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Weekend in Toscana in sella a una gravel bike, l'ultimo trend dagli USA

Itinerario di primavera con lo zaino in spalla tra sterrati e strade bianche, insieme agli “esploratori” del club XPDTN3

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Marc Gasch

Il paesaggio caratteristico della Toscana lungo le sue strade bianche, in sella a una gravel bike Exploro 3T

Un weekend in Toscana all'insegna dell’ultima tendenza in fatto di bicicletta. Le gravel, dall’inglese ghiaia, sono le due ruote progettate per affrontare lunghe avventure su sterrati e strade bianche, con un assetto più confortevole e meno estremo di un modello da corsa o di una mountain bike.

Tutte le foto: Marc Gasch

La ‘moda’ viene dagli Stati Uniti, ma la gravel bike o bike adventure ha seguaci ovunque perché in sella a una bici così si arriva in qualunque luogo, percorrendo movimentati sentieri fuoristrada o tranquilli tratti d’asfalto. Pronti a ‘esplorare il mondo’ con uno zaino in spalla? Ecco cosa fare il prossimo fine settimana di primavera: un itinerario gravel di due giorni fra i paesaggi mozzafiato della Toscana.

A guidarci, sentiero per sentiero, sono gli ‘esploratori’ del club XPDTN3, un gruppo di biker composto da ex ciclisti professionisti, sportivi, fotografi e film maker, entusiasti di condividere sul web i percorsi (compresi video, tracciati Gps e dettagli tecnici!) e le esperienze di viaggio en plein air, nei luoghi sorprendenti che hanno visitato. Ogni destinazione è vissuta nel tempo di un weekend, macinando chilometri su bici ad alte prestazioni a marchio 3T. Exploro, vincitrice dell’IF Design Award 2017 nella categoria prodotto, è il telaio per l’attività gravel aerodinamico, in fibra di carbonio - testato nella galleria del vento a basse velocità di San Diego in California - che consente di risparmiare watt di energia, più che apprezzabile nei lunghi tragitti. Equipaggiato con pneumatici larghi per affrontare i terreni misti, Exploro fa da apripista sulle strade bianche fra le più belle d’Italia.

Il percorso ad anello, Artimino-Volterra-Artimino di circa 200 chilometri in due giorni, prevede di non ripetere mai la stessa pista e tocca le città di Volterra e Firenze,due soste ‘strategiche’ che aggiungono un tocco di turismo culturale al gravel tour.

Il diario di bordo parte da Artimino (www.artimino.com, si segnala la Villa Medicea nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco), in provincia di Prato, e annota, dopo una discesa abbastanza tecnica, un tratto pianeggiante che costeggia il fiume Arno per arrivare a Montelupo Fiorentino. Strade sterrate attraversano quadri di paesaggio indimenticabili, un po’ di asfalto, una pausa-caffè a Castelfiorentino e poi su e giù fino in prossimità di Volterra. Una salita molto impegnativa conduce in cima alla collina dove sorge la città medievale che, però, sa ripagare la fatica con la sua bellezza (di origine etrusca, Volterra, conserva uno splendido centro storico che merita sicuramente una visita).

Una notte fra le mura antiche e sveglia presto per percorrere i rimanenti 120 chilometri. I primi 3-4 sono in discesa, per fortuna, poi ricomincia lo sterrato che si inerpica in salita per un lungo tratto. A risollevare lo spirito è la vista: filari di cipressi lungo i bordi della strada bianca e tutto intorno le morbide colline con oliveti e vigne, o ancora i torrioni di castelli e borghi antichi. Verso metà strada, a Montespertoli, è tempo di una sosta per rinfrancarsi un po’ e dopo via, ancora una trentina di chilometri per entrare in Firenze.

Se è stata rispettata la tabella di marcia, possiamo permetterci un giro lungo Ponte Vecchio o nel centro, schivando la folla dei turisti. Si esce dalla città, in direzione della destinazione finale costeggiando l’Arno e percorrendo un tratto di strada bianca pianeggiante prima dell’ultima salita, e fatica, che richiude l’anello alla meta: Artimino.

(La mappa e i tracciati Gps sono scaricabili dal sito del club XPDTN3).

www.3tcycling.com

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di Silvia Airoldi / 29 Aprile 2017

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