ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

E se anche il tatuaggio fosse di design?

3 designer ci regalano un tatuaggio e raccontano la storia dei loro disegni sulla pelle

tatuaggi-designer-serena-confalonieri

“Il tatuaggio non è semplicemente un disegno. Un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo” spiega il maestro a un giovane Nicolai Lilin nel romanzo autobiografico Educazione Siberiana, poi trasformato da Gabriele Salvatores in un film cult: una storia di minoranze, di condizioni estreme e… di tatuaggi.

Erano gli anni della svolta mainstream dell’inchiostro sulla pelle, relegato per anni alla Yakuza e ai movimenti underground, ai biker e ai criminali. 

Oggi Lilin sta per aprire un grande “marchificio” a due passi dal Duomo di Milano, Pietro Sedda ha tatuato le sedie più iconiche di Fritz Hansen (leggi anche → Il restyling della sedia Grand Prix) e il mondo dei creativi si è appropriato di un linguaggio che (almeno in parte) ha perso il suo simbolismo criptico riservato a una cerchia ristretta e clandestina per diventare una forma di comunicazione rivolta a un pubblico più vasto.

Se molti simboli (leggi tribali, carpe, scritte orientaleggianti) da segno di ribellione si sono di fatto tramutati in marchi di conformismo, questo sdoganamento ha portato anche a uno studio grafico ed estetico delle forme che ha alleggerito pesi e toni, sviluppato nuove tecniche, armonizzato le proporzioni. E ha suscitato l’interesse dei designer.

Per questo abbiamo chiesto a 3 di loro di raccontarci la storia dei loro tattoo, e di disegnarne uno per noi.

Serena Confalonieri, Modulor

Il lavoro di Serena Confalonieri è un equilibrio cromatico che prende spunto da composizioni e disegni tribali, alleggerendole con i toni pastello. Che si tratti della parete di un edificio (leggi anche leggi anche → Archiproducts in via Tortona) o di una specchiera, di tratti spessi o di frange, la geometria muove le sue superfici. Comprese le dita della mano destra su cui porta due piccoli tatuaggi. "Sì li ho disegnati io.” racconta. “Sono nati e sono stati fatti in brevissimo tempo...erano anni che pensavo di tatuarmi dei fiori, ma in un posto poco visibile, per paura di stufarmi. Poi quando mi sono decisa ho fatto tutto l'opposto: disegni geometrici in uno dei posti più visibili, le mani. E nonostante siano lì in bella vista me ne dimentico spesso.

Nel disegnare il tatuaggio per elledecor.it ho pensato a una composizione modulare geometrica (da qui il nome Modulor), da scomporre/ripetere/combinare. I colori (che solitamente vengono usati per le campiture) qui diventano l'elemento principale e si alternano in varie composizioni. Il disegno è ispirato ai tessuti di Anni Albers.”

 

Studio Job

Lo stile del tatuaggio old school è parte integrante del lavoro del duo belga-olandese Studio Job, che di professione “sovverte i canoni del design”. Parlare dei loro tatuaggi richiederebbe un articolo a sé, ma sicuramente lo stile è quel mix tra cartoon, barocco e immaginario popolare che li ha resi famosi nel mondo e che rende i loro progetti immediatamente riconoscibili.

“Per quanto ne sappiamo in questo momento tre persone al mondo hanno un tatuaggio di Studio Job; se ci sono altri, ci farebbe piacere saperlo. Per il Natale 2016 Nynke ha disegnato un tattoo elaborando un'iconografia tratta dal nostro prezioso archivio di immagini” spiega Job Smeets.

Foto: Davide Cerati

Elena Salmistraro

Anche con Elena Salmistraro tatuaggio e progetto si intrecciano: sulla pelle è impresso lo stesso immaginario fantastico e il disegno accurato dei suoi oggetti, in cui non rinuncia mai alla vena grafica giocando con incisioni e rilievi, tra la scultura e la produzione industriale (leggi anche → Il fascino nella natura tradotto in ceramica). “I tatuaggi sono una delle mie grandi passioni, adoro l’idea di poter fissare sulla pelle dei ricordi, dei simboli, arricchire il corpo con quello che ritengo sia vera e propria arte.

Ricordo ancora il mio primo tatuaggio, le stelline sul piede: ero troppo piccola e, senza il consenso dei miei genitori, nessun tatuatore voleva accontentarmi, così decisi di andare a comprare tutto il necessario, dalla macchinetta agli inchiostri e fare da sola. Ovviamente il soggetto fu dettato dalla situazione, dovevo scegliere qualcosa di semplice e di impatto, quindi le stelle. Dopo quella volta le mie esperienze da tatuatrice non sono state molte e soprattutto non sono degne di menzione, a parte il piccolo asso di picche sul braccio di mio marito, ma conservo ancora con affetto tutta l’attrezzatura.

Il secondo tatuaggio è stata la scritta Alla sul polso, è il mio soprannome, il nome con cui mi conoscono e mi chiamano tutti quelli che mi hanno conosciuto negli anni del liceo e dell’università. 

Lo stesso giorno feci anche i fiori di ciliegio in puro stile orientale (sakura) sulla spalla. Ero ancora molto giovane e forse la scelta è stata dettata dalla moda e dal gusto del momento, non so se oggi li rifarei uguali ma di sicuro non mi pento di averli fatti, perché come dicevo prima ogni tatuaggio oltre a fissare l’inchiostro sulla pelle, blocca un ricordo, un momento a cui siamo legati. Oggi, con il senno di poi e cosciente del vero significato di questo tipo di fiori, quindi la precarietà della vita e delle cose, mi piace credere che siano il simbolo della mia rinascita, del passaggio dalla giovinezza alla maturità, della mutazione da Alla ad Elena.

La pin-up e lo scettro invece sono arrivati più tardi, con un po’ più di consapevolezza; di sicuro era oramai chiaro per me il concetto che ogni tatuatore è un artista e come tale va rispettato, quindi ho voluto che il soggetto e lo stile fossero concepiti a quattro mani, senza snaturare né le mie richieste né l’arte della tatuatrice, in quel caso anche mia cara amica. 

Avevo voglia di tatuarmi una pin-up, simbolo di femminilità e ribellione allo stesso tempo; Cecilia Granata è stata bravissima nel capire cosa avessi in mente e nel riportarlo prima su carta e poi su pelle, ha anche inserito la scritta “Stay Gold” sotto, una sorta di raccomandazione nei miei confronti a cui sono molto legata.

Lo scettro è invece un sogno che avevo da bambina, ho sempre fantasticato davanti alla tv di avere una bacchetta magica come le mie eroine dei cartoni animati, ed anche in questo caso devo ammettere che Cecilia è riuscita ad esaudire i miei desideri.

Il disegno che vi regalo è nato come un tatuaggio per il petto di mio marito, ma lui cambia idea molto velocemente e non è mai stato realizzato. Quello originale raffigurava un uomo con un copricapo tigre, una sorta di capo tribù ma anche un improbabile lottatore di wrestling. In questo caso ho voluto rendere il soggetto più femminile e di conseguenza anche la forma, il capo tribù è diventato una regina guerriera, perfetta per la spalla o se proprio vogliamo essere estremi anche per il petto. 

Il significato che gli attribuisco è molto semplice, credo che nella vita per essere “regine” bisogna imparare ad essere “donne”, ma anche “guerriere”.


di Carlotta Marelli / 24 Agosto 2017

CORNER

Design collection

[Design]

Un bagno dall'anima ricercata

Arredi pensati per un ambiente intimo e di carattere

bagni di design

[Design]

A piedi nudi nel parco

I sandali Pébiott, ideali per riscoprire la camminata “primitiva”

moda e design

[Design]

Black Friday di design

5 siti di design dove fare acquisti all'insegna della convenienza

Oggetti di design

[Design]

A tavola con India Mahdavi

La designer firma per Monoprix una collezione dal sapore etnico

accessori di design

[Design]

Il futuro del design è a Dubai

Global Grad Show: 200 progetti per rendere il mondo un posto migliore

mostre

[Design]

5 icone di colore rosso

A Natale la zona living si tinge di rosso

Oggetti di design

[Design]

Tra Sol Le Witt e l'architettura

Rem Koolhaas e Francesco Stocchi rileggono a Milano la sua opera

mostre

[Design]

Arriva la Barbie con l'hijab

La bambola dedicata a Ibtihaj Muhammad,

Costume

[Design]

Design a Thanksgiving

Studio Milo firma la mise en place per il Giorno del Ringraziamento

accessori di design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web