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Tessuti social oriented, quando il design sposa l'impegno sociale

Dalla Spagna alla Romania, passando per la Sardegna, ecco i nomi di tre aziende che mescolano design e attivismo sociale.

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Un artigiano della Tisca, nello stabilimento di Cisnadie, in Romania - courtesy Tisca

Mentre l’industria tessile è sotto accusa a livello globale per le sue pratiche produttive discutibili, abbiamo deciso di puntare i riflettori su tre imprese europee virtuose che - dalla Sardegna alla Spagna, fino alla Romania - fanno piccoli gesti significativi per sostenere positivamente le comunità in cui operano. Che sia attraverso la riscoperta di tecniche antiche o tramite il coinvolgimento di minoranze e persone svantaggiate, tutte e tre condividono lo stesso desiderio di mescolare design e attivismo sociale.

Leggi anche → Gretchen Bellinger, "Un tessuto è come un filo di perle"

Dettaglio di una bobina di lana - courtesy TISCA

 

 

Tisca Rugs - Romania
Con il grande cambiamento dei mercati degli anni ottanta - momento in cui la delocalizzazione è diventata pratica comune anche per piccole e medie imprese - l’austriaca Tisca si è vista costretta a ripensare completamente la propria identità per rimanere competitiva. Vent'anni fa la compagnia ha spostato interamente la propria produzione di tappeti di lana in Romania - un paese che aveva quasi completamente perso il suo legame con la tradizione tessile - alla ricerca di politiche salariali favorevoli e di manodopera qualificata.

Se c’è una cosa di cui Walter Aigner - managing partner di Tisca - è assolutamente sicuro è che “bisogna vedere l’intera produzione con i propri occhi per capire come lavoriamo.” Ecco perché la compagnia invita regolarmente giovani designer a visitare il sito produttivo a Cisnadie, in Transilvania, prima di cominciare una collaborazione. Questa politica è inoltre utile a sfatare tanti miti legati alla Romania, che nella mente dei più è rimasto il paese in cui compagnie sull’orlo della bancarotta si sono rifugiate semplicemente alla ricerca di manodopera a basso costo.

Due interni con tappeti Tisca tessuti a mano - courtesy TISCA

Convinzione che Aigner sembra intenzionato a cambiare attraverso progetti socialmente impegnati e profondamente radicati nel difficile contesto culturale rumeno. Sotto il suo impulso, parallelamente alla linea produttiva principale - circa 150 lavoratori che si occupano di realizzare tappeti in stile nordico seguendo antichi metodi di tessitura - nel 2014 la compagnia ha infatti allestito un piccolo laboratorio in un villaggio rom a pochi chilometri da Cisnadie. L’edificio - dotato di quattro telai a mano - offre ad alcune donne locali di etnia rom un posto di lavoro e un reddito regolare - nel tentativo di spezzare il circolo vizioso della povertà, ma anche di combattere i pregiudizi che circondano questa comunità a livello nazionale e internazionale.

Il tappeto Olbia, prodotto da mani esperte a Cisnadie, in Romania - courtesy TISCA 

 

Teixidors - Spagna
Aiutare le persone a rischio di esclusione - dando loro l'opportunità di essere indipendenti economicamente e di evolvere all'interno di un ambiente di lavoro stimolante - non era un concetto molto diffuso in Spagna nel 1983. “Ecco perché ai tempi l'impegno sociale di Teixidors è sembrato una piccola rivoluzione”, spiega Sofia Agerberth, export manager dell'azienda.

Le mani degli artigiani al lavoro - courtesy Teixidors

 

Ai due fondatori - la coppia Juan Ruiz e Marta Ribas (che in quegli anni lavorava come psichiatra per persone con disturbi mentali) - sono servite lunghe ricerche prima di scoprire che la tessitura era già utilizzata a scopi terapeutici nei paesi del Nord Europa. Scoperta che li ha convinti ad aprire un piccolo workshop a Terrassa (Catalonia, Spagna) - uno dei centri della produzione tessile in Spagna. “L’avventura di Teixidors è cominciata con 5 persone a cui è stato insegnato a tessere”, sottolinea Agerberth e “anche i telai venivano fatti in-house perché questa specifica tipologia non era disponibile in Spagna ai tempi”.

At Teixidors, ogni prodotto viene ordito, fiato, tessuto, controllato, lavato, stirato e avvolto a mano - courtesy Teixidors

Nonostante la crescita della compagnia, i prodotti Teixidors continuano a farsi portavoce del valore di un lavoro artigianale lungo e paziente. “Ogni prodotto viene ordito, fiato, tessuto, controllato, lavato, stirato e avvolto a mano”, evidenzia Agerberth, “quindi fino a quando non lo vedi con i tuoi occhi è molto difficile capire l’intero processo e la quantità di lavoro necessaria. Ogni pezzo porta con sé l'impronta del suo tessitore.”

Jazz Fussion: una collezione di plaid fatti a mano in cashmere - courtesy Teixidors

Casa Lussu - Sardegna, Italia
Presso Casa Lussu ad Armungia (in Sardegna), l’impronta del tessitore è invece osservata in prospettiva geografica e storica. Una filosofia basata sul principio che le tecniche di tessitura tradizionali sono profondamente legate al paesaggio culturale - dall’economia locale al paesaggio naturale - nel quale evolvono. In qualità di sostenitori della pratica della tessitura come prezioso patrimonio culturale immateriale, Barbara Cardia e Tommaso Lussu - assieme a Giovanna Serri, nonna di Barbara e tessitrice di talento - hanno studiato e promosso attivamente questa forma di artigianato fin dalla fondazione dell’associazione culturale Casa Lussu nel 2014.

Tappeto con pattern tradizionale di Armungia - courtesy Casa Lussu

A partire dalla produzione di tessuti e tappeti ispirati alle tecniche di tessitura storiche di Armungia - conosciute come priali e pappus - l'organizzazione propone regolarmente laboratori per contribuire alla sensibilizzazione circa l'importanza della conservazione e della protezione delle pratiche tradizionali. Tuttavia, spesso la protezione del patrimonio culturale immateriale si traduce con la fossilizzazione in pratiche immutabili, quando l’obiettivo dovrebbe essere quello di farlo evolvere al passo con i tempi. Un rischio che Casa Lussu sfida attivamente "rivisitando il passato in chiave contemporanea", invece di replicare vecchi schemi tradizionali, come sottolinea Cardia.

A sinistra: Giovanna Serri, la "memoria artigianale" di Armungia; a destra: una relle realizzazioni di Casa Lussu - courtesy Casa Lussu

“La comunità che sta crescendo intorno a Casa Lussu è composta da persone che apprezzano l'importanza del patrimonio culturale e vogliono - nel quadro dell'azione pubblica - sostenere e trasmettere [questo know-how] alle generazioni future”, conclude. Perché l’artigianato è uno strumento fondamentale per dare voce e forza alle persone ed è essenziale per creare un dialogo positivo tra passato, presente e futuro.

www.tisca.at

www.teixidors.com

www.casalussu.org 


di Laura Drouet & Olivier Lacrouts / 5 Dicembre 2017

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