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Per arredare un coworking ci sono 2 parole d'ordine: colore e fantasia

Il progetto di Izaskun Chinchilla Architects finalizzato a stimolare la creatività delle giovani menti di Utopic_US

arredamento-coworking-space
Imagen subliminal

Situato a Madrid, il coworking Conde de Casal è ispirato dal dinamismo di due affascinanti metropoli, New York e Tokyo. Gli arredi, coloratissimi, reinventano alcuni mobili Ikea abbinandoli a materiali grezzi e oggetti d’uso quotidiano.

Un coworking capace di stimolare la creatività di chi ci lavora, uno spazio che racchiude la dinamicità di una metropoli, anzi due: è Conde de Casal, progettato a Madrid da Izaskun Chinchilla Architects per Utopic_US. Nel firmarne gli originali interni, lo studio spagnolo, guidato dalla brillante professoressa universitaria e architetto da cui prende il nome, si è rifatto al fascino di New York e Tokyo. Il perché è presto detto: "Secondo molti studi, il fenomeno dei coworking è legato a doppio filo allo stile di vita cittadino. Nelle metropoli convivono migliaia di persone e opportunità diverse, e nascono luoghi che mirano a proteggere i talenti e massimizzare l'inventiva"

© Imagen subliminal

I progetti di Izaskun Chinchilla non potrebbero prescindere dal sostrato intellettuale che li anima. Un pensiero denso, capace di rivitalizzare l'architettura con l'afflusso di principi tratti dalla sociologia, l'ecologia e la scienza. Questo è per Chinchilla e il suo studio il segreto che rende un'idea autenticamente contemporanea. Conde de Casal per Utopic_US non fa eccezione. Prende spunto dai millennials che sta trasformando la capitale spagnola con la propria capacità di fare rete e affidarsi alla sharing economy. Il fine del coworking è proprio diventare il quartier generale di una tale generazione, "che trasformerà Madrid nella capitale dell'imprenditoria creativa".

© Imagen subliminal 

La chiave è l'interattività dello spazio e la sua capacità di sorprendere. Come? Puntando su elementi apparentemente stranianti come grossi pesci appesi al soffitto, un rimando al Giappone. E su arredi che svelano volti sempre nuovi e inaspettati. Tavoli, sedie e altri mobili sono pezzi Ikea che gli architetti hanno reinventato con l'aggiunta di ruote da carriole, tetti improvvisati, perfino zanzariere colorate.  

© Imagen subliminal 

Lo spazio complessivo, ampio quasi 1000 metri quadri e suddiviso su due piani, è stato rivoluzionato prendendo spunto dalla vitalità di New York e dal fascino al tempo stesso innovatore e ancestrale di Tokyo. L'elemento distintivo è l'assoluta mancanza di convenzionalità. Nell'area lavoro ci sono più di 100 postazioni, con 3 tipi di sedie. Anche piuttosto bizzarri: gym balls e dondoli di corda inclusi.

© Imagen subliminal

Gli uffici privati sono tutti diversi, mentre le sale riunioni si rifanno ai tradizionali ryokan giapponesi. Con elementi anticonformisti, come la rete gigantesca appesa al soffitto, un toccasana per distendere i nervi e socializzare. Aiutando così i coworkers a immaginare un mondo diverso.

izaskunchinchilla.es   

 

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di Alessandra D'Angelo / 20 Giugno 2017

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