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In Cina ha aperto un caffè ispirato al Grand Budapest Hotel di Wes Anderson

Si chiama Budapest Café, si trova a Chengdu ed è un amorevole omaggio al regista americano

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Courtesy photo: James Morgan

Ricordate Grand Budapest Hotelil film del 2014 del regista statunitense Wes Anderson che ha per protagonisti due concierge alle soglie della prima guerra mondiale? Nella città di Chengdu, in Cina, lo studio australiano Biasol ha progettato The Budapest Café, un locale ispirato in tutto e per tutto all’estetica del film e dell'autore. Un caffé di 178 metri quadrati che traduce gli stilemi pastellati e vividi del cineasta in scelte precise di interior design, oltre a omaggiare la cultura dei café di Melbourne. Il risultato è fresco, internazionale, moderno, ma soprattutto stravagante: come tutti i personaggi di Anderson.

“Vorrei vivere in un film di Wes Anderson, inquadrature simmetriche e poi partono i Kinks”. Così recita un verso del brano Wes Anderson della band romana I Cani. E che un certo gusto ironico per la simmetria sia una delle chiavi del regista lo confermano le parole con cui lo studio Biasol descrive l’approccio usato per The Budapest Café: “abbiamo iniziato a capire lo stile di Anderson: i suoi disegni simmetrici, precisi e bizzarri; tavolozze di colori vivaci e nostalgici; e il sentimento che infonde i suoi film. Tende verso prospettive con un solo punto di fuga e guarda dall'alto; dà attenzione ai bordi del set tanto quanto al centro; e incornicia le storie con archi di proscenio”.

Per questo lo studio ha scelto per la facciata del caffè Budapest un arco che incornicia l'ingresso e accoglie i clienti, proiettando un senso di grandezza. Il design degli interni è invece fisico e materico (dominano i marmi Artedomus), concepito quasi come un palcoscenico dove l’avventore “può entrare a vivere la propria storia”.

Spiegano da Biasol che “strati, elevazioni ed altri elementi incoraggiano i clienti a esplorare lo spazio”: l’ambiente è attraversato da “scale e gradini che portano al piano di sopra, non portano da nessuna parte, sono integrati negli scaffali, nei caminetti e nella lungo bancone di marmo”. Anche qui troviamo strutture ad archi simmetrici, sotto i quali si incassano sedute e scaffalature. Un livello mezzanino offre una visuale dall’alto sugli sgabelli Meizai e le sedie da pranzo Nerd Chair di Muuto.

La giocosità è garantita da una piccola vasca di palline rosa, da una poltrona originale Eero Aarnio Bubble, dalle insegne al neon. Dalle tinte accese i bagni, con marmi rosa macchiati, firmati Signorino, che contrasta con i toni verdini e nostalgici della caffetteria.

Con la sua eleganza chic e l’atmosfera rilassata e indulgente, il Budapest Café ha un aspetto minimalista, leggero e divertente, nonostante l’altezza e la struttura a vista. Proprio come il mitico Budapest Hotel, il locale cinese ispirato ai film di Wes Anderson è stato progettato per fornire agli avventori un rifugio dal trambusto della vita quotidiana, ma anche per fare da ritrovo, col suo sapore volutamente femminile, a donne esperte in social media che amano la cultura del café.

Oltre al design e ai colori tenui e contrastanti, anche il branding - con insegne, menu e materiale stampato - aiuta questo locale a somigliare ai personaggi del regista. Personaggi che, come cantano I Cani, saranno pure idiosincratici, però “i cattivi non sono cattivi davvero, e i nemici non sono nemici davvero. Ma anche i buoni non sono buoni davvero, proprio come me e te”. 

biasol.com.au

 


di Roberto Fiandaca / 21 Dicembre 2017

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