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Barcellona, da quartiere difficile a coworking sociale

Cinque locali vuoti si trasformano in spazi colorati aperti alla community grazie al progetto di due architetti italiani

barcellona-coworking-sociale-colombo-serboli

Pareti colorate caratterizzano le diverse aree di questo nuovo spazio co-working a Barcellona: per la riflessione e il relax c’è invece la grande amaca in rete

Sinèrgics è il primo coworking sociale del Comune di Barcellona: cinque locali da tempo non utilizzati sono diventati, grazie al progetto di Andrea Serboli e Matteo Colombo – architetti italiani basati nella capitale catalana – la coloratissima sede di uno spazio di lavoro comunitario con lo scopo di ridare una ventata di positività ad un quartiere difficile. A differenza del tipico ambiente d'ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione e non a caso quindi il progetto degli architetti è stato quello di privilegiare la differenza degli ambienti sottolineata anche dalla scela di diversi colori, dinamici ed energici.

Il coworking nato per attrarre professionisti che lavorano a casa o persone che viaggiano frequentemente e finiscono per lavorare in relativo isolamento ha assunto qui un terzo aspetto, o meglio una vera e propria missione di cui si è fatta carico la Municipalità di Barcellona e il Quartiere di Sant Andreu per risollevare la comunità del Barò de Viver. Un cambio epocale quindi rispetto al primo spazio di coworking, nato nel 2005 a San Francisco per andare incontro ai molti lavoratori nomadi che, pur lavorando in maniera indipendente, erano interessati alla sinergia che poteva nascere quando persone di talento andavano a lavorare insieme. In questo caso si fa un passo avanti, cercando talenti ed energia in quartieri disagiati ad alto tasso di disoccupazione. 

Dopo l’idea dei colori vivaci dipinti direttamente sul muro di mattoni e capaci di scandire spazi e funzioni, il duo di architetti ha deciso di aggiungere la giusta dose di gioco e relax. Per i free-lancer che hanno deciso di utilizzare parte di questi 200 mq di pura energia, ecco l’inserimento di una rete che funge da amaca per rilassarsi e riflettere, aspetti necessari per un lavoro creativo. Il co-working, da non confondersi con altre modalità di lavoro, come gli incubatori di impresa e i business center, sottolinea soprattutto l'aspetto del processo sociale, collaborativo e informale, nel progetto evidenziati dagli interni raw e industriali, con pratiche di gestione più vicine a quella di una cooperativa. 

Lo spazio diventa quindi un connubio tra talenti professionali e le iniziative sociali e imprenditoriali del quartiere. Sinèrgics è rivolto a tutti i professionisti con un loro potenziale creativo: start-up, lavoratori autonomi o piccole imprese di qualsiasi settore lavorativo. Attualmente lo spazio viene utilizzato contemporaneamente da attività di consulenza ambientale, robotica, moda, scrittura, design, arte, web design e istruzione. A causa del budget ristretto, il progetto ha dovuto sfruttare al meglio lo spazio di 200 mq fornendo ad ogni area un colore distintivo, con due dei cinque spazi unificati in una zona più ampia che comprende la cucina comune.

La texture ruvida delle pareti offre un sapore raw sottolineato anche dalle colonne di cemento che portano ancora scritti e tracce degli usi precedenti. Per l’illuminazione si è deciso per cerchi brillanti con linea LED. I tavoli a forma di trapezio sono stati progettati dagli stessi architetti per blocchi che possono creare varie configurazioni e rafforzare così il senso di community.

www.colomboserboli.com

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di Paola Testoni / 22 Agosto 2017

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