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Colore e magia per le vetrine di Hermès nel Mall of the Emirates a Dubai

Un'installazione artistica in carta colorata accende l'attenzione sulle vetrine di Hermès

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Un particolare del mondo incantato delle nuove vetrine di Hemès nel Mall of the Emirates a Dubai

Un bosco incantato attrae l'attenzione nelle vetrine di Hermès nel mezzo della Mall of the Emirates di Dubai.

È proprio qui che il misterioso popolo della foresta si è insediato in altrettante magiche case colorate in carta ad opera del duo francese Zim & Zou che, grazie alla loro sorprendete capacità di tagliare, pressare, piegare e modellare questo materiale bidimensionale, ha potuto installare un favoloso sogno in 3D.

I designer, basati a Nancy, hanno saputo ricreare una vita botanica dal sapore poetico che loro stessi definiscono «un mondo visto al microscopio dove il regno vegetale la fa da padrone, una sorta di quadro, un flash, un istante preciso in corsa sfrenata nella natura» e aggiungono «la vita è ovunque intorno a noi: i fiori crescono e il misterioso popolo che vive tra loro si evolve. Noi portiamo nel quotidiano un frammento del desiderio di vivere proprio nel cuore della natura».

Le due vetrine di papercraft, nate per l'apertura del nuovo negozio Hermès a Dubai, sono state battezzate Forest Folks, e sono l’ultimo progetto, in ordine di tempo, dei due giovani artisti. Coerenti con il loro stile poetico e fiabesco i due designer francesi, al secolo Lucie Thomas e Thibault Zimmermann, hanno messo in scena un’insolita scenografia onirica dove il sapore folk si unisce ad uno stile pod dai colori sgargianti.

Zim & Zou, con una formazione in graphic design, hanno fatto del paper cut una vera e propria arte: la carta coloratissima viene tagliata, modellata e assemblata con varie tecniche con il fine di assemblare volumi tridimensionali. Sono gli stessi designer che spiegano così la scelta di questo materiale per le loro istallazioni: «La carta è molto versatile, ha una gamma potenzialmente infinita di colori e texture uniche. E soprattutto può arricchire qualunque installazione di poesia effimera».

www.zimandzou.fr
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di Paola Testoni / 21 Febbraio 2017

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