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Elle Decor Italia

Il vaso di design di Matteo Agati, dal progetto alla produzione

Si ispira a Jasper Morrison il vincitore del contest lanciato Elle Decor Italia e dal network TID-The Interior Design con l'Istituto Marangoni

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Il giovane designer Matteo Agati circondato dai suo vasi in mostra allo showroom TID – The Interior Design di Baranzate, a pochi chilometri da Milano. Foto © Filippo Messina

Vi avevamo già parlato dei vasi di design progettati dagli studenti dell'Italian Product Design Master dell'Istituto Marangoni sotto la guida di Lorenzo Palmeri docente del corso di Design Development. Il concorso lanciato da Elle Decor Italia e dal network TID-The Interior Design ha offerto al vincitore Matteo Agati la possibilità di realizzare il suo Me2Vases (leggi anche → Gli studenti dell'Istituto Marangoni progettano 5 vasi di design).

Tutte le foto: © Filippo Messina

Lo abbiamo incontrato durante la serata M.A.D. Zone allo spazio TID di Baranzate e ci siamo fatti raccontare il suo progetto, ma anche l'esperienza di un giovane designer che si affaccia al mondo della produzione.

Ci racconti il tuo progetto?
Il progetto consisteva nel progettare una famiglia di vasi considerati come archetipo della società: il vaso è un prodotto da sempre presente in un'abitazione, che si modifica in base alle società e al tempo storico, usato per fini decorativi ma anche funzionali. Noi siamo partiti dalle nostre Origini. Per me – figlio di madre svizzera-tedesca e di padre siciliano – queste origini erano contrastanti. Il vaso riprende questo contrasto dividendosi in due parti, ciascuna delle quali rifletta la cultura d'origine di uno dei miei genitori. La parte siciliana in pietro lavica, dalle forme tondeggiante, rimanda a una cultura calda e accogliente, legata alla natura. Quella in legno rimanda invece alla cultura architettonica della Svizzera tedesca, con le scandole e le travi a vista, e assume una forma più rigida. Nonostante le due parti siano cosi diverse si uniscono per dare al vaso una forma armonica.

Hai avuto difficoltà nel passare dalla fase progettuale a quella produttiva?
TID ha seguito tutta la parte produttiva, con il mio supporto per quanto ha riguardato la gestione dei file e dei materiali. A differenza di quanto immaginassi, la parte più complessa si è rivelata essere quella in legno: abbiamo dovuto risolvere gli aspetti del foro e degli spessori senza compromettere né la funzionalità né l'aspetto estetico del vaso, mantenendoci entro certi livelli di costo.

É la prima volta che segui un progetto fino alla fase di realizzazione?
No, ho realizzato una seduta per Cappellini, di cui è stato prodotto un prototipo presentato durante l'ultimo Salone del Mobile di Milano. Era il progetto vincitore del concorso che mi ha permesso di frequentare l'Italian Product design Master dell'Istituto Marangoni.

Cosa hai imparato durante questo Master?
Arrivando da un corso di laurea in Design Engineering (del Politecnico di Milano) sono arrivato alla Marangoni con una formazione estremamente tecnica. Spesso invece si pensa al design come mera estetica, mentre si tratta di una disciplina eclettica e multidisciplinare, che tocca anche temi come la tecnologia, la funzionalità, la ricerca dei materiali. Questo Master mi ha fatto riscoprire l'aspetto estetico e decorativo del design e mi ha aiutato a integrare i due aspetti. Nello specifico, nella progettazione di questo vaso ho avuto modo di affrontare gli aspetti estetici e concettuali ( un vaso, dopotutto, è un oggetto decorativo) e di coniugarli con quelli più tecnici della fase di produzione.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Mi piacerebbe fare un'esperienza all'esterno per scoprire culture e metodi progettuali diversi. Allo stesso tempo non voglio rinunciare per partito preso al sogno di lavorare in Italia...come nel vaso, il contrasto è il fil rouge di tutto quello che faccio!

Un designer-ispirazione?
Sicuramente Jasper Morrison con la sua ricerca della normalità e dell'essenzialità

E l'oggetto che sogni di progettare?
Sogno di progettare!

www.theinteriordesign.it


di Carlotta Marelli / 20 Giugno 2016

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