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Le pareti sempre più sottili di Rem Koolhaas allo Stedelijk BASE

AMO/OMA prosegue il suo percorso di ricerca sulla funzione dei muri con il nuovo progetto di allestimento dello Stedelijk Museum, che rivoluziona l'idea di percorso museale

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Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti © OMA

Come si progetta un allestimento? È uno dei temi che chi studia architettura affronta spesso durante gli anni universitari, per scoprire che un’architettura temporanea è spesso ricca di complessità al pari di una molto più longeva.

Ricordo che tra gli esempi più citati (e copiati) dei progetti di allestimento museale le costanti erano le realizzazioni di Franco Albini e Carlo Scarpa, essenziali e ricercatissime. 

Ma negli ultimi anni AMO, il distaccamento dedicato al design e alla ricerca di OMA, sta rivoluzionando il tema dell’allestimento, con progetti che affiancano l’architettura e l'interior design alle tecnologie più avanzate nel tentativo di espandere le possibilità di visualizzazione artistica: tra i progetti più riconosciuti l'allestimento di "Serial e Portable Classic" per la Fondazione Prada a Milano e Venezia (2015), che ripensava alle nozioni tradizionali di mostrare la scultura classica su un piedistallo.

"Elements of Architecture" esposto alla Biennale di Venezia del 2014, diretta da Rem Koolhaas è stato il punto di partenza per riconsiderare il ruolo dei muri come elementi costruttivi inizialmente strutturali, che oggi sono diventati delle semplici partizioni. 

L’ultima realizzazione, che prende avvio proprio dal lavoro svolto per la Biennale, è il sistema espositivo messo a punto per Stedelijk BASE, la collezione permanete dello Stedelijk Museum di Amsterdam, ospitata nella Lower Level Gallery.

Tutte le foto: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti © OMA 

Un percorso aperto attraverso la ricca collezione di opere d'arte e pezzi di design dal 1880 ad oggi creato attraverso pareti autoportanti molto sottili, realizzate con lastre di acciaio di quindici millimetri di spessore sviluppate da Tata Steel Netherlands. Le piastre in acciaio sono state tagliate al laser e accoppiate per creare la stabilità richiesta per le opere d'arte. “La sottigliezza delle pareti consente un'esposizione espositiva flessibile e aperta: invece di rompere lo spazio in stanze più piccole, la collezione viene presentata nel suo insieme” spiegano da AMO.

Una disposizione cronologica ordinata permette ai visitatori di scegliere come percorrere lo spazio, lasciandoli liberi di creare connessioni tra arte e design, moderno e contemporaneo e l’allestimento “open space” rivoluziona la struttura “a stanze” tipica dei musei, trasformando il percorso in una sorta di esperienza urbana

“In collaborazione con Stedelijk, Arup e Tata Steel, abbiamo creato pareti sottili come schermi, sfruttando la snellezza della struttura in acciaio. Ciò consente leggerezza e flessibilità nell’esplorazione dello spazio espositivo e incoraggia lo spettatore a intraprendere percorsi diversi nello spazio, avventurosi come la circolazione attraverso qualsiasi città” spiega Rem Koolhaas.


di Carlotta Marelli / 15 Dicembre 2017

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