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Arredare un monolocale rivisitando la tradizione giapponese

Una casa piccola firmata dall'architetto Nariaki Chigusa nel quartiere Somedonocho diventa lo spunto per una riflessione sulla percezione dello spazio

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Arredare un monolocale in stile minimal e contemporaneo, ma in contiguità con la tradizione giapponese: è il progetto di restyling A House in Somedonocho, un piccolo appartamento di appena 45 m² a Kyoto, curato dall'architetto Nariaki Chigusa dello studio ICADA. Un monolocale che ridefinisce il rapporto dell'uomo con lo spazio puntando su un tetto reso spiovente per ricordare le proporzioni di un guscio.

L'ambiente è unico, definito dai classici pannelli scorrevoli, illuminato da tre finestre, moltiplicato dalle luci-specchi sul tetto e riscaldato dall'uso quasi esclusivo del legno. I colori sono quelli tipici della casa giapponese, dal bianco al verde oliva al nocciola. Il soffitto è un valore aggiunto: Nariaki Chigusa lo ha progettato in modo da farne variare gradualmente l'altezza. Da un massimo di 2.63 m, quella media di una casa giapponese, a un minimo di 1.67 m, corrispondente a un angolo della tradizionale sala del tè. Un semplice accorgimento che serve a dare l'impressione che il corpo diventi man mano più grande o più piccolo.

In questa casa piccola di Kyoto, l'immancabile sala del tè, chashitsu, è un microcosmo indipendente, sollevato rispetto alla zona dining/living e completo di tutto: i tatami, la fornace ricavata nel pavimento e l'alcova. Rimanda alla tradizione giapponese anche l'ampia porta-finestra che dà sul verde, ricreando il classico rapporto fluido tra interno ed esterno e inondando la casa di luce. L'illuminazione interna, invece, è tipicamente contemporanea, definita da fonti luminose rotonde incassate nel tetto, con dimensioni che vanno dai 30 ai 150 cm. La luce, indiretta, è riflessa dagli specchi integrati: l'obiettivo è cancellare gli angoli del soffitto e dare l'idea di una casa più ampia. In perfetto stile giapponese.

icada.asia

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