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Un boutique hotel a Singapore in un ex-magazzino di fine '800

Il restyling, in chiave industrial, di un deposito di oltre un secolo fa trasformato nel Warehouse Hotel dallo studio Asylum

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The Warehouse Hotel

Hall e bar del Warehouse Hotel - un boutique hotel a Singapore - sono un omaggio in stile industrial all'originaria funzione di deposito dell'edificio. Dagli altissimi soffitti a punta pendono decorazioni ispirate a vecchie fabbriche. I cassettoni in marmo sono abbinati ai muri coi mattoni a vista, per un effetto sofisticato. 

Un boutique hotel a Singapore usato come crocevia della storia: magazzino nel 1895, poi una distilleria clandestina e infine la discoteca più famosa della città.  Se i muri potessero parlare, il Warehouse Hotel avrebbe più di un secolo di vicende da raccontare. 

Il complesso di tre edifici dal tetto a punta che ospita l'hotel boutique, infatti, è stato costruito lungo il Singapore River nell'epoca più fiorente del commercio delle spezie. Oggi è stato ristrutturato ad hoc dallo studio Asylum e dagli architetti di Zarch Collaboratives su commissione del Lo & Behold Group per dar vita a un boutique hotel di 37 camere, nuova attrazione nel vivace quartiere di Robertson Quay. 

Lo stile scelto per questo albergo boutique non poteva che essere industrial ma il risultato è tutt'altro che impersonale, dato che attinge alla ricca cultura di Singapore e ammicca alle storie intrecciatesi intorno al complesso, tra contrabbandieri, società segrete e postriboli. L'ingresso, con la reception, la hall e il bar, è un'immensa sala che conserva le travi originali a vista. Dal tetto sono sospese ruote e ingranaggi in ferro che sembrano prese a prestito da una scena di Tempi Moderni di Charlie Chaplin, così come una serie di lampade, poco più che semplici bulbi, appese ad altezze diverse. 

La reception del Warehouse Hotel abbina nero e oro ed è decorata da un motivo a scanalature. In una teca raccoglie una serie di oggetti rari selezionati dal Gabriel Tan Studio in collaborazione con Edwin Low del negozio Supermama, molto amato dai turisti: portafiammiferi, apribottiglie, posaceneri, manette, fedeli riproduzioni di quelli posseduti da chi animava questi edifici al volgere del secolo. 

Anche le camere, di sei tipi, dalle spaziose e sofisticate River View Suite alle più intime Warehouse Sanctuary, raccolgono una collezione di oggetti commissionati a produttori di Singapore: i copriletti bianchi e neri ikat sono stati realizzati da Matter, con il logo dell'hotel che riprende l'inconfondibile profilo dei tre tetti spioventi, e le tazze e tazzine dai ceramisti dell'azienda locale Mud Rock.

Le cromie sono neutre ma accese da bagliori metallici. Le travi a vista e i tetti alti, a volte doppi. Perfino le prelibatezze del minibar non sono lasciate al caso e includono patatine al rosso d'uovo salato e cioccolata fondente vietnamita, mentre in bagno è possibile approfittare di esclusivi prodotti di bellezza made in oriente. 

La cena in camera è altrettanto raffinata e curata, come tutto il menu del ristorante Pó, dallo chef Willin Low. I piatti più gettonati includono il satay di maiale iberico e il baramundi al tamarindo piccante. Da accompagnare rigorosamente a uno dei cocktail speziati, magari dopo aver fatto un tuffo nella piscina a sfioro sul tetto. 

http://www.thewarehousehotel.com/

 

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di Alessandra D'Angelo / 21 Febbraio 2017

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