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Indie si nasce: ecco i vestiti per bambini di Antoine Peters che li trasformano in opere d'arte

Minimalismo nordeuropeo in chiave fun e oversize nella capsule collection di Kidcase

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Uno dei mini vestiti della capsule collection di Kidcase firmata Antoine Peters

Nel mondo di Antoine Peters, l’arte, il design e la moda convivono secondo le logiche di un equilibrio che di giorno in giorno ridefinisce se stesso, anche quando si tratta di vestiti per bambini. In quello di Kidcase, brand di abbigliamento bambini nato nel 2000, indie per autodefinizione, il continuo evolversi del lifestyle contemporaneo, traccia le linee guida di ogni collezione.

Dal loro incontro ha preso forma una spring/summer capsule collection composta da 28 pezzi pensata per trasferire la gioia della paternità (che Peters ha da poco sperimentato con la nascita di suo figlio Alf), nelle forme di un abbigliamento da bambini pieno di allegria; il tutto sotto il filtro del minimalismo nordeuropeo.

La capsule, che veste bambini e bambine da zero a otto anni, è composta da felpe, cardigan, tute, jogger, t-shirt, calzini e pantaloncini per il mare, tutti in due varianti; ciò che la rende unica nel suo genere sono i tagli e le stampe.

Le simmetrie destrutturate, spesso oversize, tratto tra i più significativi nello stile dell’irriverente ideatore del progetto “A Sweater for the World”, trasferite sulle proporzioni baby, conferiscono ai capi una maggiore vestibilità, che a differenza di quanto accade per gli adulti, agevolano il movimento e rendono più libero il bambino.

Le stampe sembrano nate da una fusione tra il linguaggio pittorico di Giuseppe Capogrossi, con i suoi bianchi e neri in movimento nello spazio, e quello del colore pieno e geometrico di Mondrian. Ciò che rende veramente divertente la collezione è creare total look ad hoc che trasformano i più piccoli in opere d’arte in movimento.

www.kidscase.com

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di Manuele Menconi / 26 Maggio 2017

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