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Perché Tesla Motors è la compagnia più innovativa secondo Forbes?

Una commistione rara di design, avanguardia tecnologica ed effettiva praticità rende uniche le sue automobili elettriche di lusso

tesla-motors-forbes
courtesy Tesla Motors

Non basta una carburazione alternativa alla benzina a fare di tutte le auto un fascio: veicoli elettrici, ibridi, ibridi plug-in, di fascia alta o intermedia, nonostante siano spesso radunati sotto la bandiera comune delle automobili ecologiche, appartengono a settori di mercato differenti, con altrettanto differenti tendenze di crescita.

In questo campo, Tesla Motors costituisce un’eccezione a se stante giacché non solo domina la fetta di mercato delle auto elettriche di lusso orientate verso un’utenza di massa, ma ne è stata praticamente la creatrice. E finora anche l’unico esponente.

A partire dai primi modelli di Tesla Roadster fino ai prototipi di Model 3, che al momento vanta un prezzo di listino ben più abbordabile delle precedenti Model S e Model X, l’azienda americana ha quindi dovuto provvedere non solo alla progettazione e costruzione delle auto, ma anche delle infrastrutture necessarie al funzionamento delle medesime, come ad esempio reti di compressori e stazioni di servizio e di sostituzione delle batterie.

Proprio per questa ragione, neppure adesso che il prezzo contenuto della Model 3 – $35.000 dollari di listino, esclusi dazi doganali e dotazioni accessorie – potrebbe avvicinarla ai primi apparenti competitors, come Renault Zoe, Chevrolet Bolt o Nissan Leaf, Tesla Motors rimane l’unica e sola nel segmento di mercato che si è disegnata: una commistione rara di design, avanguardia tecnologica ed effettiva praticità, che non è mai nemmeno dovuta passare per il compromesso dell’ibrido ma ha sempre dichiarato, e dimostrato nei fatti, la propria vocazione all’ecologia.

Elon Musk, il geniale co-fondatore nonché CEO di Tesla Motors – oltre che di PayPal, Space X e presidente di Solar City –, sta lavorando proprio per mettere in pratica la sua personale idea di “futuro integrato”, un ideale del tutto ecosostenibile fatto di tegole fotovoltaiche e powerwall, ovvero le batterie che accumulano l’energia in eccesso in modo da svincolarsi definitivamente dalla rete elettrica, automobili elettriche dalle altissime prestazioni e magari la colonizzazione di Marte. 

Non stupisce che Forbes abbia recentemente eletto Tesla Motors come compagnia più innovativa del 2016: Model 3, la più compatta dei modelli Tesla, è stata presentata lo scorso aprile e nel giro di ventiquattr’ore ci sono stati più di 115.000 ordini e code davanti ai concessionari. Oltre 400.000 prenotazioni ad oggi – previo bonifico di €1000 – per un’automobile che non sarà in produzione prima di un anno e probabilmente in consegna per il 2018, ma che promette 345 km di autonomia, la compatibilità con tutte le stazioni Supercharger Tesla (tra l’altro, con tempistiche di ricarica risibili rispetto alla media delle auto elettriche, cioè circa 20 minuti per ripristinare il 50% della capacità della batteria, e del tutto gratuitamente), un’accelerazione da 0-100 in 6 secondi, l’updating costante tramite rete wireless e un sistema di autopilot avanguardistico.

È evidente che i veri concorrenti di Tesla, semmai al momento ce ne fossero, non potrebbero certo essere altri veicoli elettrici ma tutt’al più automobili ICE, cioè a combustione interna, ma di fascia alta, come BMW X4 o Audi A6: è a questa case automobilistiche che la compagnia della Silicon Valley può avere casomai strappato clienti, quanto meno tra quelli più attenti alle questioni ambientali e alle innovazioni sfrenate, non certo alla Nissan, nonostante quest’ultima abbia basato una campagna pubblicitaria sull’assunto che non occorre aspettare tanto a lungo per un’auto elettrica quando già esiste la Leaf.

Già la Model S infatti, una splendida berlina sportiva uscita nel 2013, aveva superato la Mercedes Benz Classe S, la BMW Serie 7 e praticamente ogni altra berlina di lusso, guadagnandosi la menzione come macchina dell’anno su Motor Trend.

D’altro canto è comprensibile che per le altre compagnie automobilistiche il settore dei veicoli elettrici sia ancora al livello sperimentale, o poco più: si tratta di un segmento su cui gli acquirenti sono ancora scettici e in generale molto cauti, mentre la vendita delle ICE di fascia alta costituisce praticamente la parte più consistente dei profitti nonché quella che definisce la collocazione sul mercato, quindi ovviamente quella che si tende a privilegiare sulle altre.

Al contrario, Tesla propone le sue automobili di fascia alta in diversi segmenti del mercato, utilizzando i proventi per potenziare l’efficienza di produzione e distribuzione, al fine di abbattere il prezzo unitario ed espandere così la propria quota di mercato.

Un approccio completamente diverso che ha contribuito a fare della compagnia americana l’eccezione rivoluzionaria che è, paragonabile forse soltanto alla scommessa di Ford oltre un secolo fa. Lo stesso Musk ricorda divertito che anche a Henry Ford, quando iniziò a progettare automobili resistenti e alla portata di tutti, veniva spesso rivolta l’obiezione “Nah, ma cosa c’è che non va nei cavalli?”

www.tesla.com

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di Lia Morreale / 14 Novembre 2016

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