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A Milano il futuro del design con la XXI Triennale

Un grande viaggio tra architetture rivoluzionarie, progetti provocatori, elogi della manualità, radicali visioni di interior, icone del design e innovative idee dal mondo

Milano alza finalmente il sipario sulla XXI Esposizione Internazionale della Triennale. La manifestazione, dopo un’attesa durata vent’anni, ritorna per trasformare la città in un suggestivo palcoscenico affacciato sulle differenti anime del design e sulle nuove forme di intendere l’arte della progettazione.

Fino al 12 settembre, un universo di oltre 22.000 metri quadrati che interesserà 19 sedi e affonderà le proprie radici in più di 40 culture e modi di vivere differenti.
La Triennale, cuore pulsante della manifestazione, si presenta al pubblico con un allestimento ad hoc per l’occasione. Al suo interno, la nona edizione del Triennale Design Museum, dedicata alle influenze femminili nel design italiano, e tanti altri focus. Mostre come Neo Preistoria, un viaggio in 100 strumenti dall’alba dei tempi al prossimo futuro, o la Metropoli Multietnica, un confronto tra identità locali e cultura globale. Il mondo dell’interior sarà protagonista di Stanze, 11 espressioni radicali della personale filosofia dell’abitare di progettisti come Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Umberto Riva e tanti altri. A completare il tutto, esempi di preziosa manualità, visioni da Oriente, volti possibili della Londra futura e designer emergenti.

Tra le molte opportunità offerte da questa XXI Esposizione Internazionale, anche la possibilità di scoprire i luoghi della Milano che sarà. Location come BASE, il nuovissimo hub cittadino della creatività, che accoglie un racconto della storia del design anglosassone e luminose idee di lighting designer del Regno Unito, un’immersione nell’evoluzione della cucina attraverso 333 anni di idee Gaggenau e nuove intuizioni da Cina, Israele e dalla capitale francese del design, Saint-Étienne. Il giovanissimo Mudec ospita, invece, la mostra Sempering, ispirata alla filosofia di Gottfried Semper e ai prodotti nati da otto semplici azioni in grado di lasciare un segno sulla materia. Nell’area di Expo trova spazio City After The City, che racconta nuove città possibili al di là dei convenzionali modelli urbani.

L’Hangar Bicocca e la Fabbrica del Vapore portano il loro sguardo sempre rivolto al futuro. L’Hangar ospita Architecture as Art, un originale mondo a sé dove arte e architettura si contaminano a vicenda. Alla Fabbrica andrà in scena New Craft, focus sul digital manufacturing e sulle nuove prospettive ad esso legate. Accanto a questo, idee da tutto il mondo e architetture monumentali legate all’Avanguardia Sovietica.

In questa caleidoscopica esplorazione del Design After Design anche i luoghi simbolo di Milano fanno la loro parte. Il Grattacielo Pirelli si racconta a sessant’anni dalla posa della prima pietra, mentre la Villa Reale di Monza fa da cornice a una selezione di 200 pezzi iconici del design italiano e a una mostra-omaggio che ricorda la stagione delle Biennali monzesi.

Infine i musei e le università. Lo Iulm celebra una delle più contemporanee forme di design, ovvero il mondo dei videogiochi. Il Museo della Scienza e della Tecnologia accoglie la mostra Confluence, con il suo programma di attività Fai da Tech, e un viaggio attorno al mondo, attraverso Asia, Europa e Africa. Dalla pratica della meditazione alla lotta alla gravità, progetti funzionali che rispecchiano abitudini di vita differenti. Al Politecnico di Milano va in scena, invece, una riflessione sulla progettazione dei campus universitari, veri laboratori di coesistenza e interessanti modelli urbani in miniatura. Il Palazzo della Permanente analizza il valore dell’approssimazione, attraverso opere e oggetti della quotidianità da Marcel Duchamp a Renzo Piano, e ospita le visioni di Bosnia, Iran, Messico, Polonia e Angola.

A chiudere il cerchio, il Museo Diocesano con la mostra Design Behind Design e numerosi focus dal mondo, l’Università Statale con la Casetta del Viandante progettata da Marco Ferreri, l’Accademia di Brera con le idee di designer e architetti over 35, e il MuFoCo con l’indagine sulle forme del quotidiano firmata dal fotografo Patrick Tosani.

www.21triennale.org

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di Francesco Marchesi / 5 Aprile 2016

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