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In Thailandia una villa di marmo si fonde con la natura e con il cielo

Un progetto di fusione tra architettura e natura, roccia e nuvole

L’ampia facciata in marmo “si scioglie” pian piano in una struttura leggera che pare fluttuare

Immaginate un’imponente facciata di marmo che pian piano si destruttura per trasformarsi in una villa che si inserisce serenamente nella natura che la ospita e che trattiene per sé anche uno spicchio di cielo. Siamo a Bangokok in Thailandia non lontano dalle rive del fiume Chao Phraya, inseriti in una rigogliosa vegetazione grazie al clima caldo-umido della regione. In un quartiere residenziale della città che grazie ad una complessa rete di canali è stata definita la Venezia dell'Est, lo Studio di architetti OPENBOX ha progettato questa elegante abitazione in marmo bianco intervenendo sulla relazione basilare tra architettura, interni e paesaggio. Non a caso i thailandesi Nui Ratiwat Suwannatrai e Prang Wannaporn Suwanntrai, di OPENBX, sono anche architetti del paesaggio e dal 2004 i loro progetti sono caratterizzati da una forte connessione tra natura e architettura. L’idea ha preso subito la forma di una scultura in marmo che richiama l’archetipo antico di scavare uno spazio abitativo in un pezzo monolitico di pietra. La facciata appare così fortemente solida ma al contempo estremamente leggera, quasi fluttuante, in una sfida alla forza gravitazionale. Lo spazio paesaggistico esterno gioca anche un ruolo importante mentre scorre sotto il cortile centrale e fa da connessione libera alla visione del cielo ingabbiato nello stretto patio interno.

I pezzi di marmo residui sembra si stacchino dalla facciata per diventare parte del paesaggio e addolcire così il passaggio stesso, da costruito a naturale, da interno a esterno. Dalle linee stilistiche visivamente audaci, questo progetto di sapore minimalista continua anche negli interni che riprendono le geometrie esterne e si dipanano in spazi ampissimi dalla palette cromatica minima ed elegante: neri e bianchi interrotti dalle diverse tonalità dei legni naturali. La casa di marmo è posta all’estremità di un terreno rettangolare e pare specchiarsi in un magnifico esemplare dell’albero della pioggia situato sul lato opposto. Nel tentativo impossibile di raggiungerlo, l’edificio pare che venga sottoposto ad una mutazione che gli fa perdere molta della sua imponenza alleggerendolo grazie a spazi vuoti e strutture trasparenti fino a “liquifarsi” nello specchio d’acqua della piscina.

Le grandi superfici marmoree, che hanno anche la funzione di raffreddamento dell’abitazione in un clima tropicale, pian piano diventano finiture e si trasformano in minute piastrelle a muro dove il marmo viene semplicemente stampato. Prevalsono, a questo punto, il legno e il vetro, materiali ideali per addentrarsi nella natura in punta di piedi. Importantissimo anche l’elemento del cortile interno con piante di bambù che permettono alla luce e alla ventilazione naturale di entrare e di raggiungere tutti gli angoli più remoti della casa, e contemporaneamente consentono di vivere gli esterni in completa privacy e ritagliarsi un angolo di cielo privato in una delle megalopoli più densamente abitate del pianeta. La volontà di imprimere alle finestre un’ulteriore inclinazione determina la forma della casa stessa: le angolazioni diventano profili scultorei, i materiali dialogano tra loro, lo forme fluiscono in spazi lineari che si susseguono senza soluzione di continuità dall'interno e all'esterno.

www.openbox.in.th

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di Paola Testoni / 28 Agosto 2017

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