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Plastica & design: gli arredi senza tempo di Kartell. Da ieri a oggi

Dalla Sapper-Zanuso del '64 alla Bourgie di Ferruccio Laviani. Claudio Luti racconta l'azienda che ha rivoluzionato i modi di abitare

L'innovazione – spesso coraggiosa - fa parte del Dna di Kartell. Dal 1988 a capo dell'azienda, specializzata in product design a 360° dall'appeal ironico, è Claudio Luti. Avvalendosi della collaborazione di alcuni dei più prestigiosi progettisti internazionali del calibro di Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero LissoniPatricia Urquiola, Luti ha saputo rendere mobili e complementi d’arredo, firmati Kartell, vere e proprie icone del design contemporaneo. Una storia italiana che ha saputo sperimentare utilizzando e trasformando la materia plastica: a partire dalla celebre sedia per bambini Sapper-Zanuso del 1964 - la prima al mondo realizzata in questo materiale -, fino ad arrivare alla lampada Bourgie di Ferruccio Laviani diventata un must.

Come è cambiato il mondo del design negli ultimi 25 anni e qual è oggi il suo ruolo?
In questi venticinque anni è il mondo ad essere mutato e il design è sempre stato protagonista del cambiamento. Non solo ha assimilato input esterni sociali, economici e culturali, ma è stato precursore di nuovi modi di abitare. Oggi, molta dell’espressione creativa è permeata di design e il ruolo delle nostre imprese è trovare sempre nuovi progetti che siano al tempo stesso funzionali, di qualità e innovativi nell’estetica e nel processo industriale che li genera.

Kartell ha nobilitato la materia plastica rendendola forma espressiva. Quali sono le nuove frontiere di questo materiale?
Nella mission di Kartell c’è, da sempre, la volontà di sperimentare nuove soluzioni che offrano opportunità di utilizzare la plastica in modo innovativo e unico. Lo abbiamo fatto quindici anni fa quando abbiamo per primi lanciato la plastica trasparente. Oggi siamo in grado di lavorare sulla trasparenza in pesi e dimensioni che sono il frutto di continua ricerca tecnologica. Ma il mercato ci offre anche molte opportunità di nuovi materiali.

Qualche esempio?
L’ultima sedia presentata al Salone del Mobile e firmata da Piero Lissoni, Piuma. Realizzata con un polimero termoplastico complesso caricato con numerose fibre fra cui il carbonio che conferisce rigidità meccanica unita ad un’elevata leggerezza, ottenuta dopo due anni di intensa ricerca per implementare l’utilizzo di un’inedita miscela che proviene da settori completamente diversi dell’industria come l’automotive e l’aeronautica. Grazie a una sofisticata tecnologia di stampaggio a iniezione, pensata appositamente per questo materiale, siamo riusciti a portare la seduta a uno spessore di pochi millimetri, pur rendendola resistente e flessibile.

Cosa significa essere un brand internazionale che esporta in paesi con culture e gusti anche molto diversi?
Essere costantemente vicini al cliente, guardare e ascoltare. Portare l’identità del lifestyle Kartell contaminando ciascuna cultura e rispondendo ai diversi gusti, dai giapponesi ai russi fino agli indiani. Il tutto senza mai sacrificare il Dna del brand. Possediamo una collezione unica uguale in tutto il mondo e declinata per gli oltre 140 paesi nei quali sono presenti i nostri clienti e i nostri negozi. Il nostro impegno è quello di dare uniformità di immagine caratterizzando sempre il prodotto Kartell.

Stile, innovazione, ricerca, originalità, identità, ironia. In che ordine metterebbe queste parole?
Tutte coesistono sullo stesso livello ben miscelate e opportunamente calibrate nel rispetto dell’idea e, soprattutto, della qualità del prodotto.

Quali sono i 5 pezzi di design più rappresentativi di Kartell e perchè?
Partendo dal presupposto che dietro ogni prodotto Kartell si cela un’innovazione rilevante (tecnologica, formale, funzionale o materica) e che oggi a catalogo ne abbiamo oltre 150, nella storia dell’azienda è possibile isolare alcuni prodotti particolarmente significativi per quello che hanno rappresentato nel vissuto quotidiano delle persone. Per parlare di prodotti storici, non si possono non menzionare la sedia per bambini Sapper-Zanuso del 1964, la prima al mondo realizzata in materiale plastico. I Componibili di Anna-Castelli Ferrieri del 1967 a segnare per la prima volta l’utilizzo di questo materiale per un complemento d’arredo e la Libreria Componibile di Giulio Polvara del 1974 – entrambi ancora in produzione -, che stabiliscono la nascita di un concetto di arredo democratico, componibile, nomade, polifunzionale e di ottimo design.

E negli ultimi 25 anni?
Per parlare invece degli ultimi 25 anni, da quando ho acquisito Kartell, sono orgoglioso di poter vantare due importanti Compassi D’Oro: nel 1994 il sistema Mobil di Antonio Citterio, versatile collezione di cassettiere su ruote che per la prima volta mostra un utilizzo estremamente sofisticato del metacrilato simile al vetro. E nel 2001 il divano Bubble Club di Philippe Starck, il primo al mondo realizzato in polietilene con processo rotazionale, una tecnologia allora non utilizzata al settore dell’arredamento e per la quale siamo stati pionieri. Fiore all’occhiello di Kartell è poi tutta la dinastia di arredi in policarbonato trasparente a iniezione in un unico stampo: è del 1999 La Marie di Philippe Starck, prima sedia al mondo realizzata con questo materiale e questa tecnologia. Dopo La Marie, alcuni tasselli fondamentali nell’evoluzione della tecnologia di iniezione del policarbonato trasparente in un unico stampo sono nel 2002 Louis Ghost di Philippe Starck, nel 2007 Mr Impossible diPhilippe Starck, nel 2010 Ghost Buster, nel 2011 Invisible Table di Tokujin Yoshioka e nel 2014 l’ultimo nato: Uncle Jack, un primato assoluto al mondo con 33 kg di policarbonato iniettati in uno stampo largo 2 metri. Vorrei poi citare un altro paio di icone del nostro marchio: la libreria flessibile Bookworm di Ron Arad - che rivoluziona letteralmente il concetto di libreria da statico-lineare a dinamico con forme curvilinee - e la lampada Bourgie di Ferruccio Laviani, che grazie all’utilizzo del policarbonato fa evolvere l’idea della lampada barocca da soggiorno trasformandola in un oggetto trendy dall’inconfondibile carisma.

www.kartell.com


di Marzia Nicolini / 12 Ottobre 2015

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