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Elle Decor Italia

Alessandro Dell’Acqua, ecco il palazzo milanese gris noir dove nascono le idee di N°21

N°21 è il giorno di nascita dello stilista napoletano e, nella Smorfia, la donna nuda. Ma anche il brand di moda innovativo che abita in un palazzo pieno di contrasti e sorprese

Il colore gris noir, che sembra nero ma è e rimane un quasi nero, oggetto di vivaci discussioni tra lo stilista Alessandro dell’Acqua e l’architetto Hannes Peer, dà un aspetto teatrale, austero e allo stesso tempo scultoreo all’edificio Anni 80 dal carattere postmoderno, oggi headquarters del marchio N°21. Il progetto si fonda sull’idea di utilizzare il maggior numero di elementi architettonici e stilistici milanesi e di combinarli in modo da creare un insieme contemporaneo ed eclettico. 

Il portone d’ingresso caratterizzato da una geometrica maglia di acciaio nera tenuta insieme da centinaia di anelli d’ottone introduce nell’atrio. Dove diversi strati di marmo, dal Marquinia nero al St. Denis verde, inserti di specchi dall’aspetto antico, lampade Venini di Toni Zuccheri, un soffitto tridimensionale in gesso, fino al bancone reception in palissandro, portano avanti il concept di ariosa e fastosa atmosfera modernista da atrio di Palazzo. 

Lo spazio che meglio traduce in linguaggio architettonico e di design i codici stilistici di N°21 è l’ufficio privato di Alessandro, giocato sulla stratificazione e sulla matericità. Uno spazio privato, spettacolare, con soffitti alti 7 metri e un lucernario che crea precisi fasci di luce sulla parete in calcestruzzo a effetto boiserie percorsa da una credenza sospesa lunga sei metri in ottone ossidato. In questo modo l’architetto Peer riprende il tema del contrasto che caratterizza le collezioni del brand, un mix di tessuti preziosi e sportivi, chiffon e crêpe de Chine arricchiti da  applicazioni e incrostazioni di cristalli. 

Atmosfera completamente diversa nello showroom, sullo stesso piano, un unico spazio aperto con un pavimento industriale, in cemento bianco che incontra sul fondo un prezioso intarsio geometrico  di marmi, arredato con pezzi di Le Corbusier e Marcel Breuer. La luce naturale, proveniente dalle vetrate laterali e dal soffitto retroilluminato in policarbonato, accarezza abiti e accessori delle nuove collezioni su eleganti display in acciaio inossidabile. 

Gli spazi di lavoro al primo piano hanno l’aspetto di un laboratorio scientifico, asettico e funzionale, un ambiente intensamente produttivo ad alto tasso di creatività. È qui che Alessandro dell’Acqua, lo staff di persone che sono con lui da sempre e molti giovani con energie e idee nuove, lavorano su due brand, N°21 e Rochas, l’iconica griffe francese di cui è direttore artistico. “La mia firma in termini di contrasti inaspettati è la stessa, ciò che fa la differenza è l’idea della donna. Quella eccentrica, che indossa con estrema naturalezza abiti couture di Rochas, e quella pratica e sensuale, che  mischia maschile e femminile e veste N°21. Mi piace passare da una collezione all’altra in modo veloce, avere sotto lo stesso tetto ufficio stile, amministrazione, commerciale e ufficio stampa, mi lascia un po’ di tempo per coltivare la passione per il cinema. Soprattutto degli Anni 50, ricordi di pomeriggi napoletani nelle sale dei cineteatri, in compagnia del nonno”. 

www.numeroventuno.com

 


di Rosaria Zucconi e Francesca Benedetto / 16 Ottobre 2017

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