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Questa università svizzera è molto più che una scuola di design

Insegnanti importanti, laboratori super forniti, tirocini post-diploma con aziende che contano e rette più basse di quanto si potrebbe pensare: benvenuti all'Écal

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Alcuni alunni della scuola Écal in Svizzera durante una lezione

C'è una scuola in Svizzera dove si può studiare design, grafica, arte, ma anche cinema, fotografia, scultura. E magari scegliere di diventare poi un video-maker, uno stilista di accessori di moda, un product designer, o perché no, uno stampatore in grado di usare sia la stampante 3D che un vecchio torchio dell'800.

 Tutto questo, e in realtà molto altro ancora, lo si può apprendere all'Écal, l'École Cantonale d'Art de Lausanne. Tra le scuole di design più prestigiose, l'università svizzera di arte e design negli anni si è guadagnata un'ottima reputazione per l'ampia varietà delle materie proposte e soprattutto per gli ottimi contatti che ha con tantissime aziende attive in tutti i settori delle arti applicate. Che tradotto in termini pratici significa: essere in grado di fornire periodi di tirocinio post diploma per i propri studenti all'interno dei reparti creativi di importanti gruppi.

E i nomi sono quelli che contano: da Alessi, Baccarat, BMW Group, Camper, Cassina, Christofle, e15, alla Galerie kreo, Hansgrohe Axor, Hermès, Hublot, IKEA, Luceplan, Nestlé, Nespresso, Punkt., Swiss International Air Lines, USM, Vacheron Constantin, Vitra e molti altri.

Tutto questo è sicuramente da attribuire all'energia del suo ex direttore Pierre Keller, che ha saputo circondarsi di insegnanti di alto livello, instaurando alleanze con istituzioni nel mondo, quali le scuole di Helsinki e di Eindhoven. E grazie anche all'entusiasmo del suo nuovo direttore: Alexis Georgacopoulos, classe 1976 ed ex studente proprio dell'Écal, prima di diventarne docente.

Ma oltre ai contatti con le aziende, cosa offre di così speciale questa scuola? "Abbiamo laboratori forniti di tutti i materiali necessari per studiare ogni materia artistica possibile", ci racconta il giovane direttore, "scegliendo dalla falegnameria alla tipografia, passando per i set fotografici ai programmi di montaggio video più sofisticati". Altro fiore all'occhiello è senza dubbio la lista dei nomi dei tutors che seguono gli studenti dei corsi di industrial & product design.

"Sono orgoglioso di poter citare Michael Anastassiades, Ronan & Erwan Bouroullec, Pierre Charpin, Albert Meda, Jaime Hayon, Pauline Deltour, Nathalie Du Pasquier, Bethan Laura Wood, Studio Formafantasma, Francesca Sarti". E se a tutto questo poi si aggiunge che tanti allievi, usciti da questa scuola, hanno vinto molti prestigiosi premi un po' in tutto il mondo, appare chiaro perché ogni anno la scuola riceve sempre più candidature per essere ammessi ai suoi corsi.

Il requisito per essere selezionati? "Scegliamo in base all'idea di un progetto che lo studente vorrebbe realizzare se venisse ammesso alla scuola. Quindi non conta come ti chiami o che titoli di studio precedenti hai: qui da noi la cosa che importa è la forza delle idee. Di quelle davvero innovative e geniali".

Ultimo dettaglio, che poi non è da trascurare, sono le tasse di iscrizione: più basse di una qualsiasi università privata italiana.


di Maria Chiara Antonini / 29 Gennaio 2018

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