scompare resta solo lo spazio

costume

[Design]

I mobili per la vita sedentaria

Una designer polacca immagina il futuro dell'uomo sedentario

scuole

[Design]

Non è solo profumo

Fragranze che si ispirano all'architettura, al cibo e alla moda

design e wellness

[Design]

Il materasso a occhi chiusi

Una guida e sei proposte per trovare il materasso perfetto

letti di design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web