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Elle Decor Italia

La casa degli atleti italiani alle Olimpiadi di PyeongChang sembra uno chalet alpino

Prospectum è il quartier generale del Coni a PyeongChang curato da Secondome: una casa alpina immerso nella natura spettacolare

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Courtesy photo: ⓒ rohspace

L’intensa tempesta di vento in Corea del Sud sta causando grandi ritardi alle gare delle Olimpiadi di PyeongChang 2018, ma gli italiani hanno un luogo speciale dove rifugiarsi: il quartier generale del Coni e dell’Italiateam progettato da Casa Italia presso lo Yong Pyong Golf Club, i cui interni sono firmati da Claudia Pignatale della galleria Secondome. 

La casa degli azzurri alle Olimpiadi Invernali è “un moderno chalet, raccolto in pareti vetrate, capace di creare una sensazione immersiva nella natura montana circostante”. Colmo di installazioni artistiche curate da Benedetta Acciari (galleria Ex Elettrofonica) il concept del progetto è di Beatrice Bertini e si chiama Prospectum, parola latina per omaggiare l’invenzione tutta italiana e rinascimentale della prospettiva ma anche per ricordarci, in un afflato pluralista e accogliente, l’importanza dei punti di vista diverso dal nostro. Com’è che si dice? Questione di prospettiva.

E la prospettiva è davvero celebrata, da Casa Italia alle Olimpiadi 2018, i cui interni si dipanano rivelando la griglia ideale da cui si originano. 

Nell’atrio interno (Prospectum square) le linee convergono tutte verso il camino, centro della casa secondo Frank Lloyd Wright. Sospesa sul fuoco le lampade-installazione La Traviata, realizzate da Slamp e firmate dallo scenografo internazionale Bob Wilson: cristalli che simboleggiano lo slogan di Italia Team “Fuoco su Ghiaccio” e che riprendono l'installazione realizzata alla Triennale di Milano nel 2016.

Da Prospectum Square Bar si dirama un bar con gli sgabelli in legno massello di cedro firmati Riva 1920, eccellenza dell’ebanisteria italiana. Li hanno realizzati i designer Alessandro Mendini, Vito Nesta, Gianni Veneziano e Luciana Di Virgilio, Michele de Lucchi. Jacopo Foggini ha invece disegnato per Edra le poltrone Margherita, mentre i divani Pack sono di Francesco Binfaré. La loro seduta rivestita di un tessuto cangiante evoca con la sua texture una banchisa di ghiaccio e ne simula gli strati. Lo schienale sembra un orso sdraiato sul fianco, ma è rivestito di pelliccia ecologica. 

Nel ristorante, l’installazione di Cristian Chironi fa da quinta prospettica agli arredi Bross come i tavoli Ademar e Amalong e le sedie Gisa di Giulio Iacchetti. La luce proviene dalle lampade Hanami di Adriano Rachele per Slamp. Alla diversità del linguaggio come valore inneggia la scritta luminosa di Maurizio Nannucci “Same Words Different Thoughts”. 

Nelle vip lounge di Casa Italia a PyeongChang troviamo i divani Gran Khan e Sfatto di Francesco Binfaré per Edra e la Panca Molletta di Baldessari e Baldessari per Riva 1920. Ma anche il freddo dei tavolini in vetro Twinkle di Chiara Andreatti e dei coffee table Soft di Nendo realizzati da Glas Italia. Ai muri le fotografie South #01 dell’artista Gea Casolaro, con panorami capovolti e una serie di lavori miniaturizzati dal titolo Astrazioni Novecentiste di Carlo e Fabio Ingrassia.

La spettacolare terrazza con vista è arredata dalla collezione Allaperto Mountain di Matteo Thun e Antonio Rodriguez per Ethimo. E’ realizzata in teak decapato e metallo, a loro volta rivestiti di fibra Etwick intrecciata. Da qui è possibile godere del panorama invernale mozzafiato al riparo delle grandi vetrate. 

Nella Sala Azzurri, una camera con vista sul panorama ospita il divano Aster Papposus di Fernando e Humberto Campana e l’opera Carta da parati di Davide Monaldi, “una scultura a parete che simula la tridimensionalità di un oggetto a noi familiare nella sua forma bidimensionale”. S’intravede anche la panca Bent di Naoto Fukasawaper Glas Italia.

Infine, un bar, in corten e pelle, in cui campeggia l’opera a Neon di Valerio Rocco Orlando (Who I’m?), e un intimo salotto arredato con le poltrone Grinza di Edra (design Campana), la panca Mountain in legno di cedro disegnata da Hisiao-Ching Wang per Riva 1920 e i coffee table XXX di Joanna Gravunder per Glas Italia. 

 


di Roberto Fiandaca / 14 Febbraio 2018

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