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Una farmacia molecolare e interattiva a Taiwan

La farmacia come luogo interattivo: è l'idea dello studio Waterfrom Design per ripensare gli interni di un vecchio negozio di famiglia

arredamento-farmacie-waterfrom-design-molecure-taiwan
Kuomin Lee

Una farmacia di Taiwan diventa un vero e proprio hub interattivo dove il design di interni sottolinea il dialogo tra natura e scienza

Negli ultimi anni siamo diventati tutti più sensibili a un concetto olistico di salute che ha influenzato l'arredamento delle farmacie: sentirsi bene con se stessi e con il proprio corpo. La forma fisica è sempre più avvertita come stile di vita preventivo (leggi anche → Come è cambiata la palestra?). Non ci deve quindi stupire se anche le farmacie si stanno trasformando per rispondere  queste tendenze del settore trasformandosi in veri e propri hub di salute per il cittadino. Questa evoluzione del costume e quindi delle esigenze dei clienti ha portato la farmacia ad assumere una nuova connotazione, sempre meno “tradizionale” e sempre più attenta a quello che i cittadini richiedono. Tutto ciò si traduce non solo in un diverso assortimento dei prodotti e nei maggiori servizi offerti, ma anche nella maniera nella quale tutto ciò viene esposto ed offerto. Gli arredamenti delle farmacie cambiano volto e configurano interni pensati come il vero biglietto da visita da proporre ai propri consumatori e strumento per rendere più agevole la comunicazione tra farmacista e consumatore.

Questo concetto è apparso molto chiaro ad un giovane farmacista di Taichung a Taiwan che ha voluto trasformare la propria farmacia, ereditata come terza generazione, per sovvertire l’immagine tradizionale di questo luogo. La scelta è quella di un interno estremamente moderno e diversificato che diventi l’appoggio ideale per le diverse funzioni che la professione del farmacista deve ormai ricoprire. Il trentenne ha voluto affidarsi per questo progetto allo Studio Waterfrom Design e, a cominciare dal nome, ha voluto distanziarsi dalla lunga tradizione di famiglia, ribattezzando la sua farmacia MOLECURE perchè composto da due parole importanti: "Molecule" e "Cure". La prima è la base della scienza farmaceutica: la molecola che estratta dalla natura viene resa sintetica dalla scienza con lo scopo di curare il malato, vero protagonista di questo processo. Due elementi molto importanti quindi, quello naturale e quello scientifico, che alleati portano alla guarigione. Una sinergia che, secondo i designer, doveva essere resa chiaramente anche negli interni della farmacia che è stata concepita come un "laboratorio verde" capace di unire due caratteristiche, quella naturale e quella tecnologica, che spesso ci appaiono in conflitto.

Quando si parla di molecole si parla ovviamente di chimica e delle molteplici maniere di aggregazioni delle molecole stesse: tema forte che viene anche utilizzato per gli interni che richiamano nella loro semplicità le forme geometriche dell’aggregazione molecolare. Ecco allora il cemento ruvido, segno del reale, e il metallo, il vetro e gli acrilici trasparenti uniti per costruire le strutture lineari che coprono completamente le pareti. Per togliere ogni distanza tra fruitore e farmacista il nucleo dello spazio è un tavolo di laboratorio, con alla base un simbolico ceppo d’albero, che insieme all'area di distribuzione completamente aperta e al sistema di consulenza, sono in grado di creare una vera e propria interazione.

Altro punto importante sono i tanti fori triangolari tagliati a laser che creano ombre simili a quelle delle foglie, un piccolo bosco simbolico che insieme alle tante piante verdi reali tolgono asetticità al luogo e rappresentano un riferimento alla natura, base della scienza farmaceutica. Anche la scala che unisce i due piani scherza con la simbologia, con un riferimento divertente alla doppia spirale del DNA nella biologia molecolare.

www.waterfrom.com


di Paola Testoni / 11 Luglio 2017

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