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Elle Decor Italia

Baxter: manodopera di qualità tra tradizione e nuovi stimoli

L'azienda si racconta attraverso cinque pezzi di design presentati dal CEO Paolo Bestetti

L'artigianalità come valore da coltivare. Secondo questo principio Baxter, azienda storica appartenente al sistema Brianza, area lombarda da sempre specializzata in manodopera di qualità, ha fatto della componente manuale il suo fiore all'occhiello, elemento distintivo nella produzione di imbottiti, poltrone, letti, accessori. Tanti e celebri, i designer legati alla storia del Gruppo, da Matteo Thun a Paola Navone. A darci la sua visione in merito agli ultimi venticinque anni di design è Paolo Bestetti, Ceo dell'azienda.

Com'è cambiato il mondo del design negli ultimi 25 anni e quale è, oggi, la visione di Baxter?
Stiamo vivendo un momento particolare. Si sente un forte legame con il design del passato, una vera e propria onda di reflusso in cui si recuperano e rielaborano concetti. È sicuramente un esercizio curioso e stimolante. Al giorno d’oggi il design ha acquisito un carattere globale e ciò ci ha permesso di aprire i nostri orizzonti ma, allo stesso tempo, ha fatto venire a mancare quello spirito creativo e innovativo di un tempo.

Da dove nasce l’ispirazione per una nuova collezione?
Avere la possibilità di fare questo lavoro offre l’opportunità di viaggiare per il mondo, scoprire e conoscere culture diverse dalla nostra, cogliere dettagli e stimoli sempre nuovi. Ecco che così tutto il mondo diventa fonte di ispirazione che si riflette sui pezzi delle nostre collezioni. Quale modo migliore per ispirarsi? Nascono in questo modo i prodotti Baxter, identificati da elementi essenziali che diventano tratti riconoscibili e caratterizzanti. Penso che sia fondamentale essere sempre attenti e curiosi, cercando di avere buoni occhi per scoprire dettagli e sensazioni nuove e l’intelligenza per poi reinterpretarli in un modo del tutto inedito e personale.

Che valore ha, nel mondo dell’arredo in generale e di Baxter in particolare, il fatto a mano?
Sicuramente oggi il fatto a mano rappresenta un grandissimo valore aggiunto, da preservare, alimentare e custodire. Credo che questo valore trovi la sua massima espressione nel momento in cui il lavoro manuale prevale per precisione su quello della macchina, o quando si eseguono delle lavorazioni che le macchine stesse non riescono a realizzare. Deve essere un valore visibile e percepibile per essere apprezzato a pieno. Il senso del bello, la capacità di analizzare una pelle e di capire quali sono gli accostamenti migliori non possono in nessun modo essere sostituiti da una macchina. Parte della nostra ricerca e del nostro intento consiste, infatti, nel mantenere, rivalutare e soprattutto tramandare tutte quelle piccole sottigliezze e accuratezze che solo l’attività artigianale riesce a conservare. Abbiamo la fortuna di appartenere al sistema Brianza, dove la manodopera specializzata è sempre stata ed è ancora un punto di forza.

Quali sono i 5 pezzi di design più rappresentativi di Baxter e perché?
Uno dei simboli del cambiamento decisivo che ha marcato la storia di Baxter è senza dubbio il divano Alfred, soprattutto nella versione in cui la speciale tecnica di anticatura contraddistingue il suo aspetto per la sua unicità. Non si pensava più all’imbottito in maniera classica, ma ad un progetto con un’anima e con un vissuto da raccontare. L’inizio della collaborazione con Paola Navone segna poi il passaggio verso un design dalle linee contemporanee. Massima espressione ne è il divano Budapest, divenuto icona. Un divano che esprime l’impostazione formale del design, mantenendo la materialità tipica di Baxter. Non può mancare poi il passaggio che dal design ci ha condotto al mondo dei dettagli del tessuto attraverso il modello Housse, dove la pelle sembra vestire, in maniera tessile, il divano. Questo progetto suggerisce una metamorfosi del cuoio, che viene lavorato ed interpretato come un accessorio di moda. È però attraverso il divano Chester Moon che Baxter suggerisce una nuova interpretazione della lavorazione capitonnè che si estende all’intera struttura, trasformandolo in un’icona unica, esempio di qualità, design, artigianalità e unicità del prodotto. L’inizio della collaborazione con De Cotiis definisce, infine, l’aspetto museale del divano Tactile e sottolinea l’attenzione devota verso il dettaglio. La seduta e lo schienale diventano due elementi indipendenti che si sfiorano solo nei punti necessari per la stabilità.

www.baxter.it


di Marzia Nicolini / 12 Ottobre 2015

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